Bhutan

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Tra le bandiere che trovo più intriganti e misteriose c’è senz’altro quella del Bhutan: è infatti piuttosto raro trovare un dragone al centro di una bandiera nazionale (esiste un solo altro caso al mondo di bandiera rappresentante un drago: è la bandiera del Galles, che non è però uno stato nazionale).

Il Bhutan, oltre a trovarsi in una particolarissima posizione geografica, alle pendici della catena himalayana, ha la caratteristica di avere una duplice capitale: Thimpu quella estiva e Phunaka quella invernale. Il piccolo regno del Bhutan ha una superficie molto ridotta e si trova incastonato tra il colosso indiano e quello cinese. La religione maggioritaria è quella buddista e ciò ha grandi ripercussioni sugli stili di vita locali.

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Passando ora alla bandiera, ciò che subito balza all’occhio è la divisione diagonale in due sezioni, che simboleggiano il potere temporale e quello spirituale. La parte arancione rappresenta in particolare i monasteri e la pratica religiosa buddista, mentre quella color zafferano indica l’autorità della dinastia reale.

L’aspetto peculiare è però il drago rappresentato al centro della bandiera, che sta a rappresentare il regno del Bhutan. Ciò si deve al fatto che nel XIII secolo venne costruito un importante monastero buddista chiamato Druk (“drago del tuono”); a partire da questo momento il nome e l’emblema del drago sono stati intimamente associati al Bhutan. Il colore bianco del drago rappresenta la purezza e la lealtà, mentre i gioielli stretti nelle zampe indicano la ricchezza e l’opulenza; la bocca aggrovigliata esprime infine la forza e il coraggio delle divinità che proteggono il paese. Il drago è posto a cavallo dei due colori a sottolineare l’inscindibile legame tra il potere temporale della famiglia reale e la religione buddista.

Mattia Benelli

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