Dalla Russia con un’intervista chilometrica

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In terza superiore ho conosciuto Riccardo. Veniva da Liceo Tecnologico, io dal biennio all’ITIS. A partire dalla quarta, io, lui ed il Jemba siamo stati un Stato a parte all’interno della classe, di cui io ero sicuramente il ministro deli esteri, ma più bello di Alfano (ammesso che sia possibile il contrario). Io ho (quasi) sempre amato i popoli del Nord Europa o, più in generale, quelli che vivono al freddo. Da piccolo, essendo di famiglia comunista, ammiravo la Russia, da meno piccolo sono passato alla Norvegia ed infine sono approdato a Maamme Suomi. Riccardo, invece, pur non essendo mai stato comunista, ha sempre amato profondamente la Russia. Io e lui stiamo anche terminando la stessa magistrale, dopo aver completato, assieme, la stessa triennale. Lui ama ancora la Madre Russia. Capita spesso che lui ne parli e, per questo, capita spesso che io ne parli con lui. Subito dopo il referendum, delusi dall’esito, gli ho girato un breve articolo comparso sulla versione internettiana de L’Espresso, nel quale si diceva che la Russia aveva cambiato rotta e, d’ora in poi, avrebbe sostenuto Renzi, con buona pace di grillini e salviniani. Riccardo ha prontamente girato l’articolo in questione ad un’amica russa, la quale l’ha smentito (o quantomeno messo in dubbio) su più fronti. Questa amica si chiama Irina Puzanova, è nata a Brjansk il 5 Dicembre del 1990, ma si è traferita a Mosca dal 2008 per motivi di studio. Si è dunque laureata presso l’Università Statale di Mosca (MGU) in Sociologia e Metodi di Ricerca Statistica, con una tesi di laurea dal titolo: “Influence of cultural and material values on values of the Moscow population”. Oggi lavora per un’agenzia di rating moscovita, nel settore delle ricerche di mercato. Da anni condivide l’appartamento con un’amica ed il suo gatto Sherlock (una star di Instagram).

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Il gatto Sherlock alle prese col Francese

Con la mediazione di Riccardo ho deciso di intervistarla in merito alle principali questioni che riguardano i rispettivi Paesi.

Ecco a voi l’intervista:

Spesso i nostri media parlano della Russia, soprattutto su Internet, ma lì si parla di Italia? Com’è vista?

Si parla molto d’Italia quando si parla di sanzioni alla Russia. Sono un problema grave per noi. Talvolta l’Italia è proposta dai nostri media come una voce contraria a nuove sanzioni, soprattutto attraverso aziende italiane che chiedono di poter tornare a fare affari con le omologhe russe, come succedeva prima, oppure hanno spostato i siti produttivi qui, per continuare a produrre aggirando le sanzioni. Senza far nomi, grandi big della carne e formaggi hanno oggi grandi impianti in Russia. Recentemente si è parlato anche del terremoto in Centro Italia, con grande attenzione e solidarietà. In generale c’è grande interesse per l’Italia da parte russa. Anche per quanto riguarda il referendum c’è stato un gran fermento. Inoltre, in un modo o nell’altro i VIP italiani diventano superstar in Russia. Come Gianluca Vacchi, che con Instagram è un personaggio noto anche qui.                                                

Questa attenzione per l’Italia viene da tutta la società o solo da nicchie ristrette?                                                

Non ho mai conosciuto un russo che non apprezzasse Italia ed italiani. Per noi è un paese ideale per il turismo, per l’umanità della gente che lo abita (simpatica anche nella semplicità di gesti normali, come il modo in cui gesticola), per il cibo unico ed inimitabile, per il vino, la moda, la bellezza dei posti e il sole caldo. Questo ci richiama, ma siamo affascinati anche dalla vostra lingua, che a noi appare come un canto. Non a caso posti come Rimini, che come bellezza hanno tutto da invidiare al resto d’Italia, sono comunque affollatissimi di russi: a noi piace prima di tutto essere parte dell’atmosfera che si vive da voi, la location in se’, e in questo la Romagna offre tanto. Siamo attratti anche dalla vostra cultura. Non a caso le università italiane sono riconosciute come una vostra eccellenza e molti studenti russi sono affascinati dalla possibilità di potere studiare lì. Qualche anno fa abbiamo festeggiato “l’anno della cultura italiana in Russia”: si son fatti eventi a tema sul cinema italiano, eventi sul cibo ed ogni aspetto legato all’italianità. A livello politico, questo festival ha permesso ad ogni russo di accedere ad un visto turistico per l’Italia, con validità di due anni, del tutto gratuito.

