Pensieri e parole

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Tra un video di gattini e l’altro (seguite Happy Cats è bellissimo giuro) qualche giorno fa mi sono imbattuta nel promo di Sanremo. Pensavo di trovare Orietta Berti che canticchia mentre prepara il pranzo col marito Osvaldo o tuttalpiù Massimo Ranieri. Invece no povera me.

Mi ritrovo davanti delle donne incinte in una sala d’attesa di uno studio medico che ascoltano della musica tramite auricolari, tamburellando allegre sui propri pancioni. E fin qui. A un certo punto, e qui viene il bello, protagonisti del video diventano i feti che con movenze da ghetto girl cantano Non ho l’età di Gigliola Cinquetti. Ora a parte il non sense e la sensazione di smarrimento che provoca tutto ciò a primo impatto, a me sembra una pubblicità pro aborto. È terrificante vedere feti che ballano e cantano lo capite voi di Sanremo? Mia nonna e le mie zie cosa devono pensare? Non vi potete mettere a fare gli pseudo progressisti così, dalla sera alla mattina.

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Innanzitutto perché mi sconvolgete gli aficionados considerato che hanno in media 70 anni. In secondo luogo perché persone come me, che personalmente non guardo Sanremo dal 2005, hanno bisogno di avere equilibri, certezze. Sanremo è il comfort food della televisione italiana. Lo snobbi un po’, ma sai che lui è lì, intoccabile e immutabile, e in un certo modo ti dà sicurezza. Come la zia di 95 anni che è più reazionaria e omofoba di Hitler, ma tu le vuoi bene lo stesso perché fa parte del tuo porto sicuro.

Alla luce di queste considerazioni potete capire il mio stupore di fronte a tali immagini. La cosa che mi ha lasciata ancora più perplessa è che questa zuppa democristiana chiamata Sanremo ha manifestato sdegno in casi come quello del povero Morgan, per un innocente e casalingo uso di sostanze psicotrope, quali la cocaina, e poi mi fa un promo del genere, che potrei aspettarmi dai Massive Attack, di certo non da Carlo Conti. Senza contare il senso dell’umorismo da bar nell’associazione “feti-non ho l’età”.

Poco tempo fa ero in madre patria, a Foggia, per le vacanze di Natale e mentre camminavo sotto casa un particolare mi ha molto colpita. In un’edicola ho notato riviste porno. Immediatamente mi sono chiesta:

“ma perché mai all’alba del 2017 dovresti ancora vendere materiale cartaceo quando su internet puoi reperire facilmente e senza imbarazzo alcuno ogni cosa di cui senti il bisogno?”

“Perché devi essere un idiota” ha risposto la parte più arida di me. Ma poi, come noi raffinati intellettuali spesso facciamo, mi sono fermata a riflettere e sono giunta alla conclusione che il giornalaio non è affatto un idiota, è solo l’ultimo romantico. Sicuramente sa che ci sono modi più economici in termini di tempo e denaro per approcciarsi alle donne nude ma a lui non importa. Difende e preserva un residuato bellico perché è giusto che sia così. Perché alcune cose devono rimanere esattamente come sono, senza accusare i segni del tempo.

Spero che nonostante il volo pindarico sia chiaro il nesso. Quello che voglio dire, signor direttore artistico, è che la devi smettere di tentare di ringiovanire qualcosa che è già nato vecchio e che deve essere così. Se io prendo una novantenne e la costringo a indossare un crop top o uno short, non la sto ringiovanendo, la sto semplicemente rendendo ridicola.

Io sogno un Sanremo in cui a sorpresa arriva Pippo Baudo con i redivivi Tenco, Modugno e Battisti come i cavalieri dell’Apocalisse che riportano ordine e disciplina dove ora c’è spazio solo per orrore devastazione e Anna Tatangelo.

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PIPPO: MAKE SANREMO GREAT AGAIN.

Angela De Filippo

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