Noi su Salvini: il movimento che vuole cambiare l’Italia

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Più o meno un mese fa, alle 6 di mattina, Vincenzo era alla stazione di Barletta, per prendere il treno diretto a Bari. Lì lo hanno assalito due “attivisti” del movimento politico Noi su Salvini che lo hanno informato delle loro idee politiche e dei programmi che il loro partito si prefigge di compiere. Nonostante l’orario, Sergio e Raul, di 6 e 4 anni, erano vispi e pronti alla nuova giornata, per reclutare elettori.

Quello che, innanzitutto, il movimento vuole riuscire a fare è: usare Salvini come un tappeto elastico (da qui il nome “Noi su Salvini”, ndr). Il movimento che per ora gode di ben due iscritti – che sono anche i fondatori – è riuscito a portare un sorriso a Vincenzo.

Incuriosito dalla vicenda, ho fatto qualche domanda al mio amico Vincenzo.

Sergio e Raul, i capigruppo del partito “Noi sul Salvini”, hanno solamente 6 e 4 anni: perché pensi conoscano lui e la sua politica? Hai ricevuto un effetto positivo da questo incontro? Come te, pensi anche altri?

Non penso che Sergio e Raul conoscano Salvini. Penso forse che lo conoscano i loro genitori. A dire la verità l’ho reputato un aspetto secondario e di poco conto. Essendomi soffermato solo sulle prime sensazioni provocatemi da questo incontro, posso dire che il carattere politico ha lasciato il posto a quello prevalentemente ludico. L’incontro con loro è stato per me un momento di svago, pensare che alle proposte cruente e irrazionali di qualche politico, si possa rispondere in maniera non altrettanto seria o forse in maniera diversamente scellerata. Da qui l’idea bizzarra del gruppo “Noi su Salvini”. Come me, spero anche altri prima di me o dopo di me. Ed è qualcosa che non escludo, dato che le risate di quei bambini erano realmente contagiose.

Il nome del gruppo che capeggiano e di cui, credo, siano gli unici a far parte, è emblematico e scanzonato. Pensi che sia una piccola risposta, con la giusta dose di ironia, alla grande tensione sociale e politica degli ultimi tempi? Insomma si dice che c’è bisogno di ruspe e loro invece chiedono a gran voce un grande tappeto elastico…

A tal proposito ci tengo a ribadire il messaggio chiaramente in chiave satirica, a cercare di stemperare gli animi, ultimamente un po’ troppo accesi, quando si parla o si tira in ballo questa gente, divenuta per larghi tratti il capro espiatorio dei tanti mali che affliggono l’Italia. Penso sia impossibile non ridere!
Hai più rivisto quei due bambini?

Ho rivisto quei bambini, esattamente una settimana dopo, sempre alla stazione di Barletta. Stesso orario e stessa allegria. Abbiamo scattato altre foto e abbiamo riso nuovamente insieme. È allegria allo stato puro, e alle 6 di mattina non fa mai male.

Europa, globalizzazione e modernità: secondo te c’è bisogno di frontiere chiuse o di più tappeti elastici? (forse anche di più fanciulli)

Secondo me c’è bisogno di più bambini e di meno Salvini. In fin dei conti penso che gli adulti che la pensano come Salvini siano solo quei bambini viziati e piagnoni per i quali, quando perdevano le partite di calcio in cortile, era sempre colpa dell’altro. E così finiva sempre in lite e tutti purtroppo, per colpa di quel bambino viziato e piagnone, tornavano “a casa loro”.

Dopo le risposte che mi ha dato Vincenzo, ho soltanto provato a immaginare questi due bambini, in quella stazione, in questi giorni freddi. Si dice che a Natale siamo tutti più buoni. Io non so se questo valga per tutti e non ho le capacità per un discorso sull’immigrazione, sui rom, su chi ruba e chi no; penso, però, che mentre ci si batta in TV per mandare via qualcuno, mentre qualcuno si batte per fomentare l’odio, Sergio e Raul siano lì, tra i passanti.

Due sensi: di sollievo, e di vuoto.

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Andrea Conte

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