Pensi che la politica russa si interessi particolarmente all’Italia?                                        

A livello politico, l’attenzione è focalizzata su USA, Siria ed Ucraina, ma anche verso l’UE, in cui l’Italia è uno dei principali interlocutori. La nostra politica ha interessanti connessioni con voi, soprattutto per interessi economici. I media, comunque, non ci parlano dei pensieri di Putin o del governo… Qui non esiste “Radio Putin”. L’Italia è un partner strategico, sia economicamente che per superare difficoltà ideologiche che separano la Russia da altri paesi, in cui l’Italia può essere il migliore degli intermediari, capendo la nostra realtà.     

Per quanto riguarda i pensieri di media e politici, anche non ufficialmente espressi, quanto era sentito il voto del referendum nonché il suo esito?            

Per quanto riguarda il referendum, sono sicura che qualche media abbia proposto con positività le posizioni del SÌ, ma penso che ci fosse maggiore informazione a sostegno del NO, proprio come auspicavano i politici italiani che sono venuti in Russia per cercare sostegno. Infatti, prima che mi spiegassero nel dettaglio la riforma, ero convinta che il SÌ fosse molto pericoloso per l’Italia. Molti media sostenevano che con il SÌ l’Italia avrebbe rischiato una deriva autoritaria, oltre che promuovere il punto di vista di poche lobby su tutta la popolazione, che avrebbero potuto ottenere più facilmente l’appoggio richiesto. Qualche articolo ha perfino avuto il titolo di “Itexit”. Ad ogni modo, nessuno ha dato grande importanza ai sostenitori del NO. Non ho mai letto di nessuno che chiedesse supporto a Putin. Ci sono state interviste, ma senza seguito. Dopo il referendum nessuno si è espresso in merito ai risultati. Peskov ha detto che sono affari interni all’Italia e la Russia non avrà alcuna influenza da tali esisti. 

                          

Sono emerse informazioni in merito al pensiero del Cremlino sul referendum?                                                                                          

Forse il Cremlino non apprezza il fatto di avere perso Renzi come interlocutore, in quanto ritenuto affidabile e propositivo, nonché abile nel suo operato, ma ciò che è sicuro è che continueranno relazioni amichevoli. Putin non può sapere cosa verrà e proprio per questo a livello ufficiale ha dato un’opinione neutrale. Forse qualche testata giornalistica ha enfatizzato il referendum come una possibile “Itexit”, perché c’è chi ha interesse a frammentare l’Unione Europea, oppure per un semplice binomio populista che vede oggi l’Europa severa con noi ed alleata degli americani, mentre l’Italia è percepita come amichevole e quindi auspicabilmente più indipendente. Per quanto riguarda il governo, è davvero difficile arrivare a capire cosa sperassero dal referendum e come oggi si sentano. Peskov è il portavoce di Putin da quando ci sono state molte più pressioni sul nostro presidente, ossia dall’Ucraina in poi (prima Putin non ha mai avuto nessuno che intermediasse per lui, ha sempre colloquiato e lasciato dichiarazioni di persona). Di fatto Peskov assume il compito di colui che deve sempre trovare una soluzione estemporanea, per cui non sempre le sue dichiarazioni possono assecondare al 100% la linea del Cremlino. Lui è un mediatore. Le dichiarazioni fornite a L’Espresso (a favore di Renzi) non sono state ripetute e neppure riportate da nessun altro, che io sappia. Non saprei proprio, ma potrebbero essere state dichiarazioni di circostanza o rimosse dal loro contesto.

