Come prendersi cura dei fiori del male

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Nonostante, negli ultimi anni, credo, siano passate un po’ di moda, l’aria natalizia, in combutta con la lodevole Associazione Italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma, ha fatto sì che una pianta abbastanza particolare si diffondesse nel most wonderful time of the year (che per me, però, non è quello, ma quello dei saldi). Il nome scientifico è Euphorbia pulcherrima e sembra quasi un insulto verso una povera ragazza dal nome orrendo. Originaria del Messico (e si vede), veniva già coltivata dagli Aztechi in periodo precoloniale. Divenne famosa grazie a Joel Robert Poinsett, primo ambasciatore statunitense in Messico, che la introdusse nel suo Paese d’origine nel 1825 (da cui il nome affibbiatole, poco comune, di Poinsettia). Probabilmente bella e simpatica all’esterno, questa piantina è brutta dentro, poiché, all’interno di rami e tronco, è presente una sostanza lattiginosa, leggermente irritante per l’epidermide umana, ma altamente tossica per gli animali domestici (a meno che voi non siate George Clooney o il dottor Jens Lennart).

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Il dottor Jens Lennart con una nostra vecchia conoscenza

È facile capire ciò di cui sto parlando: quella che, comunemente, chiamiamo Stella di Natale. Essendo originaria di una zona non esattamente polare, non ha vita facile durante l’Inverno (in questi giorni poi…). Ma come rinunciare, durante il resto dell’anno, ai suoi fiorellini gialli, alle brattee rosse, rosa o bianche a seconda delle varietà (fortunatamente mai rossobrune)?

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Le stelle sono tante, milioni di milioni… Ma nessuna di loro è rossobruna

Be’, mio nonno Aldo, che è sempre stato ossessionato da qualsiasi forma di vita vegetale (dal cactus alla portulaca), riusciva a mantenere in vita questa pianta ornamentale per diverso tempo. Si può fare.

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Karlštejn?

Eccome come:

  1. Prima di tutto, se partite da una Stella di Natale in buone condizioni, sarà tutto più facile, ma, dato che, generalmente, ve le regalano, questo primo punto è inutile quanto il voto online sul blog di Grillo.
  2. Se il vaso è grande quanto l’ego del Ministro Orlando, cambiatelo e sceglietene uno che abbia un diametro che sia almeno 2/5 dell’altezza della pianta.
  3. Se la pianta vi sembra che stia marcendo è perché sta marcendo, quindi datele meno acqua (e controllate che non ci siano parassiti sulle foglie); se la pianta avvizzisce ha sete, quindi datele da bere (è astemia) finché l’acqua non fuoriesce da sotto il vaso, dopo circa 10 minuti rimuovete l’acqua in eccesso.
  4. Assicuratevi che la temperatura ambientale sia compresa tra i 14 ed i 22°C e che assolutamente mai e poi mai vada al di sotto dei 10°C, pena: la morte di Parnassus (cosa che accade anche vicino ai termosifoni).
  5. Le Stelle di Natale sono un po’ snob (fotoperiodica), quindi necessitano di almeno 6 ore di luce al giorno, ma che questa non sia diretta.
  6. Dopo le vacanze, mentre promettete a tutti di mettervi a dieta, fate un po’ di esercizio fisico e fertilizzate il terreno, assicurandovi che la piantina non sia più in fioritura e ripetete ogni 7 settimane (The seventh son of a seventh son). Se siete terroristi dinamitardi, questo potrebbe essere un problema, ma il nitrato di ammonio può essere utilizzato anche così.
  7. Ad Aprile, pulizie di Primavera: lasciate che foglie e fiori si secchino e cercate di mantenere la temperatura attorno ai 15°C (se siete Tempesta degli X-men, vi verrà più facile, anche perché siete Halle Berry).
  8. Verso l’Estate, le brattee (leggi sopra) saranno verdi. A quel punto tirate fuori l’Idi Amin che è in voi e potate i ramoscelli.
  9. Se vi pare il caso, cambiate vaso e terriccio (meglio uno con muschio di torba).
  10. A meno che non viviate alle Svalbard, una volta giunta la calda stagione, potete cacciare momentaneamente di casa la Stella di Natale, che tanto non sente freddo.
  11. Dopo Ferragosto, anche in questo caso per smaltire calorie, potate leggermente i germogli, lasciando solo qualche foglia.
  12. Poi concimate.
  13. Terminata la caligine, permettete alla pianta di essere il vostro figliol prodigo e fatela rientrare in casa.
  14. Da Ottobre, con l’inizio delle lezioni all’uni, chiudetevi in una stanza buia, dalle 18 alle 8 del mattino, con la piantina, coperti da una scatola (proprio come quando facevate i barboni).
  15. Dopo 10 settimane, la Stella di Natale dovrebbe fiorire e le brattee dovrebbero colorarsi, a questo punto ripartite dal Via, ossia il punto 3.

 

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Se curate a dovere, le Stelle di Natale possono diventare così

Spero che quanto riportato possa risultarvi utile più di quanto non lo sia stato per me, dato che quest’anno non mi sono state regalate Stelle di Natale. In qualsiasi caso, anche a costo di riempirvi la casa di Euphorbia pulcherrima (il nome scientifico fa più paura), comprate i fiori del male che, dal 1985, AIL vende nelle piazze di tutta Italia (partendo da Reggio Calabria), per “finanziare la ricerca scientifica e l’assistenza per il malato”.

Ma poi che dico? Non vi riempirete la casa, i fiori del male si regalano agli altri.

Michele Radaelli

 

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