Calcio provinciale: guida all’uso

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Sei interessato al calcio di provincia? Sei stufo dei soliti articoli che parlano solo di ingaggi di top-player? Stai leggendo questo articolo come un annuncio Media Shopping?

Ecco, in questo breve testo vi ruberò qualche minuto per spiegarvi un po’ cosa significhi essere realmente parte di uno spogliatoio di una squadra provinciale di calcio giovanile.

1. LA FORMAZIONE IL GIORNO DELLA PARTITA

A differenza delle squadre di professionisti, spesso si arriva il giorno della partita con i giocatori contati per svariate ragioni: studio intenso in vista dell’esame o della verifica, infortuni del giorno prima, hangover della serata precedente, … Lo sfortunato mister deve quindi reinventarsi la formazione, spesso con riadattamenti e invenzioni di giocatori in ruoli non naturali: terzini che diventano trequartisti, portieri che diventano prime punte, …

In alcuni casi questi stravolgimenti di formazione portano discreti risultati, nonché a nuovi cori all’interno della tifoseria locale. Altre volte invece sono solo degli autentici flop.

2. LA PARTITELLA DI FINE ALLENAMENTO

Alla fine di ogni allenamento, specialmente se pesante, il mister lascia mezz’ora abbondante di partitella per provare gli schemi in vista della partita del sabato pomeriggio. In realtà, durante le partitelle di fine allenamento succede un po’ di tutto. Si inizia sempre con la scelta dei giocatori delle due squadre; si prosegue con contrattazioni per la scelta dell’uno o dell’altro. 

Nascono durante la partita numeri, soprannomi inventati al momento, goal da cineteca ed entrate da cartellino rosso: tutto ciò per poter vincere e spuntarla sulla squadra avversaria. Si sa, chi perde raccoglie tutto il materiale e fa la doccia per ultimo. 

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3. I FAMOSI SCHERZI IN DOCCIA

Questa è una delle parti più divertenti (e terribili allo stesso tempo). Dopo aver finito l’allenamento, chiunque sogna di farsi una meritata doccia calda per rilassarsi. O almeno finché non arriva il burlone di turno che inizia a versare litri di shampoo in testa mentre ci si sta risciacquando i capelli. In alternativa, può essere utilizzata la canna dell’acqua colpendo chiunque si trovi nel raggio di pochi metri con un potente getto gelido. Ne deriva l’ira del custode dello spogliatoio, arrabbiato per tutto ciò che dovrà pulire dopo.

4. I SUPPORTERS E LA CURVA LOCALE

In ogni squadra locale che si rispetti esiste un gruppo di tifosi, di solito ragazzi, che anima le partite con cori sui propri giocatori locali e striscioni ad hoc per ogni partita. Lo stesso gruppo di tifosi, inoltre, dà un soprannome a tutti i giocatori della sua squadra (quasi come Recalcati e Crudeli).

Ricordo che a seguire le partite della mia squadra era spesso presente un gruppo di animati tifosi chiamato Triglia Maraviglia. Non erano molti, ma come si suol dire: pochi ma buoni.

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5. IL GUARDALINEE

Nelle partite di calcio dilettantistico non esiste la terna arbitrale e l’arbitro è coadiuvato da due dirigenti, uno per ciascuna squadra, che lo aiutano a indicare se la palla è uscita o meno dal terreno di gioco.

Nella categoria dei guardalinee esistono svariati personaggi, ma in genere il guardalinee medio è un uomo di mezza età caratterizzato da una bassa mobilità che lo tiene fermo a metà campo per tutta la partita; ha una leggera pancia alcolica; il suo abbigliamento è di solito caratterizzato da una tuta da ginnastica e, in caso di campi pieni di fango, un paio di stivali Superga rigorosamente bianchi.

Il calcio di provincia, nonostante il basso livello tecnico, è qualcosa di unico. E fare parte di uno spogliatoio in una squadra simile è un po’ come fare parte di una seconda famiglia. 

Tu chiamale se vuoi emozioni.

Ivan Antozzi

Un commento

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