Il mistero della bella principessa

Facebookgoogle_plusinstagrammail

Arte e donne, ritratti e misteri…elementi che accomunati conducono principalmente ad uno e uno solo dei grandi nomi della pittura di tutti i tempi: Leonardo da Vinci.

Eh sì, ci siamo di nuovo! Perché se l’enigmatico sorriso della Gioconda ha velato di mistero uno dei più grandi capolavori della pittura mondiale, questa volta non è uno dei particolari dell’opera a sollevare interrogativi da ogni dove.
Il ritratto in questione è La bella principessa (quadro così denominato dall’emerito professore di storia dell’arte all’università di Oxford Martin Kemp) , ritratto di una dama, presumibilmente Bianca Sforza, asportato da un volume noto al mondo dell’arte come la “Sforziade”.

leonardo

Il dipinto ritrae una giovane donna abbigliata secondo la moda milanese del XV secolo. Il disegno è contraddistinto da cura minuziosa dei particolari e da una grande raffinatezza.

Il ritrovamento è avvenuto alla fine degli anni Novanta del secolo scorso e dopo iniziali diatribe riguardanti l’autore dell’opera, la critica si è definitivamente espressa a favore dell’assegnazione dell’opera all’esperta mano leonardiana: secondo molti esperti infatti il manufatto sarebbe stato realizzato alla fine del XV secolo, quando il pittore toscano si trovava alla corte di Ludovico Sforza a Milano. Non a caso il ritratto raffigura Bianca Sforza, figlia illegittima del duca e della sua amante Bernardina de Corradis. Secondo le ipotesi più accreditate questo dipinto celebrativo su pergamena sarebbe stato realizzato da Leonardo in occasione del matrimonio tra Bianca Sforza e Galeazzo Sanseverino.

ritratto di bianca sforza
ritratto di Bianca Sforza

Vi sono però voci discordanti all’interno del coro di esperti di fama mondiale riguardo l’opera e l’autore.

Proprio così! Infatti, se la principessa ritratta da Leonardo si rivelasse in realtà essere un falso – per di più un falso dipinto da un falsario internazionale attorno agli anni 70 e ritraente una cassiera – beh, allora la critica mondiale avrebbe fatto un vero e proprio buco nell’acqua, soprattutto a fronte della milionaria valutazione del quadro (150 milioni di euro). E pensare che anche l’ormai celeberrimo Vittorio Sgarbi, critico d’arte e opinionista televisivo, ha dedicato al manufatto un libro presentato alla Camera dei Deputati. La versione del falsario, tale Shaun Greenhalg, è interamente riportata nella sua autobiografia, in cui l’uomo avrebbe spiegato perfino gli espedienti tecnici e le modalità con cui avrebbe realizzato il falso: “Ho preso una pergamena del 1587, e l’ho disegnata ruotandola di 90 gradi per imitare l’arte mancina di Leonardo da Vinci”. E la principessa? Eh…anche la principessa avrebbe smarrito le nobili origini nella versione di Greenhalg. La donna ritratta sarebbe in realtà una cassiera conosciuta a Boston negli anni ’70.

I dubbi tra le fazioni di critici e le opinioni discordanti delle parti danno adito a polemiche che non accennano a placarsi, e se il finale di questa vicenda dovesse vedere prevalere la fazione del truffatore internazionale non ci sarebbe da meravigliarsi visti i precedenti che questo talento del crimine mette in vetrina: Greenhalg infatti è anche noto alle cronache d’arte per aver ingannato il museo egizio di Bolton, vendendo un falso di una statuetta egizia, e per aver creato una scultura originariamente attribuita a Gauguin (Il fauno).

il fauno
Il Fauno

Il verdetto è ancora una volta nelle mani della critica e il mondo dell’arte si prepara ad attestare l’origine di un capolavoro artistico…o a ricevere l’ennesima fregatura da parte del solito buon vecchio Greenhalg.

Mirko Violante

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *