Stonehenge ha un vicino di legno

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Conosciamo tutti Stonehenge, ammasso megalitico situato nei pressi di Amesbury nel Wiltshire, dal 1986 patrimonio dell’UNESCO. Oggigiorno non possiamo in realtà ammirare l’antico splendore di quest’opera ancestrale, ma una sua ristrutturazione avvenuta tra il 1901 ed il 1964. Non si sa quale fosse l’allineamento precedente, ma, nel caso in cui fosse stato il medesimo di quello attuale, si ipotizza fungesse da osservatorio astronomico, nonché da calendario solare.

Negli ultimi decenni, oltre ad essere divenuto meta turistica apprezzata, si è anche tramutato in luogo di pellegrinaggio per wiccan (non il figlo di Wanda Maximoff degli Avengers), celtisti e neopagani in generale. La conformazione ammirabile attualmente è composta da pietre di arenaria estremamente dura, che dovrebbero arrivare da almeno 30km più a Nord del sito. La struttura interna è costituita da pietruzze di circa 4t l’una, provenienti da un centinaio di km sempre più a Nord. Per quanto riguarda la costruzione, le pietre più grandi furono tagliate e poi trasportate con slitte su rulli in legno, tirate da decine di uomini. Le pietre più piccole vennero trasportate da varie distanze. Le pietre verticali vennero trascinate in corrispondenza di un foro, fatte scivolare all’interno e, tirando alcune funi, venivano erette, infine il foro veniva riempito con sassi. Una volta erette, si aggiungeva l’architrave, alzandola attraverso un fasciame di legname e rudimentali leve.

La datazione radiocarbonica ha indicato che la costruzione fu intrapresa intorno al 3100 a.C. e si concluse intorno al 1600 a.C., dunque l’origine si perderebbe in epoca pre-celtica, in quel periodo in cui le isole britanniche erano abitate (secondo alcuni) da tribù semitiche. Il greco Diodoro Siculo parla forse di Stonhenge, citando a sua volta  Ecateo di Abdera, uno storico vissuto nel IV secolo a.C., ma forse è soltanto un’affascinante suggestione dell’uomo moderno, poiché i due parlerebbero in realtà di un’isola più a Nord, da identificarsi probabilmente tra le maggiori del Mar Baltico: le svedesi Gotland e Öland, l’estone Saaremaa e le danesi Sjælland, Fyn e Lolland (che ridere!).

Poco distante da Stonehenge è stato rinvenuto un villaggio risalente al 2600 a.C., che poteva ospitare un centinaio di persone, probabilmente lavoratori del sito oppure cerimonianti.

Stonehenge è il più famoso cerchio megalitico, ma ne esistono vari, tra fumetti e realtà. Spesso Topolino si è trovato nei pressi del sito archeologico, come anche Paperino e perfino Lara Croft, ma esistono, appunto, anche altri cerchi megalitici nel nostro mondo, come il Cerchio di Brodgar, in Scozia, quello di Goseck, risalente al 4900 a.C, in Sassonia-Anhalt in Germania o quello che si trova presso il Museo di Assuan, in Egitto, che risulta essere ugualmente antico. Per quanto riguarda la nostra Penisola, niente da fare, non conosciamo siti simili, ma se solo ci affacciamo nel Tirreno, troviamo numerosi cerchi sardi, come Li Muri e Pranu Muttedu. Non possiamo però assolutamente dimenticarci di Car-Henge, costruito nella città di Alliance, nella contea di Box Butte, in Nebraska, ad opera di Jim Reinders.

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Car-Henge

Recentemente, però, è stato fatto un ritrovamento analogo non lontano da Stonehenge. Quest’ultimo si ritrova ad avere un vicino ligneo e dalle dimensioni gargantuesche. La scoperta è stata effettuata da un team di archeologi dell’Università di Bradford e della University College di Londra. Il sito è stata recentemente aperto al pubblico ed è amministrato dal National Trust, l’analogo britannico dell’italiano FAI.

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Indiana Jones dopo il periodo natalizio

Il gigante di legno non fu probabilmente completato e fu sepolto, rimanendo coperto fino a ora. Questa e altre recenti scoperte britanniche minori suggeriscono che all’epoca di Stonehenge, quantomeno nell’isola, ci fosse una fervente rivalità politica e religiosa tra le varie tribù. Questa nuova scoperta è stata rinominata Durrington Walls e dovrebbe avere un diametro di circa 500m (contro i 33m, del vicino di pietra). Le mura di Durrington non furono portate a termine e questo fu dovuto, secondo gli archeologi, a un repentino cambio ai vertici politici e quindi religiosi. I lavori furono forse fermati dopo pochi mesi, all’incirca nel 2460 a.C., a pochi ceppi dalla conclusione. Come spesso accadeva, il passato religioso dei vinti fu cancellato, anzi, sepolto. Ciò che gli archeologi stanno cercando di capire è se questa rivoluzione culturale fosse endogena oppure frutto di una sottomissione a opera di un altro popolo. La scoperta è incredibilmente significativa in quanto il periodo di questo cambio ai vertici dovrebbe coincidere con quello in cui Stonhenge venne trasformato in un cerchio di medie dimensioni con massi enormi, mentre in origne era costituito da pietre di minori dimensioni disposte in una forma geometrica di mole maggiore. Questi cambiamenti potrebbero essere correlati all’arrivo di nuovi popoli, provenienti dall’Europa continentale, identificabili con la Cultura del vaso campaniforme, da molti considerati gli antenati di baltici, slavi e germanici.

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I principali gruppi presenti, durante il Neolitico, nel nostro continente

Questi cambiamenti sono un evidente segno della transizione delle isole britanniche dal Neolitico all’Età del Bronzo. È difficile, di solito, districare le trame preistoriche di rivalità e conflitti, ma la scoperta avvenuta a Durrington potrebbe fornire una nuova e duttile chiave di lettura.

Michele Radaelli

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