Divide – Ed Sheeran

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La prima volta che mi sono imbattuto in Ed Sheeran è stata vedendo il video di Lego House con Rupert Grint (Ron Weasley di Harry Potter) poi un po’ per pigrizia, un po’ perché non troppo interessato, l’ho lasciato perdere sentendo di tanto in tanto alla radio le canzoni seguenti fino a che non è uscito  nei cinema Lo Hobbit – La desolazione di Smaug.
Dato che il buon Peter Jackson, su suggerimento della figlia, aveva chiamato il rosso per interpretare la canzone di chiusura del film, dal titolo I see fire, tutti quelli che erano rimasti fino a quel momento nelle loro caverne disinteressandosi del giovane Edoardo si ritrovarono spiazzati e sorpresi da questa canzone BELLISSIMA (la cosa migliore del film, ma questa è un’altra storia).

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Dopo quel lieto evento sono forse diventato suo fan? No, amici come prima. Scusa Ed.

La curiosità mi è tornata di recente, vedendo il nostro amico Halifax su tutti i siti di musica e vedendo condivise sui social da moltissime persone i suoi nuovi singoli per l’uscita del suo terzo disco ÷ (Divide) , Castle on The Hill e Shape of You.

Due settimane fa, sottoponendomi all’esperimento di ascoltare musica imposta dagli altri per due giorni di fila (potete leggerlo qui) dicevo “Ed Sheeran – Shape of You (di sicuro un artista da approfondire, magari su queste pagine, ma non mi ha fatto impazzire).”

I tempi sono maturi, il disco nuovo è uscito il 3 marzo, ha scalato le classifiche mondiali piazzandosi al primo posto in molti paesi e Shape of You ha già rotto le scatole. Pronti, partenza, via.

Ho ascoltato la deluxe edition di Divide che comprende 4 pezzi aggiuntivi rispetto all’edizione standard, tutti i 16 singoli sono stati pubblicati sul canale YouTube di Ed Sheeran con una cover differente per ogni pezzo con un simbolo che rappresenti il tema principale della canzone, trovata semplice ma efficacissima per dare un’identità a ogni pezzo.

Il disco ha un tema dominante su tutti: l’amore.

Volete sapere quante volte viene ripetuta nei 16 pezzi la parola love? OTTANTASEI volte.

Ha voluto fare il figo con Shape of You, che sostanzialmente parla di lui che va a fare il figo al bar per rimorchiare, ma se si guardano le altre canzoni del disco, sono tutti pezzi romanticoni dove Ed si rivolge alla sua ragazza (DivePerfect, Hearts Don’t Break Around Here, How Do You Feel) ma anche alle sue ex (Happier, New Man). Se voi parlate della vostra ragazza e della vostra ex nell’arco della stessa sera, automaticamente vi ritrovate single, con la macchina rigata e con un esercito di amiche inferocite che vi vuole picchiare, lui registra un disco che vende milioni di copie dicendo alla sua ragazza che la ama in ogni modo possibile ma subito dopo ci mette due canzoni sulle sue ex (o è sempre la stessa? Non è chiaro) e va tutto bene. I casi della vita.

Il Nostro si concede qualche piccola fuga dalle canzoni d’amore, con alcuni dei pezzi migliori del disco: Barcelona, omaggio alla città Catalana, canzone pop-folk orecchiabile con i coretti che gli riescono tanto bene, un po’ di frasi spagnole e il gioco è fatto. Ti entra in testa e non ne esce più. Dalla Spagna si passa all’Africa con Bibia Be Ye Ye, scritta in collaborazione con il musicista ghanese FUSE ODG, altro pezzo tra i più riusciti che porta in tutto questo Folk-pop un po’ di musica etnica africana che non guasta mai. Il viaggio attorno al mondo si conclude in Irlanda (e dove se no?) con la canzone dedicata alla nonna paterna di Ed Sheeran, Nancy Mulligan, chitarra, flauto, bodhran e violino e si ripercorre la storia di Nancy e dell’uomo che sarebbe diventato suo marito, William Sheeran.  Nel disco c’è un’altra canzone dedicata alla nonna del cantante, quella materna stavolta, Supermarket Flowers una ballad voce-piano con testo commuovente al punto giusto

  Hallelujah
You were an angel in the shape of my mum
You got to see the person I have become
Spread your wings and I know
That when God took you back he said, “Hallelujah
You’re home”

Se devo essere sincero, i due singoli usciti per anticipare l’uscita del disco non mi ispiravano per niente: Shape of You è completamente diversa dalle altre canzoni del disco ma non è un diverso positivo, è proprio fuori contesto; mi hanno convinto poco anche Eraser, dove il cantante ci mostra le sue skill da rapper (?) e Castle on the Hill perché mi sembrava semplicemente qualcosa di “già sentito” e che non mi metteva voglia di riascoltarla.

I pezzi romantici sono abbastanza simili tra di loro, con la chitarra e la vocina angelica di Ed che ci spiega un po’ tutto quello che ha passato e di quanto ami la sua ragazza, tutti i pezzi sono di un buon livello e dopo due ascolti già attaccati al cervello pronti per essere riascoltati in loop (se vivete in una situazione sentimentale precaria, evitate questo disco).

Se questo album fosse un esame universitario darei al nostro amico inglese un 25, alcuni pezzi sono riusciti e veramente ben fatti, i temi sono abbastanza vari e non ha paura di sperimentare usando sonorità diverse ma in alcuni momenti si rischia l’effetto “ma non l’ho già sentita questa canzone?”. Nel complesso ve lo consiglio, 16 pezzi per un’ora esatta di musica che fila via liscia e che una volta finita vi farà venire voglia di ritornare sui pezzi che vi sono piaciuti di più.

Qui la tracklist del disco:

1. Eraser
2. Castle On The Hill
3. Dive
4. Shape Of You
5. Perfect
6. Galway Girl
7. Happier
8. New Man
9. Hearts Don’t Break Around Here
10. What Do I Know?
11. How Would You Feel (Paean)
12. Supermarket Flowers

Deluxe Edition
13. Barcelona
14. Bibia Be Ye Ye
15. Nancy Mulligan
16. Save Myself

Andrea Aiolfi

2 Commenti

  1. Tra tutti i CD questo è quello che ho trovato più commerciale e mi ha entusiasmato meno. Peccato, perché ammetto di essere stata quella che si era fatta la scampagnata fino a Londra per vedere un suo concerto (bellissimo tra l’altro!).
    Ho aspettato con grande curiosità di sentire la canzone “Galway Girl” (che immaginavo essere stato ripresa da un grande classico irlandese) e devo dire che NO, NON mi è piaciuto per niente.
    Peccato, perché in alcune tracce sembra tornare l’Ed degli inizi, meno commerciale e più musicista.

    1. Andrea Aiolfi

      Secondo me dipende molto da cosa si intende per “commerciale”, non sempre è un male! Lui è un artista pop, in alcuni casi “folk” (concediamoglielo) quindi ci può stare che con il tempo e il travolgente successo si sia spostato più verso certi suoni e arrivato al 4 album con il seguito che ha può permettersi di fare quello che vuole.. Dopo aver letto altre recensioni in giro per Internet mi era quasi venuto il dubbio di essere stato troppo buono! Ma alla fine, come ho scritto, ci sono alcuni pezzi validi in questo disco (che ho continuato ad ascoltare anche per settimane dopo l’uscita del disco) e altri che ormai skippo senza pietà..questione di gusti!

      Grazie per aver commentato, continua a seguirci!

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