Il Nobel, il tabacco e la spia

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Vi racconterò una storia. Una storia che non parla di dame e cavalieri. Una storia che non parla di eroi di guerra. Vi racconterò una storia divisa in tre parti, un po’ come Il Signore degli Anelli, ma con al massimo un nano e nessun elfo.

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1. Il Nobel

Marie Curie, nata Maria Skłodowska, fu chimica e fisica polacca, naturalizzata francese. Marie Curie è l’unica donna ad aver vinto più di un Nobel e, insieme a Linus Pauling (che però ne vinse uno alla Pace), l’unica ad averlo vinto in due diverse aree. Marie, donna emancipata, nel 1891 si trasferì a Parigi per poter frequentare l’università, vietata alle donne nella Polonia russa. In Francia conobbe anche il suo futuro marito, Pierre Curie, fisico e matematico. Con lui iniziò l’avventura nell’analisi della pechblenda, un minerale radioattivo, ricco di uranio. I coniugi notarono che alcuni campioni risultavano estremamente radioattivi, ben più di una massa pura di uranio. Iniziò così la tesi di dottorato di Marie, che arrivò a scoprire un nuovo elemento, simile al tellurio e 330 volte più radioattivo dell’uranio. Proprio a causa dei suoi studi sulla radioattività, negli ultimi anni della sua vita fu colpita da una grave forma di anemia aplastica. Morì nel 1934. L’esposizione alle radiazioni fu così alta che, ancora oggi, i suoi appunti (post-1890) sono conservati in scatole piombate. Stesso destino toccato a lei ed al marito. Infatti, nel 1995, le loro spoglie sono state trasferite nel Pantheon di Parigi e, onde evitare contaminazioni radioattive, le loro bare sono state avvolte in una camicia di piombo.

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i coniugi Curie dopo aver ottenuto i loro celeberrimi superpoteri

2. Il tabacco

Torniamo ai giorni nostri. Ma non solo, a dire il vero. La parola “tabacco” deriva probabilmente dalla lingua Arawak, in particolare dal dialetto Taino, e si riferirebbe ad un rotolo di foglie della pianta oppure ad una pipa. Alcuni sostengono, però, che il termine derivi dalla parola araba tabbaq, che indica erbe di vari tipi. Prima del suo arrivo, noi occidentali ci fumavamo un po’ di tutto: canapa, ginepro, farfaro, lavanda, anice, ma anche funghi. L’introduzione del tabacco in Europa incontrò inizialmente una certa resistenza, anche da parte delle istituzioni. Re Giacomo I d’Inghilterra, nel 1604, scrisse un libello intitolato A Counterblast to Tobacco, pubblicato solo 68 anni dopo. Il sovrano definiva l’uso del tabacco come “un’abitudine spiacevole per l’occhio, odiosa per il naso, nociva per il cervello, pericolosa per i polmoni, e che per le sue nere e puzzolenti esalazioni ricorda l’orribile fumo che proviene dal pozzo senza fondo dello Stige”.

Effettivamente, il fumo del tabacco è correlato al 90% dei tumori polmonari mortali nei paesi sviluppati. Il fumo di sigarette contiene circa 4mila sostanze diverse. Secondo Hrayr Karagueuzian, professore di Cardiologia presso l’Università della California, tra i fumatori statunitensi c’è una morte per esposizione a radioattività maggiore del 12% rispetto alla popolazione non fumatrice. Questo a causa di un elemento radioattivo presente sulle foglie di tabacco.

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Beatrice, direttrice fumatrice

 

