L’amore ai tempi del non c’era

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Non so voi, ma io sono una di quelle persone che vivono la vita come fosse un romanzo fantasy nel quale sono presenti anche gli Xmen. E siamo tantissimi (citazione colta?). Forse per questo, tendo a passare più tempo a fantasticare che ad avere storie (facciamo finta io non ami troppo me stesso).

Per questo, ho selezionato per voi (ma anche per me), cinque celeberrime storie d’amore, più autobiografiche di quanto si possa pensare.

Arwen e Aragorn, l’amore da 30 e lode

Un amore perfetto, la tipica storia d’amore a cavallo (in tutti i sensi) tra la Seconda e la Terza Era. Lei bellissima, elfica (ma togliamo pure l’articolo determinativo maschile singolare spagnolo), Liv Tyler; lui maschio, bohémien, Pino Insegno. Lei è tipo una sua lontana prozia, ma sembra sua figlia. Lui potrebbe essere re del regno umano più figo, ma preferisce andare in giro incappucciato, con gli amici, esultando dopo un goal con la testa di un orco. Dopo aver parlato, in sogno, una lingua che suona come il dialetto piemontese mischiato all’Islandese, lei decide di rinunciare all’immortalità, per vivere con lui fino alla morte terrena. E tutti vissero regnanti e contenti.

Non ci crederete, ma una storia del genere è capitata anche a me, però lei non ha rinunciato alla vita eterna ed io ho scoperto Xvideos.

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L’ispettore Coliandro, l’amore da 27

Non ho mai letto un libro inerente, ma non mi sono mai perso un episodio della serie di Rai 2, con un magistrale Giampaolo Morelli. Coliandro si innamora in ogni puntata di una donna diversa: la satanista assassina, la spia russa, la catechista romagnola. Ci sono arrivato vicino anche io, nonostante sulla spia abbia ancora qualche dubbio. Coliandro rappresenta quella parte di noi, un po’ coglioncella, che si innamora di chi prende l’altro autobus, di chi scende dal treno a Cecina quando tu scendi a Donoratico, l’amore di due innamorati, rispettivamente dall’Ostrobotnia e da Cerreto d’Esi, Provincia di Ancona. Sono amori che abbiamo vissuto tutti e sono amori veri, a volte più veri di storie pluridecennali, ma giusto perché non facciamo in tempo a sentirci parlare.

Un buon amore, pessimo nel finale come un orale che finisce con un 27 per l’ultima risposta: errata.

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Deadpool e la Morte, l’amore da 23/24

Il film non è ancora uscito e conosco poco il fumetto (grazie Wikipedia), ma la loro storia d’amore mi ha sempre colpito. Si conoscono che lui sta quasi crepando e lei sta facendo il suo millenario mestiere. Lui, però, acquisisce un potere rigenerante, probabilmente senza eguali, che Wolverine e Hulk sono in confronto Peter Griffin quando picchia il ginocchio. Non può morire. Da quello che ho capito, una volta crepa anche, ma il solito Thanos gli impedisce di rimanere morto per sempre e lo resuscita, condannandolo a vita eterna, perché anche lui ama la Morte, ma lei non lo ricambia (quante volte?). Poi lui sposa un’altra. Sì, Deadpool sposa un’altra. Questa è la classica storia, struggente, intensa, bellissima, ma straziante, che finisce male. Spero di essere solo single, non anche immortale.

È l’esame della nostra materia preferita, del nostro professore preferito, che termina con un voto scarso sul libretto.

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Kenji e Akiko, l’amore da 18 (con un calcio nel culo)

Chi non ha mai vissuto un amore estivo? Io.

Quello di Kenji ed Akiko non ricordo se sia proprio estivo, ma probabilmente sì. Si sviluppa nei primi anni ’60, tra un professore universitario, Kenji, e una studentessa, Akiko. Con altri, naufragano, su un’isola, piena zeppa di funghi. Il comandante della nave, tale Naoyuki, si raccomanda di non mangiare gli innumerevoli miceti, in quanto tossigeni. Ovviamente tutti iniziano a cibarsene, ma, ben presto, scoprono che questi contengono neurotossine, ma non solo: trasformano le persone in funghi. Akiko e Kenji sono gli ultimi due sopravvissuti, ma Akiko finisce col mangiare i funghi e viene catturata dai temibili uomini-fungo. Kenji cerca di salvarla, ma è troppo tardi. Scappa ed attende i soccorsi, che arrivano dopo pochi giorni. Lui si affligge, pensando che avrebbe forse potuto salvarla. Al termine della pellicola lui è sotto interrogatorio, in camicia di forza, ripreso di lato. Voltandosi e porgendo l’altra guancia, si scopre che anche lui sta diventando un temibile uomo-fungo.

In realtà volevo solo raccontarvi un po’ di un film mitico: Matango il mostro. Poi, se volete andare ancora in vacanza al mare, fate pure, non vivrete un grande amore, ma uno da 18 con un calcio in culo (e funghi allucinogeni).

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Ross e Rachel, l’amore da rinuncia agli studi

Un amore d’annata (e dannato), principiato in adolescenza, passato per gravidanze, matrimoni falliti, matrimoni a Las Vegas (ciao Mario Adinolfi), tradimenti, lettere di diciotto pagine scritte a mano, una Jennifer Aniston con una mascella enorme. Un amore che brucia dentro come una vodka Vergi. Vuoi trasferirti da New York a Londra, ma non sai se l’auto per l’aeroporto partirà.

Forse non a tutti capita: io, ad esempio, non ho figli e non sono mai stato a Las Vegas, ma a chi capita, conviene veramente rinunciare agli studi. Molto probabilmente non si laureerà mai ed il suo amore sarà rilegato ad un pessimo spin-off, nel quale verrà soltanto citato. E allora veloci, salite sul sito della vostra università e rinunciate agli studi. Vi aspetto quindi in un mondo fantastico, in cui gli Xmen combattono contro Sauron ed in cui Amore e Odio sono due personaggi Marvel.

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Adesso perdonatemi, ma vi saluto, che devo andare a salvare gli hobbit con il mio potere cronocinetico.

Buon San Valentino, dopotutto.

P.s.: tantissimi auguri di buon compleanno al nonno Aldo, che oggi compie 83 anni!

Michele Radaelli

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