Pinguini Tattici Nucleari: non bevete birra se dovete scegliere il nome del gruppo

 

Avete letto su queste pagine della dichiarazione d’amore che Angela ha fatto a Calcutta non molto tempo fa (potete leggerla qui). Spinto dal suo coraggio ho deciso di rivelare al mondo di Internet la mia ultima cotta musicale. Signori e Signore, ecco a voi i Pinguini Tattici Nucleari.

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I membri del gruppo ritratti in una delle tipiche spiagge della Val Seriana

 

Il nome deriva dalla Nuclear Tactical Penguin una birra ad alta gradazione alcolica (37.5°) che i membri del gruppo devono aver assunto in gran quantità prima di decidere di iniziare la loro avventura musicale.

Originari della valle Seriana, luogo mistico e ricco di creatività, fondamentale per la musica italiana oggi quanto lo è stato la California negli anni ’60 per la musica rock, i Pinguini Tattici Nucleari (PTN) nascono nel 2010 come band di metal demenziale e registrano un ep chiamato “cartoni animali” , il primo disco ufficiale “Il Re è nudo” è del 2014 e vede un cambiamento radicale nello stile di scrittura delle canzoni, a fine 2015 pubblicano con la attuale formazione il secondo disco “Diamo un calcio all’aldilà”.

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I Pinguini non si prendono troppo sul serio (basta dare un’occhiata alla loro pagina Facebook) sono un gruppo di ragazzi della stessa età della nostra redazione,  universitari disperati, ragazzi under 30 che come tutti i musicisti vogliono dire la loro sul mondo, la vita, la morte, l’attualità o se sia “venuto prima l’uovo o le chicken mc nuggets”.

Addentrandosi nelle loro canzoni si potrà così rivivere l’ultimo anno di liceo con tutte le sue problematiche, le domande sul futuro e l’insormontabile ostacolo del Test d’ingresso di medicina per poi passare, amaramente, alla fase successiva: quella del distacco da casa per motivi lavorativi e di studio che porta a incontrare individui del tutto singolari come il coinquilino Felipe Andres Ivan, protagonista della storia raccontata ne Il sonno ed il furto.

L’amore, si sa, è IL tema principale trattato nella musica e i Pinguini non ne sono immuni: nella già citata “Test d’ingresso di medicina”  c’è una “dichiarazione” che trovo semplicemente fantastica

“Tu sei il cielo in una stanza, io son la claustrofobia 
Tu sei la guerra mondiale, io la batracomiomachia
Tu sei Keira Knightley, io sono Klaus Kinski
Tu sei il concerto al Wembley Stadium, io un negozio di dischi
Tu sei la canzone Anthem, io son la canzone filler
Tu non saluti mai ma sei pulita, io saluto sempre e sono un serial killer
Tu sei una suffragetta, io sono una donna afghan
Tu sei la cocca di papà e io sono Franz Kafka
Tu sei il voto di laurea io quello di maturità
Tu sei scappata via e io mi ritrovo ancora qua
A fare infermieristica così sarà più facile ritentare l’anno prossimo anche se so che
Nessuno riuscirà mai a passare il test d’ingresso di medicina”

In quante canzoni potete trovare la parola batracomiomachia?

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Non è semplice definire il genere proposto dai sei musici bergamaschi, se il primo disco è più vicino a sonorità pop-rock passando da brani totalmente acustici (Jack il melo drammatico)  a brani più energici (Cancelleria, leggetevi per bene il testo) il secondo è un calderone dove ogni membro del gruppo ha portato il suo background musicale, passando da ballate folk (con tanto di fisarmonica) al reggae, al rock con sfumature progressive.

I brani dove l’ironia la fa da padrone sono quelli di “attualità”: “Italia Italia” e la discussa “Me want marò back” ne sono un esempio, quest ultimo pezzo soprattutto ha avuto molto successo su youtube ma non sempre è stata capita la sua critica (accompagnata da tonnellate di ironia) a un certo modo “da social” di (non) fare politica.

Personalmente mi sono innamorato di questo gruppo, dei suoi testi e della sua musica e ho voluto scrivere questo articolo per farli conoscere a più persone possibili perché sono convinto che meritano di essere ascoltati. Chiudo l’articolo, sperando di aver fatto cosa gradita a voi e a loro, con una citazione della canzone In Vento dove ovviamente si parla dei nostri amici Coldplay

E tutti amano i Coldplay che suonano sempre quei quattro accordi perché non si può amare la musica senza essere anche un po’ sordi e al di là delle nuove esperienze siam tutti schiavi dei nostri ricordi perché è impossibile esser felici senza essere anche un po’ tordi

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