A decent ride

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“Mi chiamano Gas Terry perché lavoravo sui camion dell’acqua gasata. Certe volte Porno Terry perché… no è inutile che ti spiego i particolari.”

A parlare è Terry Lawson, il protagonista di Godetevi la corsa, un romanzo di Irvine Welsh. Il buon Terry fa il tassista per lavoro, il porno attore per svago, spaccia e coordina un giro di prostituzione per arrotondare. Detto così sembrerebbe una persona pessima, eppure tra tutti i personaggi descritti da Welsh, forse questo simpatico cocainomane è quello che ne esce meglio. Il libro è ambientato a Edinburgo e parla del lato più sudicio, violento e promiscuo della capitale scozzese. L’abilità dello scrittore sta nel rendere questa cloaca umana simpatica al lettore, inoltre il cambio repentino di registro linguistico, diverso a seconda della voce narrante, permette una totale immedesimazione nei vari personaggi, cosa che credo sarebbe stata molto difficile in qualsiasi altro caso.

L’evento da cui scaturiscono le vicende è l’uragano “Du’palle”, così chiamato dall’indolente popolazione locale. Durante questo uragano avviene la sparizione di una delle protette di Terry, Jinty, e sarà suo compito cercare di ritrovarla. Durante questa ricerca saranno molti gli ostacoli del tassista “schezzese”, primo fra tutti il dover giostrarsi fra i numerosi figli illegittimi che ha messo al mondo e risolvere i problemi del miliardario americano, che lo ha ingaggiato come autista e factotum. Ma come ho detto lui è un cherubino in confronto agli altri personaggi che, più o meno indisturbati, compiono: incendi dolosi, occultamento di cadavere, furti, incesti e svariate altre amenità di cui non scrivo per lasciare un po’ di suspance. Purtroppo per lui a un certo punto la vita gli verrà a rendere il conto di tutti gli anni di mezzucci e menefreghismo: infatti durante l’ennesimo festino a base di coca gli viene un infarto. Sopravvissuto miracolosamente il nostro eroe viene a sapere dai medici che se vuole vivere non potrà più dedicarsi a ciò che aveva sempre amato: droga e sesso.

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È in questo momento che avviene la catarsi, Terry si avvicina alla letteratura, cercando di scacciare il pensiero delle donne, che ossessivamente torna a bussargli. Al povero GentilTerry la legge del contrappasso è capitata da vivo insomma. Il merito che mi sento di attribuire a Welsh, oltre all’incredibile capacità di rendere realistica una vasta gamma di stereotipi, a partire dal tycoon americano passando per il pappone violento, per finire con l’imbianchino ritardato al punto da non capire che la sua dolce metà è una prostituta, è quello di fare in modo che tutto questo risulti divertente. Da ciò che ho scritto potrebbe sembrare che l’atmosfera del libro sia cupa, magari dai toni violenti, in realtà è l’esatto opposto. Si esalta lo schifo e lo si esaspera al punto da renderlo quasi irreale. Credereste mai che durante una cremazione di una donna, la camera mortuaria possa esplodere perché il grasso eccessivo della cara estinta ha ostruito i condotti dell’aria? Ebbene sì.

L’ultimo prodigio in cui secondo me è riuscito Welsh è stato quello di mostrare una realtà così lercia, maligna, divertente se vogliamo, da fare in modo che lo “spettatore” possa guardarsi allo specchio e tirare un sospiro di sollievo. Mi spiego: qualsiasi nefandezza compiuta in vita vostra, a meno che non siate stragisti o pedofili o che ne so, non sarà mai equiparabile a quello che abitualmente compie l’umanità di questo romanzo. È una sorta di assoluzione implicita, e di cosa abbiamo bisogno noi se non di qualcuno da additare per farci sentire migliori?

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Detto ciò, e spero basti per farvi decidere di prendere in considerazione questo libro, concludo. In caso positivo, godetevi la corsa.

 

Angela De Filippo

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