“NO” e mercati: scenari possibili

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Il 4 dicembre alla fine è arrivato; gli italiani si sono espressi e lo hanno fatto con percentuali di affluenza decisamente importanti, in rilevante aumento rispetto alle precedenti consultazioni.Come noto il fronte del NO ha prevalso con una larga maggioranza, di gran lunga superiore alle attese; il Premier Renzi ha dunque rassegnato le proprie dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica Mattarella, al quale spetta ora aprire le consultazioni per la formazione di un nuovo governo. 

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L’ipotesi più papabile è quella di un governo di scopo al fine di completare l’iter di riforma della legge elettorale; l’attuale legge prevede un premio di maggioranza alla Camera ed un sistema proporzionale al Senato ma, considerate le caratteristiche della classe politica presente e la sua estrema eterogeneità, è evidente come serva una modifica prima di ricorrere nuovamente alle urne. Inoltre, come accennato negli scorsi giorni, è assolutamente necessario un processo di controllo e supervisione sulle operazioni di ricapitalizzazione delle banche che lo necessitano, Banca Monte Paschi in primis, il cui titolo ieri ha ceduto oltre il 4% nelle contrattazioni di borsa.

Il mercato italiano fa i conti con il rischio di volatilità, anche se ieri la borsa ha “retto bene il colpo” ed al momento della stesura del presente articolo la situazione è piuttosto tranquilla. Sicuramente i rumors di un diretto intervento della BCE sui mercati mediante acquisti mirati sui titoli di debito italiani ha contribuito ad attenuare i possibili effetti negativi. I mercati erano “spaventati” principalmente dalla possibilità di elezioni anticipate e dalla possibilità di affermazione dei principali schieramenti politici contrari all’euro; questa ipotesi, tuttavia, è al momento abbastanza remota in quanto nessuno di questi partiti ha la possibilità di ottenere una maggioranza solida ed in grado di governare.
Ci si aspetta, piuttosto, che il Presidente Mattarella persegua la strada di un nuovo esecutivo che venga sostenuto dall’attuale coalizione che, alla fine, ha ancora i numeri per proseguire la legislazione.

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Non bisogna dimenticare che il voto austriaco di qualche giorno fa, ha eletto un presidente a favore dell’euro e questo ha contribuito in maniera importante al miglioramento del clima politico europeo, in questa fase molto importante per il vecchio continente dopo gli scossoni derivanti dalla Brexit e dal voto americano.

Sicuramente il contesto dei mercati rimarrà notevolmente incerto e variabile, con i titoli di Stato italiani che saranno per qualche tempo sotto stretta osservazione e con lo spread che fungerà da termometro con il quale misurare lo stato di salute del belpaese. Il mercato azionario potrebbe presentare buone occasioni di acquisto visti alcuni fondamentali di crescita e bilanci societari in miglioramento, ma il rischio di incertezza politica è una spada di Damocle con la quale, per forza di cose, bisogna imparare a convivere per qualche tempo.

Luca Brambilla

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