La Riccanza inganna

Riccanza, nuovo programma proposto da MTV (bei tempi quelli in cui si faceva solo musica e non si spaziava da “16 anni e incinta” a “Teenager in crisi di peso”), ha avuto un successo enorme. Dodici puntate, un solo obiettivo: raccontare la vita dei cosiddetti Rich Kids, giovani ereditieri travolti dall’onda della ricchezza assoluta, tra macchine costosissime, biciclette da 24k e cene da qualche centinaio di euro a testa. Il lusso sfrenato insomma, narrato in un docu-reality che sconvolge a causa dell’assurdità di quanto propone. Ho avuto occasione di guardare solo la prima puntata di questo programma: la Trash Tv mi attrae, facendomi certo divertire ma rendendomi soprattutto curiosa di capire se e quali siano i limiti dell’involuzione della specie umana.

I protagonisti di Riccanza sono sette, tutti del Nord Italia e figli di grandi imprenditori. C’è Elettra Lamborghini, famosa non solo per essere la nipote di Feruccio Lamborghini ma anche per avere partecipato a MTV Super Shore, la versione spagnola di Jersey Shore. C’è Tommaso Zorzi, ventunenne laureato in economia alla Queen Mary di Londra, milanese e proprietario di un appartamento nell’esclusivo Bosco Verticale di Milano. C’è Cristel Isabel Marcon, veneta e fiera del suo status perché può comandare altre persone o andare in vacanza quando vuole. C’è Farid Shirvani, bolognese di origini persiane: ragazzo simpatico e bonaccione che utilizza la metropolitana e mangia i panini da 1€ da McDonald’s, pur sottolineando di avere un orologio da 40 mila euro al polso. E con loro poi Anna Fongaro, Nicolò Federcio Ferrari e Gian Maria Sainato, sui quali però non ho molte informazioni e dunque lascio a voi il nobile compito di ricercare quali siano i tratti peculiari del loro carattere.

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Il ricco cast di Riccanza

Martedì 17 gennaio Agorà – Duemiladiciasette ha ospitato in studio Tommaso Zorzi, mandando in onda un servizio nel quale veniva raccontata la sua giornata tipo, tra colazioni da Marchesi e negozi più in di Milano. In collegamento anche Vittorio Sgarbi, che non ha ovviamente perso occasione per sottolineare quanto questi ragazzi siano “modello di riferimento per un popolo di coglioni come loro“.

Il web idolatra il bello, il ricco, l’appariscente; più ciò che fai sarà stupido e oltre il buon senso, più alto sarà il numero di visualizzazioni su YouTube. Poco conta il perché, poco conta il come: il piccolo schermo, aiutato dal mondo virtuale, rende famosi e invidiati.

Conta l’apparenza e non la sostanza. Emblematico Gianluca Vacchi, poco famoso per la sua capacità imprenditoriale ma molto famoso per i suoi balletti, tanto da essere il testimonial dello spot natalizio della Bank of Georgia. E non è un caso che proprio Gianluca Vacchi sia citato da alcuni dei protagonisti di Riccanza come un modello da seguire, come esempio di un lifestyle che, nella sua totale frivolezza, appaga.

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GV Lifestyle

Si è disposti a tutto pur di apparire, di mostrarsi come trofei in vetrina. Si è pronti a mettere a nudo la propria vita, permettendo a milioni di italiani di violare la privacy; la stessa che, però, pensiamo di tutelare copiando e incollando su Facebook messaggi dove non diamo il nostro consenso al trattamento dei dati personali. Pubblichiamo foto di serate in discoteca, di feste, di bottiglie di Champagne. L’hasthtag #sisbocciapoveri, in tutta la sua repellenza mascherata da goliardia, ha 42 mila tag su Instagram. E’ il business del volersi mostrare a tutti i costi, del voler ostentare qualcosa che, magari, va ben oltre le nostre ordinarie possibilità economiche. E’ questa l’influenza di Riccanza e di tutti i suoi corollari: apparire sempre al di sopra del normale, sforzandosi di mascherare ciò che si è mettendo in primo piano ciò che agli altri piace tu sia.

Mi chiedo quale sia la prospettiva futura. Non si tratta più di un Grande Fratello o de L’Isola dei Famosi: nel primo, giovani senza meriti e forse senza speranze cercano gloria televisiva; nel secondo, ex famosi cercano di tornare alla ribalta, sperando che litigare e piangere sulla scia del buon Den Harrow possa portare ancora un po’ di pubblicità. Il “fenomeno Riccanza” mette in luce chi ha troppe possibilità: giovani che a propria disposizione avrebbero ogni mezzo per apprendere, conoscere e arricchirsi davvero, annichiliscono la propria essenza vendendosi al mercato televisivo, beandosi di quanto sia facile la vita con i soldi dei propri genitori.

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Non è la vita lussuosa in sé a destabilizzare. E’ l’assenza di ogni prospettiva futura, la consapevolezza del Piano B sempre presente qualora con le proprie forze si fosse un fallimento. E’ questo ciò che emerge, è questo ciò che attrae: se non sei capace ma hai denaro, tutto è concesso.

Beatrice Broglio

 

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