Dolasilla dei Fanes: quando la Storia diviene leggenda

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Millenni prima che leggessimo di Arwen ed Aragorn, millenni prima che vedessimo Mystica entrare nella cucina di Charles Xavier, millenni prima che la Morte si innamorasse di Deadpool, Dolasilla moriva per il suo popolo: il popolo del Fanes.

Ma chi erano costoro?

I Fanes abitarono l’omonima alpe in epoca preromana. Le loro gesta sono arrivate a noi attraverso la tradizione orale dolomitica (soprattutto ladina), che ne ha sfalsato i tempi, sovrapponendo almeno due millenni di Storia.

1Dolomiti
l’alpe di Fanes

Il Regno dei Fanes era costituito da poche località, che raccoglievano qualche centinaio di individui, fedeli al totem della marmotta e alla matriarca. Per secoli si è raccontato di loro battaglie, ma la più famosa rimane l’ultima, nella quale furono sconfitti da una coalizione di tribù paleovenete, durante quel processo in cui i popoli pre-indoeuropei furono sopraffatti dai nostri antenati.

La versione più famosa di tale leggenda è quella dell’austriaco Karl Wolff, che, nei primi tre decenni del XX secolo, si occupò della raccolta del materiale inerente i Fanes, pubblicando il primo testo nel 1932. Ulrike Kindl, però, ha analizzato il testo di Wolff, per risalire al materiale originario, dimostrando l’esistenza di tre nuclei indipendenti: il badioto-ampezzano (le vicende dei Fanes), il fodom ed il fassano.

2wolff
un (quasi) giovane Karl Wolff

Ma chi era Dolasilla? E qual è la storia del suo popolo?

3Dolasilla
una che mi farei, che interpreta Dolasilla

Dolasilla era la figlia del re dei Fanes, che spesso depredava i nani dei monti Canazei. La principessa restituì loro i tesori rubati. In segno di gratitudine ottenne una pelliccia bianca e magica, che poteva trasformarla in una guerriera, a meno che non cambiasse colore: allora, se in battaglia, sarebbe morta. Infine le fecero un altro regalo: una polvere che, se buttata nel Lago d’Argento, avrebbe permesso di venire in possesso di un tesoro.

4Canazei
i Canazei

Un giorno, gli uomini del re, videro che il lago era ricoperto di canne d’argento e ne tagliarono tredici per farne frecce per la principessa. Ben presto, Dolasilla si trovò a guidare l’esercito dei Fanes, conducendolo a vittoria. Una notte, in sogno, le apparve un nemico ucciso, che le disse di non utilizzare più le sue frecce o sarebbe morta. Ma lei decise di combattere contro i Duranni, guidati dal principe Edl de Net e dallo stregone Spina de Mul.

5Edl de Net
un tizio qualunque, vestito da Edl de Net

6spinademul
un altro tizio qualunque, vestito da Spina de Mul

Proprio l’arco di quest’ultimo scoccò una freccia magica che ferì Dolasilla, ma i Fanes vinsero la battaglia. Edl de Net rimase affascinato dalla principessa e si incamminò verso i monti del Latemar, per farsi costruire uno scudo magico, per poterla proteggere. I nani costruirono allora un enorme scudo, per assicurargli di poter entrare nell’esercito dei Fanes. Edl de Net si recò quindi a corte, chiedendo di essere arruolato. Il re accettò: solo lui poteva difendere la figlia.

Dopo una serie di vittorie, Edl de Net chiese la sua mano. Sebbene il re fosse a conoscenza di una profezia nanesca (“Dolasilla avrà successo in battaglia solo fino a quando non si sposerà”), acconsentì al matrimonio. Stava tramando per vendere il suo popolo ai nemici. Successivamente cacciò il principe nella speranza che Dolasilla lo cercasse, non potendo così guidare i Fanes. Nel frattempo si nascose sul Lagazuoi. Mentre cercava il suo amato, la principessa, venne circondata da tredici bambini (in realtà demoni mandati da Spina de Mul) che le chiesero le frecce fatate e lei le consegnò. La corazza divenne rossa, ma decise di guidare il suo popolo nell’ultima battaglia.

Infuriava lo scontro. Tredici arcieri nemici, equipaggiati con le frecce magiche, trafissero Dolasilla che, prima di morire, invocò l’amato.

Con lei morirono le speranze dei Fanes.

Il re traditore divenne di pietra per la vergogna.

7redeiFanes
ciò che resta del re dei Fanes

I Fanes sopravvissuti, guidati da una rediviva Lujanta (sorella di Dolasilla cresciuta dalle marmotte), si rifugiarono allora nelle montagne, dove ancora dimorano, in attesa che un corno d’argento annunci il risorgere del Regno.

8Braies
una volta all’anno, la regina dei Fanes e la principessa Lujanta escono in barca per il lago di Braies

Quella dei Fanes è una leggenda che si perde in quell’epoca in cui l’Europa viveva tra la Storia ed il fantasy, tra il magico e lo storico, tra il passato ed il presente.

È una storia mica male insabbiata, ma non del tutto sbagliata.

Michele “Mikko” Radaelli

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