Star Wars, il risveglio della forza: parliamone

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“Accipicchia, un nuovo film di Star Wars!”
“Eh?! Una spada laser con l’elsa?”
“Ma quello è Harrison Ford!”
“Uno stormtrooper nero? Ma perché?”

Queste alcune delle frasi che si potevano leggere su Internet dopo la diffusione del nuovo film della saga di Star Wars, Episodio VII: il Risveglio della Forza. Milioni di Fan in tutto il mondo erano eccitati ma allo stesso tempo preoccupati di cosa il nuovo regista Jeffrey Jacob Abrams avrebbe tirato fuori dal suo cappello magico. Il timore che lo “stampo Disney” (questo perché la Walt Disney Company comprò la Lucas Film, detentrice dei diritti, nel 2012) potesse contaminare ciò che era cristallizzato nella mente dei fan duri e puri della trilogia come sinonimo di perfezione era ben presente e probabilmente lo è tuttora.

La Disney ha rovinato tutto? No.

Allora il film è bello? Su questo si può discutere.

La trama non è più un segreto: Luke Skywalker (Mark Hamill) è sparito e l’avvento del Primo Ordine, versione 2.0 dell’Impero, ha scatenato un nuovo conflitto interno alla Galassia portato avanti da questi ultimi e dalla Resistenza, comandato dal Generale Leia Organa (Carrie Fisher). Entrambe le fazioni sono alla ricerca della mappa con le coordinate che conducono a Skywalker e per ritrovarla viene incaricato un pilota della Resistenza, Poe Dameron (interpretato da Oscar Isaac).

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Una delle tante domande che ha scaturito la prima visione del trailer era se la nuova leva di attori scelti per il film sarebbe stata all’altezza dei personaggi, ormai divenuti mitologici, dei precedenti capitoli della saga. In particolare i quattro membri principali del cast: Rey (Daisy Ridley), Finn (John Boyega), Poe Dameron (Oscar Isaac) e Kylo Ren (Adam Driver).

Sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla prova attoriale di Boyega e Isaac. Per quanto il primo possa risultare troppo “simpaticone”, con un umorismo un po’ più grossolano rispetto alle battute di Han Solo, e protagonista di un paio di situazioni un po’ forzate, l’ho trovato azzeccato per il ruolo che gli è stato ritagliato e sono curioso di vedere come si evolverà nei prossimi film .

Poe Dameron rappresenta un po’ il contrario di Finn, è il classico cavaliere senza macchia (circa) e senza paura che è disposto a lanciarsi in azioni praticamente impossibili senza tirarsi indietro e rappresenta un ottimo leader per la Resistenza.

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Kylo Ren è stato il personaggio che durante la visione mi ha convinto di meno ma a mente fredda ho potuto rifletterci un momento: è illogico paragonarlo all’ormai iconico, leggendario, onnipresente Darth Vader/Fener. Tralasciando l’armatura/divisa che a me personalmente non è piaciuta, ma sono sottigliezze, è un cattivo atipico, con alcuni punti oscuri (battutona) sulla sua storia e sul suo comportamento che verranno chiariti più avanti ma che ad un primo impatto possono non essere convincenti. Ma poi, sarà davvero lui il cattivo? “Sempre due ci sono… Né più né meno… Un Maestro, e un Apprendista”.

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Menzione d’onore va a Rey (Daisy Ridley) nuovo volto di questa nuova trilogia e già entrata nel cuore di molti fan (mio compreso). Riesce a risultare da subito simpatica, cosa non così scontata vedendo i precedenti personaggi femminili della saga, è quella che si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato e viene trascinata dagli eventi diventandone protagonista indiscussa. Non è perfetta, ci sono alcuni problemi a livello di sceneggiatura e di “logica di Star Wars” che la riguardano ma nel complesso il personaggio è credibile e uno dei migliori del film.

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L’universo in cui si svolge la trama è sempre lo stesso ma è tutto nuovo: creature, paesaggi (tre tipi di pianeti: bosco, deserto, ghiaccio) e veicoli, punti di forza su cui si è creato il mito di Star Wars, richiamano quelle “già viste” ma non si sono mai viste prima. Ad esempio il fantastico BB-8 il droide che si rende protagonista di alcune delle scene più divertenti del film e non farà rimpiangere il vecchio R2-D2.

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Tirando le somme, Star Wars VII: Il risveglio della Forza è un bel film che potrà piacere ai fan storici – meno a quelli troppo pignoli – ed essere il modo per molti di avvicinarsi a questa saga che ha fatto la storia del cinema e della cultura pop. Non è un film perfetto, è un ottimo film d’intrattenimento (particolare che spesso la gente tende a dimenticare) adatto sia ad un pubblico di adulti che di bambini.

Quella che ci viene presentata in questo film è una nuova generazione di eroi e villain che è solo all’inizio e in evoluzione, trovo difficile demolire degli attori, come hanno fatto alcuni, solo perché non sono “all’altezza degli storici predecessori”. Sono passati 30 anni, nel film e nella realtà, e molte cose sono cambiate. Il cast e la trama sono il proseguimento naturale di quanto concluso con “Il ritorno dello Jedi” e se alcune cose possono risultare poco chiare sono sicuro che verranno chiarite nei prossimi capitoli della trilogia. Se c’è una cosa a cui ci ha abituato Guerre Stellari è che niente è come sembra.

C’è tutto quello che ha fatto la storia della saga: l’eterna lotta tra bene e male, navi spaziali, avventura e soprattutto emozioni. L’avventura e l’azione si mescolano perfettamente, riservando anche qualche colpo di scena, magari non così imprevedibili, ma sicuramente d’impatto. Vi consiglio di vederlo, se siete fan accaniti sicuramente l’avrete già visto e magari sarete in contrasto con questa recensione. Pazienza. Se siete dei neofiti dell’universo cinematografico di Star Wars questo è un buon punto di partenza per iniziare e innamorarsi della storia, non ne rimarrete delusi.

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Chi si aspetta un film da storia del cinema con insegnamenti profondi e recitazione da premio Oscar dovrà volgere altrove i suoi interessi. La storia del cinema l’ha già fatta ma dal punto di vista dell’impatto mediatico che la sua uscita ha avuto (e sui milioni di articoli di merchandising già venduti).

Se dovessi dare un voto a questo film, ovviamente in trentesimi, sarebbe un 28. Se siete tra quelli che rifiutano i 28 per prendere 30 la volta dopo, il 1 gennaio c’è il nuovo film di Checco Zalone che vi aspetta.

Ricordate, quello che c’è scritto qui NON è la verità assoluta. Nemmeno quello che pensate voi lo è.

Che la forza sia con voi.

 

Andrea Aiolfi

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