David

Vorrei muovere ancora il piede a ritmo di quella musica, intontito dall’impellenza di un’interrogazione in greco e inebriato dal profumo delle ragazze.

Se c’è tempo per i sogni di gloria, è questo; ora possiamo dare spettacolo sul palco.

Se c’è tempo per gli ideali, e ci sarà, sarà questo e voglio esserne per sempre orgoglioso.

Li porterò dentro di me come porto quei ritmi e quei profumi, quegli amori fugaci e quelli affaticati di un’aula intrisa di vecchiumi ancor prima che suoni la campanella.

L’eastpack in spalla mi dirigo a casa, con gli auricolari ridondanti la tua musica, di te che segni un’era, assieme alla mia ed alla nostra, che in fondo non lo sapevamo, ma il nostro piccolo lo stavamo già facendo. Dopo un viaggio, la partenza, quella vera; e ancora musica e profumi, poi interrogazioni. Applausi, ideali e rabbia.

Sei tra i più grandi, tu non ci sei più. Finisce un’era, finisce tra note che assecondano le nostre voglie di passioni. E di ritmi appassionanti. E se ne va, l’eastapack in spalla.

Andrea Conte

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