Tendenzialmente, in Russia, qual è la percezione che si ha dell’Unione Europea e dei suoi governi?

L’immagine dell’UE è cambiata in Russia e non è più quella che era prima della crisi ucraina. Prima l’UE, per noi, era un punto di riferimento per stabilità, un modello in economia ed un partner per crescere reciprocamente, in ogni settore ed aspetto. Oggi, in Russia, l’UE, ma soprattutto la Germania, sono percepite come distanti e non solidali alla nostra politica, in molti ambiti, ma soprattutto riguardo Ucraina e Siria. Ovviamente i nostri giornali non si limitano a descrivere i rapporti bilaterali che abbiamo con l’UE, e talvolta si tende a descrivervi come in una fase di crisi strutturale ed istituzionale a livello europeo, il tutto accentuato dai problemi che avete con il terrorismo ed i flussi migratori. Comunque tutto ciò non significa che non vi apprezziamo più. Ricordo che, dopo gli attacchi terroristici in Francia, il nostro presidente disse che si sarebbe mostrato con ogni mezzo disponibile per aiutare l’UE a contrastare il ripetersi di questi tragici fatti. Disse che si sarebbe fatto qualsiasi cosa per rimanere uniti e vicini alla Francia e penso che non fossero solo dichiarazioni istituzionali, ma vera solidariet. Perché in fin dei conti la Russia è amica dell’Europa. Spesso, oggi, l’UE è al centro di campagne populiste denigratorie, perché la si vuole rendere l’unico capro espiatorio di ciò che in questi ultimi tempi è successo da noi: aumento dei prezzi ed abbassamento dei salari, con conseguente abbassamento del tenore di vita del popolo russo. E descrivere l’Europa e l’America come “cattivi” è una soluzione semplice, con cui certi media si nutrono. Notizie relative alla Merkel che vuole aumentare le sanzioni alla Russia sono ciclicamente dei tormentoni, ma spesso altre notizie riportano come tutti stiano facendo il possibile per tornare alla normalità. L’Italia è sempre menzionata come uno dei paesi che vogliono più di tutti questo, così come Bulgaria, Grecia ed altri.

Quali pensi che siano i leader europei che maggiormente potrebbero favorire una distensione? Pensi che questa sia auspicabile per entrambe le parti?     

Oh, non posso fare nomi, non conosco a sufficienza chi davvero potrebbe favorire la distensione. Del resto, chi può dirlo? Questo non toglie che arrivare a concretizzare tutto ciò sia molto importante e penso che sia un pensiero largamente condiviso. Generare partnership è sempre importante e sognare un domani più disteso e più focalizzato sui reali problemi è interesse di tutti. Banalmente a cosa porterebbe? Meno investimenti in apparati di difesa inutili, che generano solo tensioni, e più attenzioni verso i problemi dei popoli.

                        

E degli USA? Davvero c’è stato un certo sostegno dei media a favore di Donald Trump?

