Come un fiume senza pesci

È da un po’ che non scrivo e immaginavo quanto ciò potesse mancare al mondo e poi tra articoli su referendum e temi altrettanto seri mi sono sentita quasi in dovere di abbassare il livello. Quindi se anche voi siete stati costretti da vostra madre a 17 anni a leggere l’Adolescente ma avete mollato il colpo a pagina 64, forse dovreste continuare la lettura.

L’impresa in cui mi sono cimentata recentemente è stata guardare Untraditional, la nuova serie di Fabio Volo girata tra New York e Milano. Quindi iPad alla mano, scevra da qualunque pregiudizio (bugia), ho cercato la prima puntata. Questa piccola meraviglia si apre con una citazione a Woody Allen,  sicuramente entusiasta della cosa,  che vede il buon Fabio elencare i motivi per cui ama New York. Nelle intenzioni dell’artista il risultato dell’opera doveva essere “comedy”, io purtroppo temo di dover dissentire. Più che comedy mi sembra una cafonata fantascientifica. Quasi ogni battuta è permeata di un umorismo greve che neanche in una caserma. Ho trascorso i cinquanta minuti della durata della prima e unica puntata che ho visto completamente attonita, non sapendo se definire Volo un genio o un demente totale. Cioè puoi davvero pensare che faccia ridere un’esplorazione rettale? Pippo Franco al Bagaglino in confronto sembra Dario Fo. Il dubbio che mi è sorto quindi è che forse il nostro eroe ci abbia tirato una super cazzola, considerato che a un certo punto della puntata il suo agente con una battuta molto sagace dice che “tanto in Italia nessuno capisce un cazzo”, ma non ne sono troppo certa.

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Quello di cui invece sono certa è che ci sono pochi uomini con un ego così smisurato, sul serio. Fabio Volo è uno di quelli che vanno con le donne solo perché non può avere rapporti con il proprio riflesso allo specchio. La sottoscritta solitamente viene scaricata in modo più o meno sgradevole, a volte mi si toglie il saluto altre no, ma comunque la sostanza è ciao bella buona vita stammi bene non ne voglio più sapere. Succede anche a voi? A Fabio Volo no. La sue ex incontentabile e disperata, dopo la bellezza di cinque anni, (perché cavolo un metro e venticinque di uomo, poco piacente, così arrogante dove lo trovi?) lo pedina, lo molesta e lo implora letteralmente di stare con lei. Ma lui no, uomo tutto d’un pezzo, non tradirebbe mai la sua donna, quella per cui ha perso la testa, “qualcosa che doveva ancora accadere nell’attesa di diventare destino”. Ma non finisce qui: nel mondo incantato di Fabio, un piccolo uomo proveniente dalla provincia di Bergamo che sa fare tutto e niente, bastano due parole con un regista famoso e affermato perché lui decida di girare l’episodio pilota della tua serie. Capito? Funziona che vai da Tarantino gli dici ciao sono Fabio ti ricordi di me? E lui sì come no, ti trovo in forma. E poi una chiacchiera e l’altra ed è lui che ti implora di lavorare con te, non devi neanche chiedere.

Fabio Volo con la moglie Johanna NOVE_Untraditional_IMG_0659-kcGB-U4324024703732zGH-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443.jpg

In tutta la puntata sono presenti comparsate di vari personaggi famosi, tra cui Giuliano Sangiorgi, Selvaggia Lucarelli, Silvio Orlando. Tutti danno un contributo molto importante alla pièce: Sangiorgi parla della sua vasectomia, la Lucarelli invece è funzionale alla spiegazione del concetto “quando è passata la testa è finita la festa”. Non spiegherò cosa vuol dire che altrimenti cala l’hype per la serie e non me lo perdonerei. Fabio non risparmia nessuno, e allora punta in alto e cita persino Louis Ck, che nel frattempo ho saputo che appena scoperta ‘sta cosa è indeciso per una cosa sobria tipo ritirarsi dalle scene oppure fare il matto e andarci di harakiri.

Vorrei dire tante altre cose, ma credo che nulla renda l’idea come sedersi tranquilli e guardare almeno una puntata di questa serie. Una serie con un tale livello di auto riferimento da sfociare quasi nel no sense. Mi ha fatto piangere? No. Ridere? Men che meno. Ma voglio comunque consigliarla a chiunque (dalle quattro alle cinque persone nel caso in cui costringa mia madre) mi legga.

Angela De Filippo

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