Mainstream

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È l’ultimo baluardo dei nostalgici, dei sognatori e degli indecisi a tratti irrisolti (vedi la sottoscritta). Sto parlando di Edoardo D’erme, in arte Calcutta, cantautore ventiseienne di Latina e del suo disco, Mainstream, uscito per Bomba Dischi. A partire dal 2007 ha partecipato alla formazione di varie band, tutte poco fortunate, nella sua città.

Vi anticipo che questa non è una recensione, è più una dichiarazione d’amore. A me piace l’incedere sbilenco delle sue canzoni, l’incertezza della metrica e il senso di malinconia che provo ascoltandole. Calcutta racchiude in sé una serie di caratteristiche che lo fanno apparire come il vostro compagno di classe un po’ strano, con cui magari non ci sareste state però simpatico, un soggetto da studio insomma.

Ma oltre a questo è anche molto più. È sarcastico quando scrive “Preferirei perderti nel bosco che per un posto fisso”, lo stesso posto fisso che invece da tanti è agognato, viene irriso e bistrattato con una semplice frase. È romantico quando scrive “cosa mi manchi a fare” come solo un cantautore italiano sa fare, ma non quelli smielati che ascoltavamo (ascoltavo?) da brava ginnasiale quale ero. Piuttosto un cantautore scomposto, non in posa, perennemente in bilico. È vicino alla realtà perché è sorto in un contesto, Latina, che offre particolari sfumature e caratterizzazioni al suo lavoro. Quale location migliore di una città tutta fasci e cemento, una falsa provincia per cantare del disagio giovanile, leitmotiv dell’intero album?

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Quando ascolto le sue canzoni, così genuine, pop e atipiche, mi sembra di ritornare ai sedici anni, ai tormenti adolescenziali, alla perenne sensazione che qualcosa ti manchi o ti sfugga. Scrive in modo diretto, volutamente semplice e questo lo rende autentico, a tratti un po’ paraculo. Dalle canzoni si percepisce tutta l’emozione impiegata per scriverle, quindi, aldilà delle imperfezioni, credo che dovreste tutti ascoltare Mainstream.

A meno che non siate perfetti – e vi auguro di non esserlo perché vi odierei – penso che vi ritroverete sicuramente in quello che scrive questo cantore dei cuori infranti.

Angela De Filippo 

2 Commenti

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