3. La spia

Vi ricordate di Litvinenko, quella spia russa morta avvelenata a Londra, nel 2006? Per seguire le orme del padre, si era arruolato nell’Armata Rossa, ma venne presto notato dal Komitet gosudarstvennoj bezopasnosti, il KGB. Dopo alcuni anni, ormai passato alla russa Federal’naja služba bezopasnosti Rossijskoj Federacii, accusò i superiori di aver organizzato un piano per assassinare il milionario Boris Abramovič Berezovskij (poi morto in circostanze misteriose, ma 7 anni dopo la spia in questione). A sua volta, Litvinenko venne accusato di aver maltrattato un prigioniero, ma riuscì a dimostrare di non essere colpevole. A quel punto, Litvinenko assunse una posizione molto critica nei confronti di sua maestà, il nano judoka più cattivo dei cinque contineti, l’ex spia che ha fatto carriera, il comunista che odiava i comunisti, il rettiliano ballerino del trailer di Iron Sky 2, signori e signori, sua altezza Vladimir Vladimirovič Putin! Non sentendosi più al sicuro, Litvinenko ritenne preferibile andarsene in esilio. Nel 2002 pubblicò un libro in cui accusava l’FSB di essere responsabile di vari attentati che avevano scosso la Federazione Russia a partire dal 1999.

Il 23 Novembre 2006, Litvinenko morì. Prima di morire, Litvinenko accusò pubblicamente Vladimir Putin di essere il responsabile del suo avvelenamento ed il mandante dell’omicidio di Anna Politkovskaja. Litvinienko fu avvelenato con un elemento chimico fortemente radioattivo, che lo uccise in poco più di venti giorni. Subito dopo la sua morte, altre persone furono ricoverate per aver accusato sintomi da avvelenamento da radiazioni.

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Litvinienko prima e dopo l’avvelenamento

 

4. Uniti dalla pietra azzurra

Radiazioni. Marie Curie (ma anche Pierre), tabagisti, Litvinienko, sono stati tutti uccisi dagli effetti delle radiazioni. Ma la comunanza è ben più specifica. Infatti, sulle foglie di tabacco è presente un elemento chimico, scoperto proprio dai coniugi Curie, che è stato utilizzato per avvelenare la spia russa sopracitata. L’elemento in questione è il polonio, così chiamato in onore della terra natia di Marie, che all’epoca lottava per la sua indipendenza dall’impero zarista. I Curie basarono gran parte dei loro studi su quelli di Antoine Henri Becquerel, fisico francese, premio Nobel nel 1903 (con i due coniugi) e scopritore della radioattività (questo nome, però, venne coniato da Marie). Indi per cui, gli studi principali vennero effettuati sul radio, elemento chimico radioattivo, ed il già citato polonio. Forma più diffusa di quest’ultimo è l’isotopo polonio-210, inizialmente battezzato radio F, poiché i Curie e Becquerel l’avevano considerato un prodotto del decadimento del radio. La sua presenza sulle foglie di tabacco pare sia data dalla capacità di queste di assorbire i metalli presenti nell’atmosfera (il polonio, in realtà, è un semimetallo), anche in quantità notevoli, ma, soprattutto, il polonio-210 presente è un prodotto del decadimento del piombo-210, presente in alcuni pesticidi. Ovviamente il polonio è in quantità risibili, tanto che la maggior concentrazione di questo elemento è riscontrabile nei minerali di uranio e si parla di circa un centinaio di microgrammi ogni tonnellata.

Basta però un milligrammo per uccidere.

Si calcola che fumando venti sigarette al giorno, per un anno, si assorbano radiazioni pari a quelle di ben ventotto radiografie toraciche. Ma se è dato sapere la fonte delle radiazioni che hanno ucciso i Curie e quella che avvelena i fumatori, non è mai stato chiaro quale sia stata la fonte di contaminazione di Alexander Litvinienko, per quanto si sospetti fortemente di un sushi consumato a Londra, in compagnia del mitico Mario Scaramella, il faccendiere italiano che, con il defunto ed un europarlamentare dello United Kingdom Independece Party, accusò Romano Prodi di essere un infiltrato del KGB (SÌ, QUEL ROMANO PRODI).

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il temibile compagno Роман Мариоо́вич Bоины

 

Questa è la storia di come due premi Nobel (forse tre), una spia russa e miriadi di fumatori sono stati relegati allo stesso, tragico, destino da un elemento chimico estremamente raro. Questa è la storia di come Romano Prodi è entrato a far parte della vita di una spia morta ammazzata. Questa è la storia di come la radioattività non è un nuovo tipo di fluorescenza. Questa è una storia che non è legata da un filo rosso, bensì da una flebile luce bluastra, come quella del polonio a contatto con l’ambiente.

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Michele Radaelli

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