È quasi la stessa cosa che pensano i russi dell’UE, ma gli Stati Uniti non sono mai stati amichevoli con noi. È come se, per loro, noi fossimo sempre rimasti una sorta di nemico. Ma le colpe sono anche nostre. La Russia parla di come vorrebbe difendere i propri interessi alla pari di come viene fatto dagli americani e questo genera scontri con la loro politica. I media giocano un ruolo fondamentale nel creare un’immagine degli Stati Uniti, spesso descritti come una delle cause di determinate crisi nel mondo. Per quanto riguarda Trump, due anni fa parlai con un americano e mi disse che se fosse diventato presidente degli Stati Uniti sarebbe stato una gioia per Putin. Se avesse ragione non lo so, ma potrebbe sembrare plausibile. Però non mi pare che a Trump importi così tanto della Russia, ma se comparato a Hillary Clinton, di sicuro appare più amichevole. Fermo restando che sono convinta che Trump si concentrerà quasi esclusivamente sui problemi interni, prima delle elezioni la propaganda americana, per screditarlo, l’ha anche descritto come filorusso, mentre la nostra come un possibile uomo con cui avere un dialogo. Forse da parte nostra tutto ciò è stato orchestrato più in funzione anti-Clinton che non a reale supporto di Trump, ma certamente ora che ha vinto vogliamo sperare nel miglior futuro possibile. Ovviamente gli USA non sono solo Trump e lui non ha tutto il potere che vorrebbe. Non è facile da analizzare, ma credo che Putin sia molto stanco, anche di queste vicende, ed abbia bisogno di una pausa. Ad ogni modo, lui non ha mai parlato di amore verso un paese o un presidente e le sue attenzioni ultimamente sono legate ad affari russi, anche internazionalmente parlando. Da un anno a questa parte l’attenzione è tutta rivolta al conflitto siriano, ma si sta cercando di trasmettere un grande messaggio di unità nazionale, nonché di patriottismo: i russi devono restare uniti. Sono queste le priorità che occupano i principali pensieri del presidente, anche perché altri aspetti non possono essere divulgati apertamente. Parlo nello specifico di come ovviamente si speri di riallacciare i rapporti con Trump, ma per ora tutto rimane confinato ai convenevoli. Centrale è la volontà di avvicinare i maggiori partner internazionali a quella che è la linea russa nei riguardi di Daesh, ma sono sicura che queste politiche non sarebbero cambiate neppure con la Clinton. Di sicuro Putin è un politico lungimirante ed un buon statista. Proprio per questo si guarda bene dallo sbandierare troppo. Che Trump potesse essere nostro amico in caso di vittoria è stato sottolineato soprattutto da altri politici e dai media. Perché? Perché la Clinton è storicamente anti-russa, mentre Trump, oltre ad essere ostile nei riguardi di lei, si è anche detto simpatizzante di Putin. Certamente la sua vittoria dà speranza per un dialogo produttivo e questo è ciò che vuole Putin. Non va dimenticato che tra un anno e mezzo saremo chiamati al voto per eleggere un nuovo presidente e la gente non può arrivare alle urne depressa, il Cremlino non se lo può permettere.

     

In Italia, però, non solo i media “utilizzano” i leader esteri, ma anche gli stessi leader politici, come sai. Perché, secondo te, in Italia, molti politici cercano di mostrarsi vicini alla Russia e soprattutto a Putin? Si parla di questo fenomeno in Russia?

L’immagine del presidente Putin in Italia non può che essere influenzata dal personaggio che ha saputo costruire: quello di un eroe molto figo, capace di risolvere ogni problema. La gente da noi l’ha amato immediatamente per la sua risolutezza, ma questo non ha portato a risolvere tutti i problemi interni ed è ora di un cambio di vertice. Certo tutto è cambiato in meglio dai tempi dell’URSS, sotto ogni aspetto, e non ci si può piangere addosso, ma il cambiamento è ancora necessario. Putin è ammirato da molti perché è obiettivamente un uomo unico e speciale, a partire dalla freddezza che lo contraddistingue, nonché la caparbietà e la devozione verso i suoi impegni. Ha la sua personale opinione e la difende con ogni mezzo, in qualsiasi ambito. Ecco perché è sempre al centro dell’attenzione. Ma questo è accentuato a livello mediatico, da ogni media di ogni paese: oggi al centro c’è Putin, magari in futuro si parlerà solo di Trump. Forse i politici italiani sono attratti da Putin perché lui si è sempre mostrato amichevole con l’Italia. Siete a conoscenza di quante personalità italiane siano venute in Crimea per supportare la linea adottata dalla Russia e rinsaldare i rapporti con Putin? E non solo, proprio la prima delegazione estera è stata italiana. Siete venuti in un momento in cui tutto il mondo tentava di isolarci. Il supporto che abbiamo avuto è stato esclusivamente psicologico, ma è notevole se si considera che non l’abbiamo ricevuto neppure dalla Bielorussia. Forse l’origine dell’amicizia tra noi continua perché è stata inizialmente intrapresa con successo da Berlusconi, che da sempre è un personale amico di Putin, o forse l’Italia è solo attratta da noi, così come noi lo siamo da voi, da secoli.                                    

