Corna, torte di mele e bianche lenzuola

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Sono ricominciate le lezioni da pochi giorni e con esse la solita routine: casa, università, libri, metropolitana affollata e un’incontenibile stanchezza serale.

Non so voi, ma io la sera arrivo a casa davvero stanca, così, tra una padella sul fornello e il mollettone dei capelli che fatica sempre più a far il suo lavoro, accendo la tv e cerco qualcosa che mi faccia compagnia mentre mi muovo come una trottola tra mille e più cose. Ecco, proprio lunedì sera, in uno di questi idilliaci quadretti universitari, sono incappata in  uno dei programmi cult di Real Time, “Alta infedeltà”. 

So cosa starete pensando:“non sembra tanto tonta da aver lasciato lì, avrà cambiato canale e si sarà dedicata ad una bella serata in compagnia di Alberto Angela!”. E invece no! Complice l’ennesima dieta da poco intrapresa, mi sono seduta con il mio squisito piatto di minestrone (dai, almeno qui, tra queste righe, fatemi credere che fosse buono, fatemi illudere!) e mi sono dedicata interamente alla visione di questo splendido programma.

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Per quanti di voi non lo abbiano mai visto,  lo sintetizzo in poche parole : lui e lei sono una coppia apparentemente felice; a un certo punto arriva il terzo (o la terza, si sa, le corna sono unisex), attimi di passione poi il partner lo scopre e giù lacrime, cilicio, gogna pubblica e chi più ne ha più ne metta. Ma sapete qual è la cosa bella di questo programma apparentemente trash? La cosa splendida è che è un sacco divertente ed è uno splendido spaccato dell’amore 2.0Pensate che io sia una donnina cinica e disillusa? Beh, forse avete  ragione, ma vi giuro che anche da un programma così “basso”, si possono ricavare spunti di riflessione sul sentimento più discusso della storia dell’uomo.

Comunque io l’illuminazione del secolo l’ho avuta nello spazio pubblicitario tra un episodio e un altro, ero intenta a lavare i piatti ed ecco lo spot del secolo, quello che mi ha letteralmente paralizzata con tanto di espressione ebete in volto. Musica allegra, una gamba femminile fa capolino da un letto dalle candide lenzuola poi una voce suadente annuncia l’app del secolo “Gleeden”. Cosa è Gleeden? Ma ovviamente il primo sito di incontri extraconiugali pensato dalle donne per le donne!

Ecco, dopo le penne Bic pensate proprio per le donne, ecco a voi la prima applicazione  per cornificare il proprio compagno tutta pink, tutta femminile. Che grande passo per l’umanità, davvero, sono commossa!

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Mi domando come mai ancora nessuna di noi si fosse lamentata della misoginia di questo tipo di app, possibile che fossero pensate per soli uomini? Ma le vogliamo anche noi, perché far fare figure di menta (il mio capo redattore non vuole che dica parolacce in pubblico, siamo rimasta d’accordo che io continui a sembrare una bambina educata!) solo agli amici uomini? Aggreghiamoci e facciamogli vedere che noi siamo migliori in tutto!

Cercando su internet questa nuova perla, questa è la descrizione che si trova:

“Benvenuta su Gleeden.com, il sito n°1 di incontri tra persone sposate! Che tu stia cercando un’avventura extraconiugale vicino a te o un amante a migliaia di chilometri durante i tuoi viaggi, Gleeden.com ti propone uno spazio protetto per poter contattare gli infedeli di tutto il mondo in totale sicurezza. Desideri un incontro extraconiugale? È arrivato il momento.

Pensato ogni giorno da un team 100% al femminile, Gleeden.com offre il potere alle donne sposate in cerca di incontri extraconiugali in totale discrezione!”

Avete sentito donne? Ecco quello che stavamo cercando, ecco quello per cui abbiamo combattuto per secoli, ecco finalmente la parità dei diritti messa nero su bianco.

Sì, la parità di essere palesemente stupidi.

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Perché concedetemelo, quindici anni li abbiamo avuti tutti, chi tra noi non ha avuto due cotte in contemporanea? Chi tra noi non ha dato al mattino un bacio al compagno di classe carino e nello stesso pomeriggio un altro all’amico del corso di tennis? Ma qui si sta parlando d’altro. Qui si parla apertamente di donne e uomini impegnati alla ricerca della scappatella.

Adesso, permettetemi di tirar fuori la vecchia sciura che c’è in me, ma davvero c’è gente che ha la necessità e il tempo di sedersi davanti ad un pc e di investire un’ora del proprio tempo per organizzare un tradimento? Questa cosa francamente mi disorienta. Il fatto che io mi sieda con l’intenzione di tradire il mio partner implica la consapevolezza della fine di un amore e di conseguenza di una storia, o semplicemente la voglia di rompere una routine fin troppo consolidata?

Mi sono detta che forse, dopo anni ed anni di matrimonio, nasce l’esigenza di provare “carne fresca”. L’amore è come la vecchia ricetta della torta di mele della nonna che, una volta presaci la mano, cerchiamo di modificare nel vano ed inutile tentativo di renderla migliore? Davvero ad oggi l’amore e nel caso specifico anche la famiglia, contano così poco da poter esser cancellati con un semplice click? Questa sovraesposizione mediatica del fenomeno del tradimento è dovuto ad una semplice ricerca di audience o è davvero il riflesso di un problema sociale?

TRADIMENTO FEMMINILE

Tutti noi sappiamo che alla base della società, vi è la famiglia intesa come nucleo di persone strette da un vincolo d’amore e di reciproco rispetto, se anche questo comune sentimento di riverenza nei confronti della famiglia viene meno, mi domando quale sia la strada che abbiamo intrapreso. Tra il serio e il faceto ci stiamo davvero avvicinando a un mondo dove consideriamo il tradire la fiducia di qualcuno che ci ama e magari ha fatto dei grandi, grandissimi sacrifici per noi, come qualcosa di ludico e quasi divertente?

Mi domando di chi sia la responsabilità di questo scivolone. Mi chiedo se sia colpa nostra, dei nostri genitori o addirittura dei nostri nonni. 

Sto davvero cercando di capire quale sia stato il gap che ci ha portati dall’amore cantato da Dante, Shakespeare e Gibrian ad “Alta infedeltà” e “Gleeden”. Nel frattempo ho deciso di tornare ai miei libri: credo di non voler avere altre sorprese. 

Soraya Galfano

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