Ho ascoltato per due giorni una playlist sconosciuta senza poter ascoltare altro

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“E tu che musica ascolti?” “Mah, un po’ di tutto”. Non è vero, lo sapete tutti: è una formula convenzionale per sviare il discorso, per salvare la faccia quando ci si vergogna dei propri gusti musicali o perché l’altro “non potrebbe capire”.

Ho avuto questa idea malsana partendo da un semplice ragionamento: senza la MIA musica, quella che decido io, non posso stare. Sul pullman per andare/tornare da Milano, in casa, in ogni momento buono ho su le cuffie o lo stereo acceso.

Ma come nei peggiori film sulle realtà alternative, mi sono chiesto: “Cosa accadrebbe se dovessi ascoltare solo musica che gli altri mi impongono?”. Dopo aver indetto un bando che si è risolto con la vittoria di Giorgio, il bomber di via Boldori, mi sono fatto lasciare il suo iPod Shuffle e per 2 giorni ho ascoltato SOLO la musica di questo dispositivo, di cui ignoravo del tutto il contenuto: avrebbe potuto esserci dentro l’opera omnia di Rachmaninov come una playlist di Reggaeton. Mi sono lanciato nel vuoto e questo è il risultato.

Si parte.

Accendo. Prima canzone, parte un piano e una base chiaramente hip hop. Stringo i denti. Ho un rapporto strano con questo genere, non ho mai avuto particolare interesse per quello americano e i pochi artisti italiani che conosco li ho conosciuti grazie a quel gangsta di paese del mio amico Fil che al liceo conosceva ogni rima di ogni pezzo pubblicato tra il 1999 e il 2013. La canzone è in inglese ma non avendo lo schermo, problema che si è ripresentato più volte, chiedo aiuto a mia sorella che di sicuro ne sa più di me.

La canzone è Same Love di Macklemore, non l’avevo mai sentita ed è stata una bella scoperta anche perché quello che conoscevo di Macklemore mi provocava l’orticaria e devo dire che con questo pezzo qualche punto l’ha guadagnato.

Prossime, Blowin in the wind e Born in the USA. Ti piace vincere facile, The Freewheelin’ di Bob Dylan (album del 1963 da cui è tratta Blowin in the Wind) è solo uno dei dischi più importanti di sempre, se non l’avete ancora ascoltato lasciate questo articolo e andate ORA ad ascoltarlo. Born in the USA non è tra le mie preferite di Springsteen ma il Boss è il Boss e non si può dire niente.

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Avanti, in rapida successione. Destra Sinistra di Giorgio Gaber, Vietato Morire di Ermal Meta e Luci a San Siro di Roberto Vecchioni. Piccola ammissione. Con i cantautori italiani non esistono vie di mezzo, o li ami o li odi. A me personalmente piacciono molto ma non ho mai avuto voglia di approfondirli.

E’ facile dire:

“Io amo i cantautori!”
La buona novella di De Andrè, disco bellissimo!”
Rimmel! Beeeeelliiiiiissiiiimooo…”
“Ah, sì. E quali altri cantautori conosci?”
“…”

Ecco, appunto. Non puoi dire “amo i cantautori” se poi ne conosci giusto 2 o 3 bene (di nome son buoni tutti). Tutto questo per dire che io non avevo mai sentito Luci a San Siro. Sono una persona orribile, me ne rendo conto, ma ne parleremo meglio in un altro articolo.

Fino a adesso tutto bene.

Ecco. Lo sapevo. Dovevo stare zitto. Jovanotti. Non ho niente contro il buon Lorenzo, però questo suo essere stato eletto unico Guru dell’amore della musica italiana dopo l’uscita di A te un po’ mi turba. Prima non se lo filava nessuno (ovviamente parlo della mia generazione, quelli che lo conoscono da prima sono super e massimo rispetto) . A parte questo, mi sono sentito l’Estate Addosso, non mi piaceva prima e non mi piace ora. Scusa Gio.

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Era meglio prima!!!!111!!!

Marco Ferradini Teorema. Serve aggiungere altro? Ah sì: CAPOLAVORO.

Giorgia – Come saprei
Pino Daniele – Amore senza fine
Era da tempo che non ascoltavo queste canzoni e devo ringraziare Gio per avermele fatte riscoprire, qui poco da dire. Canzoni grandissime di due colonne portanti della musica italiana (personalmente ho sempre preferito Giorgia). Mi permetto però di ritrattare quanto scritto sopra: il bomber di via Boldori, terrore di tutti i campetti di provincia, si sta rivelando per quello che è realmente: UN TENERONE. Che bello scoprire queste cose attraverso la musica.

