Le macro strutture delle organizzazioni articolate territorialmente

Per quanto riguarda le organizzazioni legate al territorio, è importante evidenziare come la dimensione geografica costituisca una variabile significativa in relazione al sistema di governo dell’anp stessa.

Le onp di interesse nazionale o comunque regionale, hanno generalmente una sede centrale a cui fanno capo più unità operative dislocate sul territorio (filiali, sezioni, circoli, delegazioni). La tipologia delle relazioni che le unità operative intrattengo con la sede centrale è determinata dalla macro struttura di governo che viene adottata che può essere:

  • centralizzata;
  • decentrata;
  • gerarchica;
  • reticolare.

Per analizzare meglio le problematiche legate alla struttura di governo, si può rifarsi al modello utilizzato da Christoper Bartlett e Sumantra Ghoshal nella loro analisi sulle imprese internazionali e applicarlo poi alle realtà locali (Bartlett, Sumantra, 1990). 

Secondo il sopracitato modello, la macro struttura di governo delle anp articolate sul territorio può essere di quattro tipi distinti:

  • fulcro centralizzato;
  • federazione coordinata;
  • federazione decentrata;
  • rete integrata.

 

1. Macro struttura a fulcro centralizzato

Nelle organizzazioni dove siamo di fronte a un potere di governo che risulta essere saldamente nelle mani della sede centrale e dove le strutture periferiche si limitano a una mera esecuzione di direttive provenienti dall’alto, siamo in presenza di una macro-struttura a fulcro centralizzato.

In questa tipologia di macro-struttura le attività sono fortemente centralizzate, così come le risorse e le responsabilità, che sono tutte nelle mani della sede centrale; l’organizzazione centrale è molto forte e professionalmente preparata mentre le strutture periferiche sono povere di risorse e in completa dipendenza dalla sede centrale. Gli organi periferici sono legati all’organo centrale da stretti vincoli di subordinazione; i responsabili dei singoli distaccamenti sono nominati direttamente dalla sede centrale che esercita un forte potere di controllo.

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Questo modello ha come vantaggio quello di una possibile formulazione di strategie unitarie e quindi maggiormente incisive che portano a maggiori livelli di efficienza per tutte le sedi locali; di contro è la soluzione a maggior rischio di burocratizzazione.

2. Macro struttura federazione decentrata

Questa tipologia di macro-struttura la si rileva in quelle anp caratterizzate prettamente da un decentramento delle attività in modo da permettere alle varie unità di rispondere ed adeguarsi autonomamente agli stimoli provenienti dal territorio in cui sono ubicate e plasmare l’anp a seconda di quanto le esternalità richiedono.

In questo tipo di struttura siamo comunque in presenza di una sede centrale che ha pero compiti di mero coordinamento e di mantenimento della comune identità, lasciando la quasi totalità del potere di governo nelle mani delle singole unità che sono completamente autonome nel governarsi e nel decidere le modalità operative e le strategie migliori a seconda del territorio dove sono ubicate. L’operato delle singole unità non risulta essere sotto controllo dalla sede centrale, la quali si limita a vigilare e a dettare normative “generali” che dovrebbero dare all’anp le basi su cui strutturare poi la propria strategia. Le realtà locali sono unite tra di loro da una condivisione di ideali, dal perseguimento della medesima missione; questo garantisce anche all’associazione di avere una propria identità stabile e duratura nel tempo.

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Questa tipologia di macro-struttura permette all’anp di avere una grande sensibilità e reattività nei confronti delle diverse esigenze locali (quindi un più rapido adattamento al cambiamento), ma di contro la espone al rischio di divergenze/derive strategiche e di frammentazione organizzativa nonché a una difficile circolazione di competenze al suo interno.

3. Macro struttura federazione coordinata

Questa tipologia di macro-struttura potremmo definirla una via di mezzo fra le prime due analizzate, poiché siamo in presenza di un controllo molto forte da parte della sede centrale, pur lasciando alle sedi locali l’effettivo potere decisionale.

Il controllo è la conseguenza della presenza di una sede centrale molto forte, che distribuisce conoscenza, strategie, informazioni e risorse alle sedi locali; in un certo senso l’utilizzo delle risorse, seppur lasciato a discrezione delle sedi locali, avviene sotto lo stretto controllo della sede centrale che a sua volta immagazzina una parte delle risorse che sono state reperite dalle realtà locali. Le strategie generali vengono in pratica prese a livello centrale e poi distribuite a livello periferico, dando alle realtà locale la possibilità di modificarle in funzione all’analisi dell’ambiente in cui sono collocate, seppur con la clausola di mantenerne i caratteri generali.

Questo modello è quello migliore per trasferire la conoscenza dalla sede centrale alle realtà locali, soprattutto nel caso di unità locali particolarmente deboli; inoltre consente la realizzazione di progetti di carattere nazionale o inter-regionale pur lasciano alle singole realtà locali l’autonomia di declinare queste strategie in base al tessuto territoriale di appartenenza. Ciò nonostante, il modello della federazione coordinata risulta carente dal punto di vista della velocità dei processi decisionali, che dovendo essere stabiliti a livello centrale e poi distribuiti a livello periferico e che quindi necessitano di più tempo per giungere ai destinatari.

Inoltre, come accennato per le anp a fulcro centralizzato, è forte il rischio che inefficienze a livello centrale coinvolgano inevitabilmente le strutture periferiche che non hanno capacità di riconoscere e gestire queste problematiche.

4. Macro struttura a rete integrata

Se nei modelli precedentemente analizzati, il fulcro della questione erano le tipologie di relazioni tra sede centrale e unità locali, in questa tipologia di macro-struttura siamo di fronte a un cambiamento di visione.

In questo modello assistiamo alla presenza di una fitta trama di relazioni che non hanno una direzione univoca bensì presentano molteplici e differenti caratteristiche; queste relazioni possono essere classificate come relazioni orizzontali, poiché non sono più relazioni che determinano una dipendenza, bensì un insieme di collegamenti tra sede centrale-unità locale e unità locale-unità locale, dove ogni unità locale ha una propria caratteristica e specializzazione che viene messe a disposizione di tutta l’organizzazione, qualora se ne verifichi la necessità. Ogni singola unità, coordinata dal vertice, sviluppa quindi delle competenze, legate spesso all’ambito ambientale e territoriale che mette poi a disposizione di tutte le altre unità in una logica di condivisione di risorse per il raggiungimento di un comune obiettivo.

Il ruolo della sede centrale rimane quello di governo dei flussi, cercando di mantenere un elevato livello di integrazione e collaborazione dei vari nodi.

Pur presentando diversi vantaggi per le anp che scelgono di strutturarsi seguendo la tipologia di cooperativa sociale nella realtà italiana questa struttura è molto rara, poiché risulta essere di difficile gestione in un territorio che ha “scoperto” il modo del non profit solo negli ultimi anni.

Luca Brambilla

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