Una ragazza tamil nell’alluvione cingalese

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Lo Sri Lanka, o meglio la Repubblica Democratica Socialista dello Sri Lanka, è uno Stato insulare situato a Sud del subcontinente indiano. A causa della sua conformazione e della sua collocazione, è anche soprannominato la Lacrima dell’India. In questa lacrima fatta di terra, foreste, magnifiche spiagge ed antiche rovine, si trovano circa 21milioni di abitanti, tra i quali troviamo Dusharani Thilakanathan, detta Dushy, una ragazza di 23 anni, nata e cresciuta in Sri Lanka. Studia counselling and psychology presso l’Università di Colombo, la capitale del suo Paese.

Volendo essere precisi, dal 29 Aprile 1982, la capitale amministrativa è Sri Jayawardenapura Kotte, cittadina nei sobborghi di Colombo. Lo Stato insulare è forse principalmente conosciuto per le infinite piantagioni di tè e Sirimavo Bandaranaike (prima donna al mondo a ricoprire il ruolo di primo ministro).

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Sirimavo Bandaranaike

Poco abbiamo sentito parlare del conflitto principiato nel 1983 e terminato soltanto nel 2009, che ha visto il governo fronteggiare il gruppo terroristico delle Tigri Tamil, causando almeno 100mila morti.

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simbolo delle Tigri Tamil

Lo Sri Lanka, infatti, è diviso tra cingalesi, di origine indoeuropea e di culto per lo più buddhista, ed i tamil, di origine dravidica e con diverse confessioni religiose.

Dushy è un’induista poco praticante e tamil, cosa che non avevo assolutamente capito prima che mi parlasse delle sue origini, avendo in odio i separatisti che per più di due decenni hanno martoriato i suoi connazionali. Questo perché gli stessi civili non cingalesi sono stati colpiti, negli anni, dagli attacchi del gruppo terroristico. O forse perché, in fondo, a Dushy certe questioni non interessano, lei si sente cittadina dello Sri Lanka, semplicemente. Purtroppo, però, anche in tempo di pace, dopo un’esiziale siccità, la studentessa (bibliotecaria per bambini nel tempo libero) è stata costretta a tornare nella sua città natale, presso la sua famiglia, poiché Colombo sta vivendo momenti drammatici, ma, fortunatamente, i treni hanno appena ripreso a funzionare, seppur difficoltosamente.

L’ho intervistata per chiederle perché.

Vaṇakkam, Dushy, che cosa sta accadendo nel tuo Paese?

Lo Sri Lanka è fortemente colpito da piogge torrenziali, che sono iniziate all’incirca una settimana fa, sabato 14 Maggio. Ha piovuto per almeno tre giorni, per tutto l’arco della giornata. Le vallate e le pianure sono coperte dalle acque e le colline sono colpite dalle frane. Su un totale di venticinque distretti nello Sri Lanka, circa ventidue sono stati colpiti, per un totale di almeno 500mila persone.

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alcuni sfollati

Tu in che zona dello Sri Lanka vivi?

La mia città natale è Kandy, situata nella Provincia Centrale dello Sri Lanka, ma attualmente vivo a Colombo, nella Provincia Occidentale.

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Kandy

Ed è un posto sicuro in questi giorni?

No, Colombo non è un posto sicuro al momento, in quanto molte aree sono state colpite dall’alluvione. Per quanto riguarda Kandy, è stata lanciata un’allerta inerente alle frane, ma per ora ha avuto pochi problemi.

Che danni stanno causando le inondazioni?

Finora, solo le alluvioni hanno causato circa un centinaio di morti, mentre mezzo milione di cingalesi è rimasto senza una casa. Nella capitale Colombo, molte persone sono state colpite. Ci sono state meno morti rispetto alle alluvioni passate, ma molte famiglie hanno perso tutto e molte aree sono ancora sott’acqua. I soccorsi stanno ancora salvando gli abitanti delle zone colpite, che vengono poi ospitati in un campo per sfollati. Quello dei trasporti è diventato un grave problema e le scuole sono chiuse in tutta l’isola. Inoltre, gli sfollati, ma non solo, iniziano ad avere problemi di salute.

