Trittico amoroso delle stagioni andate

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Amore primaverile

trittico
Federica Bertagnolli (Fotografa), Cold Love, 2015

Ti ho messo al sicuro

nella mia tomba

e pallida aspetto

l’ora dorata in cui potrò riscoprirti…

Oh, dolce cinguettio graffiante,

riposa in me fino a che i tempi saranno maturi,

tremula e fioca luce sei mia nel profondo,

tornerai in vita per veder fiorire un sorriso?

(sgorga profumo di violette

dalla ferita più nascosta;

il sole tramonta placido

su lapidi ridenti)

R.

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Federica Bertagnolli (Fotografa), 2015

Degli spumeggianti campi d’Estate

ricordo il tuo immortale sorriso;

bruciava l’irata gloria del sole

un taglio rosso sul tuo viso.

Con gli occhi cantavi

antichi motivi;

non eri ciò che sembravi:

in un istante la luce,

e a poco a poco sparivi.

Inquieto fantasma, torcevi le mani

in giochi crudeli,

sudici scherzi pagani.

Le parole, tue schiave,

gridavano un nome:

era il tuo, e con esso

la sua maledizione.

Sale

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Federica Bertagnolli (Fotografa), Tramonto, 2015

Chiedimi perché non ti abbraccio

quando la nebbia abbraccia le onde

e come brina il sale s’asciuga

sulle ferite più profonde.

Ne assaggerò un pizzico

dalla tua mano

per sentire che sei mio

per sapere che ti amo…

è una tragedia, sai:

non ci apparteniamo

(e come potremmo!) non sappiamo nemmeno

chi siamo.

Fori invernali

trapiantati in riva al mare

c’è così tanto da temere: il vento, il buio,

il mondo intero da sfidare.

Sole roseo all’orizzonte,

la tua voce, blu, e i capelli

inquieti sulla fronte.

Mi accarezzi piano,

canti sottovoce…

me ne andrò via, amore,

e lo farò veloce.

Federica Bertagnolli

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