Lo sapevo che sarebbe arrivato. Fedez21 grammi. Ascoltato. Andiamo avanti.
La riproduzione casuale a volte può fare scherzi strani. Ascoltare ‘O surdato ‘nnammurato subito dopo Fedez è stato un bel colpo ma per l’amore della Scienza e della Musica, questo e altro.

In rapida successione: A Million ReasonLady Gaga (secondo me un pezzone, molto meglio di tante altre sue canzoni), Via del Campo – Fabrizio De Andrè (che devo dire?), Robbie Williams & Nicole KidmanSomething Stupid (erano anni che non sentivo questa canzone…TENERONE), Ed SheeranShape of You (di sicuro un artista da approfondire – magari su queste pagine – ma non mi ha fatto impazzire).

Questa cosa di non sapere cosa ascolterò dopo ogni canzone sta cominciando a farmi venire l’ansia.

Si arriva all’ostacolo quasi insormontabile: OasisStand By Me. Io gli Oasis non li digerisco e ogni volta che li vedo incensati e acclamati su qualche rivista/sito mi chiedo il perché. Ora sono pure divisi e fanno esattamente quello che facevano prima però con due nomi diversi e quindi in quantità doppia. Mah.

Altro poker di canzoni misto: I migliori anni della nostra vitaRenato Zero (artista da cui mi sono sempre tenuto lontano ma la canzone non mi è dispiaciuta), MinaIl cielo in una stanza (ottima scelta, bravo Gio),Bruno MarsMarry You (Bruno Mars, per me, o azzecca i pezzi o li sbaglia. Questo lo ha sbagliato), Sam SmithStay with me (mai digerita questa canzone e la conosco bene perché mia sorella la ascoltava in loop 24 ore al giorno quando è uscita).

Macklemore & Ryan Lewis – Thrift Shop: la famosa orticaria di cui parlavo prima, eccola. Fortuna vuole che siano arrivati Sean Paul e i Simple Plan con Summer Paradise a rialzare il livello: questa è la canzone dell’estate, il tocco magico di Sean Paul trasforma in oro qualsiasi cosa.

L’Ipod mi prende in giro e mi ripropone Fedez.

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Guardatelo che bello, il Re Mida delle canzoni estive

A un certo punto parte una canzone in francese, sono stupito. Ha un suono strano, etnico. Scopro che la canzone si chiama Aisha di Cheb Khaled, un cantante algerino, se non la conoscete andate a sentirla subito.

La modalità Shuffle si diverte ancora: in successione Diamante di Zucchero e Vamonos de Il Pagante.

Da

Respirerò,
l’odore dei granai
e pace per chi ci sarà
e per i fornai
pioggia sarò
e pioggia tu sarai
i miei occhi si chiariranno
e fioriranno i nevai.

a

Nella isla di Ibiza c’è chi pezza e chi sbarella
Sembra il parco Ravizza chi si impizza e poi smascella
Nella ressa faccio rissa, manco fossimo al Coachella
Mentre Mauro Icardi piscia, mi faccio la sua pischella
Tutti in viaggio senza brema
Cazzo mene della crema
Mi scotto sulla schiena
Presa male l’eritema

Non è una critica, fa solo ridere il passaggio brusco.

Sono sopravvissuto alla due giorni di musica imposta. Ho ascoltato tante altre canzoni che non sono rientrate nell’articolo per motivi di spazio, ho fatto una bella full immersion di cantautori riscoprendone alcuni e riascoltando pezzi che già conoscevo benissimo di altri.

Poi con i pezzi classici di Eagles, Ac/dc e Springsteen è stato facile convivere; un po’ meno con Fedez, gli Oasis e i Coldplay (perché l’hai fatto?).
Ho scoperto canzoni nuove e riscoperto pezzi che riascoltati a distanza di anni mi hanno “preso” e comunicato cose diverse di quando le ho ascoltate per la prima volta tempo fa, o magari mi hanno fatto più schifo. Tutto questo per dirvi di non limitarsi solo alla propria playlist di cose preferite che non cambieremo mai, c’è tanta di quella musica là fuori da far spavento, ascoltatene più che potete e male non vi farà!

Andrea Aiolfi

2 Commenti

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