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autostrada nella Provincia Occidentale

Ed a Kandy qual è la situazione?

Paragonata ad altre zone, quella di Kandy è stata meno colpita dalle alluvioni, ma il vicino Distretto di Kegalle, nella Provincia di Sabaragamuwa, è stato colpito da un’imponente frana, che ha interamente coperto un villaggio, seppellendo più di 200 persone, di cui ancora circa 140 sono dispersi.

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parte della frana che ha colpito Kegalle

Quali sono le operazioni messe in atto per combattere l’inondazione ed aiutare gli abitanti delle zone colpite?

Penso di poter dire che qui in Sri Lanka stanno giocando un ruolo centrale i privati cittadini, che stanno dando un grande aiuto a coloro i quali sono stati colpiti dall’alluvione. La Marina, l’Esercito e l’Aeronautica stanno lavorando come team per il soccorso e stanno portando al sicuro i civili. I media cingalesi stanno organizzando raccolte di viveri e medicinali, campi di primo soccorso ed altre attività utili alle vittime di questo cataclisma, apportando un grande aiuto. Alcuni team di medici sono stati mandati dal governo nelle zone maggiormente colpite. Club di servizio come Lions e Rotary (il presidente del Rotary International è K. R. Ravindran, cingalese, ndr), istituzioni e multinazionali stanno raccogliendo il necessario, distribuendolo alla popolazione. Anche altre nazioni ci stanno inviando aiuti.

Pensi che gli aiuti siano sufficienti? Pensi che il governo stia rispondendo adeguatamente all’emergenza?

Penso che le autorità governative stiano svolgendo quello che è il loro compito, ma nel lungo termine non sappiamo quali siano i piano del governo. È stato annunciato che una grande somma sarà stanziata anche attraverso i fondi in arrivo da altre nazioni sparse per il mondo. Il problema principale è che questi aiuti non sempre raggiungono i cittadini colpiti dalle calamità. Per esempio, quando lo Sri Lanka venne colpito dallo tsunami del 2004, non tutti gli sfollati vennero subito ospitati in strutture adatte ed alcuni dovettero attendere una decina d’anni, prima di ottenere un alloggio adeguato. Come se non bastasse, non tutti ricevettero i fondi promessi. Spero che, questa volta, quella situazione non si ripeta e che la popolazione non venga abbandonata a se stessa dopo l’emergenza.

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Pallewatte Gamaralalage Maithripala Yapa Sirisena, Presidente dello Sri Lanka

Dushy non mi ha risposto per alcuni giorni a causa di un problema alla linea, poi, finalmente, l’ho scoperta sana e salva. Mi ha quindi risposto brevemente ad altri quesiti.

Come pensi che potremmo aiutarvi?

Abbiamo ricevuto somme cospicue da varie nazioni sparse per il mondo. Credo che la raccolta fondi sia l’unico sistema che potete utilizzare per aiutare la gente di qui. Purtroppo devo ammettere di non essere sicura al 100% che tutti i fondi ci raggiungano se inviati qui, perché c’è una certa corruzione all’interno del governo.

La situazione è migliorata nel frattempo?

Direi di no, non molto. Le inondazioni si stanno ritirando, ma stiamo affrontando diversi problemi. Le persone faticano a ritornare nelle loro abitazioni, i rifiuti hanno invaso le strade e le epidemie si stanno moltiplicando. In più il 20% del territorio del Sri Lanka è a rischio frane e  smottamenti, quindi diversi posti sono ancora chiusi. Penso che mi prenderò un po’ di tempo per aspettare che si sistemi la situazione.

Speriamo che le cose vadano per il meglio, grazie.

Speriamo. Di nulla.

Michele Radaelli

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