Qual è l’attenzione che in Russia si dà al Movimento 5 Stelle? Come si parlava del governo Renzi?           

Cosa sappiamo noi del M5S? Nulla! La rilevanza mediatica che ha l’opposizione politica italiana in Russia è vicina allo zero. So che in Italia gli stessi pubblicizzano molto la loro vicinanza al Cremlino, ma qui da noi la cosa non è per nulla sentita. Abbiamo sentito parlare in qualche modo del M5S quando si è affrontato il tema referendum, ma l’attenzione è stata tale che si potrebbe chiedere a qualsiasi russo se sia il partito di Salvini, e con molta probabilità o non lo saprebbero o direbbero di sì. La realtà dei fatti è che si fa poca distinzione di quali siano i partiti filorussi in Italia, o di chi sia venuto qui per cercare supporto. Partiti come Lega Nord e M5S appaiono molto simili tra loro. Se si menziona Salvini si menziona anche il M5S. Per quanto riguarda Renzi, le cose cambiano radicalmente. Ho sempre pensato che fosse un politico molto abile ed anche la stampa lo descrive come tale. Penso che il referendum fosse la sua principale azione e mi dispiace che l’esito sia stato sfavorevole. Da quando si è dimesso, tutti i politici russi hanno iniziato a sottolineare ancora di più la sua onestà ed etica lavorativa. Tutti lo ricordavano anche prima con un’immagine positiva, ma mi ha sempre sorpreso sapere che in Italia non fosse così e che fosse vittima di una satira spietata. Per noi è assurdo, non denigriamo mai un personaggio illustre per il semplice fatto che rivesta una carica. Se lo facciamo c’è un motivo, come nel caso dell’ex presidente Medvedev o del “Trump russo”: Zhirinovsky.                                              

Pensi che la satira in generale sia negativa? Qui in Italia ci sono figure politiche che con la satira hanno costruito il loro consenso.                     

No, la satira non è negativa, ma penso che ci siano sensibili divergenze: non conosco buoni esempi di satira in Russia. La satira racchiude variegate espressioni critico-artistiche ed è difficile generalizzare, ma non siamo esperti in questo campo. Oserei dire che l’unica espressione artistica e umoristica in cui i russi sono bravi sono gli spettacoli circensi, e tra l’altro a me non piace. Venendo al fatto che esistano politici che fanno successo sfruttando una certa vena comica, è possibile in quanto i problemi sono facilmente spiegabili con un sorriso      

Pensi che in Russia si preferiscano televisioni, giornali cartacei o siti d’informazione? 

Oh, non posso fare nomi, non conosco a sufficienza chi davvero potrebbe favorire la distensione. Del resto, chi può dirlo?                                          La popolarità maggiore l’hanno i mezzi di informazione delle emittenti federali, che sono guardati praticamente da tutti, ma la linea che passa è quella del governo. Per esempio, di consueto a Settembre inizia una nuova stagione televisiva: nuove serie, nuovi talk show e così via. Quest’anno ho notato il cambio di rotta. Tutto era incentrato sui problemi dell’Ucraina, oggi si parla solo di Siria, ovunque. Perfino i canali sportivi mostrano argomenti politici. Ricordo come, dopo l’uscita della nazionale dagli Europei, le emittenti statali abbiano smesso di trasmettere le partite. Magari è una questione di copyright, ma sono trasmessi quasi solo eventi in cui sportivi russi sono protagonisti. Come in qualsiasi paese, ogni canale ha la propria audience e un’impronta differente, ma tutti i media statali sono connessi a Gazprom e questo influenza l’informazione. Esistono anche canali privati, indipendenti, solitamente li guardo. Uno di essi ha avuto delle grane, perché era partita un’inchiesta che gli attribuiva di fare propaganda contro gli interessi nazionali e di traviare l’opinione pubblica. L’ultima tendenza russa, soprattutto tra la gente di più alto profilo intellettuale, è quella di guardare sempre meno la TV: io e quasi tutti i miei amici praticamente non la guardiamo. Per quanto riguarda i giornali, ce ne sono di molto forti e rinomati in Russia, ma la tendenza moderna è quella di scegliere la versione online degli stessi. Penso che le persone più informate selezionino le notizie da internet, utilizzando più fonti e scegliendo tra i giornali che più si accordano alle loro ideologie.

