E’ come se non l’avessimo mai voluto sapere

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Sì, il 2016 si è portato via anche la Principessa Leia, il generale Organa. Non vorrei crederci, ma è tutto vero. Mi ricordo l’ormai relativamente lontano 10 Gennaio di quest’anno assassino, quando urlai sul cesso, mentre leggevo che David Bowie ci aveva preso per il culo con il suo ultimo album. E poi tantissimi altri, troppi.

E proprio in quel giorno dal nome così malvagio, l’Antivigilia, Carrie Fisher ha avuto un infarto, in volo, lei che da uno Skywalker era stata cinematograficamente (ma forse qualcosa in più) concepita. Proprio mentre pareva che le sue condizioni stessero migliorando o, quantomeno, si fossero stabilizzate, è venuta a mancare. In tutti i sensi. Perché Carrie Fisher ci mancherà, letteralmente, con il suo fascino, il suo sorriso, la sua Forza, i suoi difetti.

Figlia di Eddie Fisher, cantante di pop patinato, che sposò anche Liz Taylor (amica della prima moglie), e la ben più nota Debbie Reynolds, protagonista femminile di Singin’ in the Rain, esordì proprio con una parte ch’era stata di quest’ultima, in uno spettacolo di Broadway. A seguito di un’audizione di successo, nel 1977, Carrie viene scelta per quella che è la parte che l’ha poi fagocitata e che, volenti o nolenti, l’ha incastonata nella Storia (citare The Blues Brothers è minimizzare): la Principessa Leia Organa in Star Wars (dal 1999 rinominato Star Wars: Episodio IV – Una nuova speranza). Appare dopo pochi minuti, intenta a registrare un importante messaggio per il “generale Kenobi”. Il resto, come già detto, è Storia.

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Rappresentazione di Carrie Fisher nei panni di Leila e Kenny Baker (scomparso lo scorso 13 Agosto) nei panni di R2-D2

Nel frattempo, Carrie intraprende una relazione con Han Solo/Harrison Ford (unico abbastanza pesante da non essere risucchiato dalla saga), capendo fin da subito che sarebbe divenuto “qualcuno” e col quale mi piace immaginare sia sempre rimasto “qualcosa”. Il 5 marzo 1979, in Norvegia, iniziano le riprese de L’Impero colpisce ancora, sul quale set, purtroppo, c’è più cocaina che neve. Carrie inizia il suo viaggio travagliato fatto di droga e parti minore in serie TV, ma, soprattutto, in B movie. Nel 1980 gli viene anche diagnosticato un disturbo bipolare, che per anni non vuole nemmeno curare. Inizia a farlo solo dopo un’overdose ed un esaurimento nervoso, nel 1984. Inizia anche la sua tormentata storia d’amore con Paul Simon, celebre in particolare modo grazie al duo Simon & Garfunkel. Si sposano con un matrimonio molto privato, al quale è però presente il padre di Star Wars, George Lucas. Il matrimonio dura soltanto un anno e lui scrive vari pezzi sulla loro rottura, tanto che lei, dichiara che “dopo trent’anni è divertente accendere la radio e sentire qualcuno che si lamenta ancora di te”. Negli anni, con una Forza sovrumana, però, riesce ad uscire dal bianco ed accecante mondo della cocaina, della cui pericolosità l’aveva già avvertita lo stesso John Belushi che di droga crepò. La battaglia contro droga ed alcool è stata, per lei, forse più dura di quella contro l’Impero, ma è diventata prima un libro, poi un documentario e perfino uno spettacolo teatrale.

Leia non è bella, all’uscita dell’Episodio VII qualcuno l’ha anche criticata per il suo aspetto fisico, lei ha risposto che la bellezza e la giovinezza sono questioni temporanee e legate al DNA. Insomma, non l’ha presa molto bene, ma pur sempre con un sorriso. Ma giudicare Leia per l’aspetto fisico era ed è estremamente puerile. Che cosa ne sarebbe stato dei Ribelli, prima, e della Resistenza, poi, senza di lei? Senza la principessa divenuta generale, probabilmente, Obi-Wan sarebbe rimasto Ben fino alla fine dei suoi giorni. Senza il paventato ed inconsapevole incesto col gemello Luke, non sarebbe stata lei.

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Com’è baciare il proprio gemello?

Senza quel:

-“Ti amo”

-“Lo so”

E quel:

-“Ti amo”

-“Lo so”

All’inverso.

Non saremmo usciti dal cinema con gli stessi lucciconi agli occhi, un anno addietro.

Una storia, quella tra Leila e Han, che, come già detto, per un po’ durò anche nella nostra realtà, con lui nudo e incravattato nell’armadio di lei. Ma niente a che vedere con quell’amore tempestoso e tragico, che abbiamo imparato a conoscere, tra la principessa ribelle ed il contrabbandiere che “ha fatto la rotta di Kessel in meno di 12 parsec” (che per altro misurano distanze e non la velocità).

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Lo sapevamo tutti

Ed ora, che Carrie Fisher non c’è più, la principessa Leia resiste, col suo femminismo galattico, con la sua infinita lotta contro il Lato Oscuro della Forza, lei che jedi sarebbe potuta diventarlo, con le sue sconfitte e le sue vittorie, lei che ha dato il nome ad una varietà di marijuana, lei che aveva un ottimo rapporto con i fan e con i nerd, lei che rischiò di non far parte della trama, ma che invece ne divenne una colonna portante.

Forse ha raggiunto il suo Han.

Forse adesso è un tutt’uno con la Forza.

E, come disse Yoda, “la morte naturale è parte della vita. Gioisci per coloro che intorno a te si trasformano nella Forza”.

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La prima reazione di Mark Hamill

In qualsiasi caso una sola cosa è certa: Carrie Fisher è affogata nella luce lunare, strangolata dal suo reggiseno.

Ed è come se l’avessimo sempre saputo, ma non l’avessimo mai voluto sapere.

Michele Radaelli

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