Fotografie

Ogni ricordo è una fotografia. Basta un secondo e un incontro, un’immagine, un’emozione diventano parte di noi per sempre. Una fotografia è un’arma a doppio taglio: guardandola, ne nascerà tanta emozione quanta malinconia. Quanto vissuto, per quanto bello, per quanto brutto, rimarrà per sempre confinato in una dimensione passata, costringendoci a delineare, senza certezze, un futuro imprevedibile. “fotografie” è il titolo dell’esordio letterario di Diego Popoli, raccolta di racconti che culla il lettore dall’infanzia al momento finale: l’Oggi.

Non è difficile immaginare gli spazi, i modi e i tempi in cui ogni racconto nasce e si cristallizza: il negozietto della Marisa è la bottega sotto casa; l’amico discriminato è l’ingiustizia di ogni giorno; la prima canna è il tempo della trasgressione. Un mosaico di tasselli colorati compone questa raccolta: la spensieratezza della gioventù non offusca la durezza della morte, così come la certezza di un rapporto non impedisce lo sgretolarsi di un’amicizia. Tra le pagine si mischiano colori, suoni, paesaggi di una vita, esperienze vissute troppo e amori vissuti troppo poco. La spontaneità vince sempre e il cuore ne è la guida.

Una morale però esiste e la razionalità non può essere abbandonata: l’azione è guidata dall’istinto, la riflessione della lucidità. Nessun’esperienza è vana se assaporata pienamente e senza paura, nonostante gli errori, nonostante i rimpianti. “fotografie” è l’esempio di una vita vissuta senza timore di sbagliare, per quanto vulnerabili e incapaci di comprendere ogni evento nell’immediatezza; è il trionfo del dualismo dell’anima, nella quale alla fluidità e alla passione si accostano consapevolezza e responsabilità.

Sfogliando un album di fotografie il passato rinasce, anche se filtrato e privo della purezza originaria. In un flusso di coscienza continuo, la vita viene ricomposta un pezzo alla volta, collocando ogni tassello al giusto posto e riportando alla luce anche quei frammenti che il tempo e la frenesia avevano cancellato. E quando riaffiorano tutti i ricordi, confusi, destabilizzanti, travolgenti, non rimane altro da fare se non lasciarsi trasportare dalla marea e ricominciare.

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Ciao Diego. In sole 21 fotografie hai saputo immortalare con efficacia tutto ciò che la vita può riservare: gioia, amore, spensieratezza e dolore. Quanto di autobiografico c’è in questa raccolta?

Grazie per i complimenti, sono contento che ti sia piaciuto. Io credo che chi ha letto il libro abbia apprezzato il fatto che abbia giocato a carte scoperte, che mi sia messo in discussione scoprendo alcune parti, anche fragili, di me. Gli scenari e le atmosfere sono più che mai tratte dal vissuto. Poi, per quanto riguarda le vicende del protagonista, su quanto ci sia di vero e quanto di filtrato dalla vena creativa, diciamo che, in un certo senso almeno, è tutto realmente accaduto.

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La vita del protagonista viene raccontata attraverso tanti brevi episodi che si intersecano tra loro. “Fotografia” è spesso sinonimo di staticità, ma in questo tuo esordio decisamente non manca il dinamismo. Perché la scelta di questo titolo?

La vita del protagonista narrata per frammenti, schegge. Come sfogliare un album fotografico, si ripercorre la propria storia partendo da un momento, un singolo episodio. Alla fine tutti questi ricomposti, ci riportano a quello che siamo ora.

Ciascun racconto pare essere suddiviso in due parti: nella prima si dà spazio al cuore, nella seconda alla razionalità. Questo libro è più frutto di istinto o di ragione?

Il cuore la fa da padrone, credo e spero si senta. Nello schema narrativo, il protagonista si trova a riguardare ad episodi del proprio passato: lo fa con lenti malinconiche, a volte con ironia, ma ovviamente sempre con una maggiore consapevolezza.

E’ stato difficile trovare una casa editrice adatta alle tue esigenze?

La prima alla quale ho mandato il file (Leucotea, ndr). Persone serie che mettono professionalità e passione nel loro lavoro, non potevo chiedere di più.

Un consiglio a chi volesse scrivere un libro?

In letteratura, come nelle altre forme d’arte, credo che siano necessari due aspetti: la tecnica e il messaggio. La prima è di grande importanza, il secondo, viceversa, indispensabile. Ritengo che, nel suo piccolo, “fotografie” abbia un qualcosa da dire.

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Diego Popoli, autore di fotografie

Beatrice Broglio

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