                   

In merito alle versioni online dei giornali, pensi siano valide quanto la carta stampata oppure tendono ad accontentare i lettori più semplici? C’è una tendenza a leggere anche notizie provenienti dall’estero in quella che è la classe intellettuale del paese?                        

Il problema connesso alle notizie dal web è che il lettore deve selezionare le fonti. Di sicuro i giornali cartacei fanno un lavoro migliore, forse le notizie sono più controllate, ma in linea di massima si può leggere le stesse notizie sia da smartphone che su carta. Dove informarsi, se vogliamo, è una scelta pratica. Però di sicuro sul web girano molte più notizie fuori controllo e forvianti. Per quanto riguarda l’informazione estera, non tutta la popolazione s’interessa ad essa e penso che non siano molti a vagliare le notizie

               

Pensi che, in generale, l’informazione, per chi veramente interessato, funzioni in Russia?                                             

L’informazione esiste ed è chiara e professionale, ma manca pluralità. Per fortuna esistono giornali esteri a cui tutti noi possiamo attingere, per poi mediare i due estremi ed avere un quadro globale.                       

Recentemente Hillary Clinton ha dichiarato che la disinformazione è una minaccia per la democrazia occidentale, condividi questa affermazione?                        

Hillary è un personaggio politico che ha intrapreso un percorso elettorale. Le sue dichiarazioni sono da filtrare. Inoltre c’è da tenere presente come abbia spesso cavalcato tematiche classiche per gli USA, come la paura per la tenuta dell’Occidente e dell’aggressività russa, cercando di dividere americani e alleati dalla Russia. In un mondo in cui l’Occidente non esiste più o che comunque non ha più i confini della Guerra Fredda, in un mondo che non è più a guida statunitense ed in un mondo di cui la Russia si sente parte integrante, è semplicemente assurdo parlare di attacco alle democrazie occidentali, perché coloro che sono definiti gli “attaccanti” sono parte integrante dell’ambiente socio-culturale di chi si fa vittima. Quindi è un affermazione priva di contesto prima che esserlo all’atto pratico.

                                          

Quale futuro politico pensi che avranno Russia ed Unione Europea? Quale futuro mediatico?

A livello politico, la mia speranza è che i confini vengano abbattuti, soprattutto tra Russia e Italia. Sempre a livello politico, tra Europa e Russia, non posso dire che ora abbiamo davvero cattive relazioni. E spero che l’amicizia tra noi e gli altri popoli possa durare, ma chiaramente abbiamo più di una barriera che impedisce l’istaurarsi di rapporti idilliaci. La mia speranza è che ben presto ogni barriera venga meno, ma la mia più grande paura è che a causa della Crimea non si possa più tornare ad avere le stesse relazioni di prima con l’UE. Secondo Bruxelles noi abbiamo commesso una grave violazione al Diritto Internazionale e questo aspetto sarà un freno anche in futuro. Ma abbiamo dispute territoriali anche con il Giappone. Quando ci sono queste contese è molto difficile stabilire dove sia la verità o chi abbia ragione, ma da russa non posso dire che il mio paese abbia sempre operato nel giusto. Qualsiasi rivendicazione è sempre denigrata dagli americani, e di conseguenza dal suo alleato europeo. Comunque io spero nel miglior futuro possibile, fatto di pace e cooperazione. E allo stesso modo lo spero per il nostro sistema d’informazione. Spero che si congiunga in una sola verità comune a tutti, che coinciderà con interessi comuni. Le notizie sono labili ed anche restando nel vero è molto facile fornire punti di vista differenti. Credo nell’integrazione tra Russia e UE spero che avvenga. Una speranza positiva l’ho anche sul futuro dell’UE stessa, che oggi sembra in crisi.

P.s.: se vi interessa, sia Irina che Riccardo sono single.

Michele Radaelli

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