Portugal. The girls.

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Quello che vi apprestate a leggere è il poco dettagliato e confusionario resoconto del mio viaggio culturale in Portogallo. L’avventura inizia il 9 agosto, data della partenza da Roma.

Prima tappa

Oporto

Piccola, affascinante e molto vivace anche se davvero decadente. La prima impressione che ho avuto è stata di essere tornata indietro nel tempo di circa vent’anni e che agli abitanti del luogo non importi proprio niente del tempo che scorre. Ed è proprio così, ai portoghesi non gliene può fregar di meno della puntualità e degli orari. Super consigliati i “sepolcri” alcolici di tutte le cantine antiche della città (il vino costa meno dell’acqua) e un giro al mercato do Bolhao, dove il folklore là fa da padrone. Vorrei potervi consigliare anche il Geres National Park, ma, essendo abbastanza ignorante il giorno in cui avevo programmato la visita, ho saggiamente pensato di dormire fino alle 14:30 ignorando le chiamate della guida che si trovava sotto il nostro appartamento alle otto di mattina. Andateci e fatemi sapere! Il piatto tipico della città è la Francesinha, che è una specie di attacco cardiaco sotto forma di cibo contenente una quantità di calorie sufficiente a nutrire il Niger per un mese. Se volete evitare di prendere sei chili con un pasto il mio consiglio è di andare da Ostras&coisas, bellissimo ristorante al centro di Oporto. Unica nota: evitate di ubriacarvi al punto di entrare in cucina scambiandola per il bagno, non è una cosa socialmente apprezzata.

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il mercato do Bolhao

Seconda tappa

Lagos

Con buona pace dei portoghesi, l’Algarve è identico a certi paesini che si trovano intorno alla mia città natale (Foggia, ndr) che non meritano sei ore di treno, né tantomeno una levataccia alle quattro di mattina. In ogni caso, anche se il posto non mi era proprio nuovo, ho trascorso dei giorni bellissimi a Lagos. Se soffrite di invecchiamento precoce come la sottoscritta, le sue spiagge sono perfette per lasciarvi andare a lunghe passeggiate.

Pro: lo street food da spiaggia è il bombolone alla CREMA. Levatevi voi che “No: io col caldo non ho fame”!

Contro: se siete abituati a fare il bagno in un mare che raggiunge facilmente i trenta gradi come me, evitate di tuffarvi in stile sirenetta se volete evitare di morire assiderati.

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la spiaggia di Meia Praia

Terza (e ultima) tappa

Lisbona

In realtà doveva essere Sintra l’ultima tappa, ma varie vicissitudini – tipo sonno e pigrizia – hanno impedito l’arrivo del dinamico duo.
Menzione d’onore va alla signora Pho Pu, bizzarra proprietaria di un ristorante vietnamita davvero ben frequentato. Perché va bene che il posto lascia a desiderare, va bene che ho mangiato nel piattino Disney chiaramente destinato a un figlio/nipote, ma volete mettere l’atmosfera che si crea quando, incapace di mangiare educatamente con le bacchette, fai volare le tue polpette pericolosamente vicino al tavolo a cui sta mangiando un energumeno di un metro e novanta e sopravvivi? E poi a parte tutto, quando riesce a capire cosa vuoi ordinare, fa delle zuppe fantastiche. L’Alfama è senza dubbio il posto più suggestivo della città, un quartiere che si espande su un pendio molto famoso per i suoi “miradouro” (belvedere). Se vi va di annoiarvi un po’ potete andare in uno dei numerosi locali dove suonano il Fado, ma io francamente ho evitato! Notevole è anche il Barrio Alto, specialmente di sera, dove tra i tantissimi locali si trova gente di ogni tipo, tra cui simpatici indigeni che cercano di venderti un po’ quello che riescono, dagli accendini alla cocaina senza porsi alcun problema. Quindi, tutto a portata di mano my friends!

foto 3
il Barrio Alto

Alcolici e incontri molesti a parte, Lisbona è piena di musei e fondazioni che meritano di essere visitati: tra questi la casa Pessoa, nella quale è possibile consultare le opere di Fernando Pessoa in una piccola biblioteca, posta al primo livello della casa.

Una di queste mi ha colpita molto e vorrei chiudere così:

Lascio al cieco e al sordo
l’anima con frontiere,
ché io voglio sentire tutto
in tutte le maniere.

Angela De Filippo

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