SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS

Ci sono misteri che da sempre tormentano la mente umana: da dove veniamo? Dove andiamo? Perché devo pagare quando prelevo col bancomat?

Probabilmente non capita spesso di chiedersi il significato del quadrato del SATOR.

Trattasi di un’iscrizione apparsa nel corso del I secolo, ma diffusasi soprattutto nel Medioevo. Come notabile, il quadrato presenta una breve frase, Sator Arepo tenet opera rotas, che, al suo interno, assume una fortissima natura palindromica. Tale iscrizione rientra nel mondo dei quadrati magici. Noti in Cina forse già nel IV secolo a.C., tali quadrati presero ad avere una certa importanza, in Occidente, soltanto nel XIII secolo. Se quelli orientali arrivavano fino ad un ordine 10, quelli occidentali (bizantini inclusi), erano generalmente di ordine 3, 6 o 9. Ad essi si attribuiva, soprattutto, un valore astrologico, talvolta di controllo degli astri stessi. Con il passare dei secoli e l’avvento dell’Illuminismo, i quadrati magici furono rilegati al ruolo di reperti storici, curiosità, giochi matematici.

sator

Sebbene spesso il quadrato del SATOR venga considerato un’iscrizione latina, vi è un termine estraneo che rende il tutto più complicato. Questo termine è Arepo. Finora le due traduzioni più accreditate derivano dalla lingua celtica e dalla lingua etrusca. Arepo potrebbe essere una latinizzazione del celtico arepos, indicante un tipo di carro utilizzato, in antichità, nei pressi di Lione. Se questa interpretazione fosse esatta, il quadrato riporterebbe la seguente frase: Il seminatore, con il carro, tiene con cura le ruote. Questo avvalorerebbe la teoria secondo la quale il Sator sarebbe il Dio cristiano, prendendo spunto dalla Parabola del seminatore e dalla Parabola del granello di senape. Questa tesi sarebbe inoltre avvalorata dai frequenti ritrovamenti del quadrato in luoghi di culto, talvolta anche paleocristiani. Nel 1925, però, venne rinvenuto un quadrato del SATOR (detto anche Latercolo Pompeiano) su di una colonna presso la casa di Publio Paquio Proculo, nel 1936 un altro venne scoperto, inciso su di una colonna nella Palestra Grande.

Questo smentirebbe quindi il seguente anagramma:

pater
anagramma cristiano del Sator

Infatti, la A e la O, che si riferirebbero all’Apocalisse (“Io sono l’Alfa e l’Omega”), sarebbero fortemente anacronistiche, poiché la diffusione dell’Apocalisse, nell’Italia centrale, avvenne verso gli anni ’20 del II secolo. Pompei venne sepolta il 24 Agosto del 79. Certo questa simbologia apocalittica (tra l’altro, non pensate che Apocalisse di X-Men: Apocalypse, cammini un po’ troppo?) era presente già nel Vecchio Testamento, ma la simbologia cristiana in merito, trarrebbe origine dall’Apocalisse di Giovanni.

L’altra interpretazione, forse più semplice, considera Arepo un nome proprio di persona, probabilmente di origine etrusca, e la frase diverrebbe quindi: Arepo, il seminatore, tiene con maestria l’aratro. Questo spiegherebbe la concentrazione del quadrato presso molte località maremmane e la presenza di un quadrato del SATOR presso il Parco Enrico Fiumi di Volterra (questo è moderno).

Nel dibattito tra storici, occultisti e complottari, forse è un attimo andata persa la rotta.

È plausibile che le origini del SATOR si perdano nel tempo e non sapremo mai quale sia il suo vero significato. Certamente è stato poi adottato dalle comunità cristiane, europee ed africane, sia come croce criptata, sia, forse, come formula contro il maligno (Retro Satana, toto opere asper).

Come l’esclamazione finlandese Perkele, il SATOR potrebbe dunque essere un esempio di cristianizzazione di elementi pagani.

io
Io e il Sator

Michele Radaelli

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