Porn blogger: la porno-parodia del mio film preferito

Si parte con uno Star-Lord leggermente brizzolato, abbastanza simile a quello originale nelle movenze, soprattutto facciali, che cerca di rubare un Orb-vibratore, sostituendolo con una borsa di vibratori a marchio Lion’s Den. Quando ho manifestato l’intenzione di scrivere questa cosaccia ad alcuni amici, mi è stato fatto presente che “c’è solo una donna tra i Guardiani…”, ma ecco che compare Korath e, con mio sommo stupore urlo “Korath è una donna!”. Qui la porno-parodia inizia a volare. Una sequenza di svariati minuti vede la cyber aliena sbagliare il nome dell’eroe terrestre per una cinquantina di volte, mentre lui cerca di correggerla. Incredibile: pare perfino meglio dell’originale. Il clou sta nel frangente in cui Korath (chiamata Kokrath ed interpretata da Tabitha Stevens) chiama Star-LordTony Stark” e lui le risponde “I wish”. Poco dopo la colpisce con l’Orb-vibratore e attiva la sua maschera protettiva (stessi effetti scenici, ma fatta di carta pesta). A questo punto parte un pezzo molto simile a Hooked on a feeling nella versione dei Blue Suede, a opera di D-Squared e totalmente porno.

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Un cosplay di Goot al Montreal Comiccon del 2016

Titoli di testa (con musichetta indefinibile).

Si passa a una prigione galattica sulla falsa riga del Kyln, chiamata (chissà perché?) Kum. Grafica pur sempre migliore di quella Star Wars: Episodio I – La minaccia fantasma, con forme giusto appena allusive. La scena dell’identificazione dei personaggi, che nel film avviene su Xandar, qui, per evidenti questioni di budget, è ambientata nella prigione. I personaggi appaiono già riuniti, senza che se ne capisca il perché, ma non tutto deve avere un senso, a questo mondo, figuriamoci su Internet. Il primo ad apparire è l’unico che nel film non passa per l’identificazione, in quanto già imprigionato: è Drax il Distruttore, qui chiamato Crax the Dickstroyer (Shane Diesel), non capisco perché, forse in riferimento al crax, un uccello (meglio volatile?) sudamericano. Tocca quindi a Gamwhora (Daisy Ducati), e ho già detto tutto. Un improbabile Rocket Raccooch (April O’Neil) è il successivo, ma, in un porno, un procione non può avere una parte centrale. Se avete visto il film originale sapete che mancano ancora due personaggi, uno di questi è Groot, l’altro in realtà è già stato introdotto. Sullo schermo appare dunque un enorme membro di legno, umanoide, chiamato Groin (interpretato da AJ, ma la voce è quella di Lee Roy Myers, il regista) e definito, dalle guardie carcerarie, “the Universe’s biggest livin’ dildo”. Infine, è il turno di Pecker Quill/Star-Load (Aaron Wilcoxxx), che appare con qualcosa di pixelato in mezzo alle gambe.

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Adam Weinberg, direttore del Whitney Museum of American Art e omonimo di Aaron Wilcoxxx (che è solo un nome d’arte, sì)

Il litigio tra Gamwhora e Crax scoppia per motivi gossippari che non vi starò a raccontare. Sono trascorsi quasi 8 minuti e la scena più porno è quella in cui Rocket Raccooch si sfrega, a mo’ di loppide, contro la gamba di Gamwhora, sottolineando come, comunque, lui (con voce da lei) sia meno peloso delle sorelle Kardashian. Si giunge finalmente al clou della trama: l’Infinity Bone, l’Orb-vibratore rubato all’inizio della parodia.

Magicamente i Guardiani riescono a fuggire dal Kum con una navicella, non si sa come. Si susseguono varie scenette trash, ma sempre niente porno. Arriva la prima scena! E invece no, qualcuno colpisce la navicella spaziale. Parte una musichetta teoricamente commovente, che sa molto di film ambientato nell’Africa subsahariana e girato tra venti e trenta anni fa. Siamo già alla scena in cui Groot salva tutti sacrificandosi, mentre la Dark Aster di Ronan sta precipitando su Xandar. In questo caso i nostri eroi non vengono avvolti da rami, ma vi dico solo che Groin dimostra di non essere un dildo, ma qualcosa di più biologico.

La navicella è precipitata. Un* disperat* Rocket Raccooch piange l’amico Groin. I dubbi scompaiono: il procione è una prociona. Infatti, ritrovando un Baby Groin abbiamo, a quasi 15 minuti, la prima scena porno. La scena di sesso tra ciò che resta del povero dildo umanoide e la prociona, francamente, mi ha abbastanza segnato. Quella scena è il sogno di ogni dendrofilo amante del furry fandom. Ma forse è perfino romantica. Dannazione! Ecco Ronan! Hanno anche costruito un martello molto simile al suo. Per assurdo, è il personaggio che più assomiglia a quello vero, ma è una Kree, non un Kree. Si chiama Bonin (Vuko). Mette le mani sull’Infinity Bone, ma un’iraconda Rocket Raccooch inizia a strofinarsi contro la sua gamba, distraendola. Parte una musichetta quasi avvincente, forse la Rai dovrebbe prendere questa gente per le colonne sonore delle sue fiction. Scena a rallentatore, basata su quella del film originale in cui Ronan perde l’Orb incastonato nella sua arma. Mi sto agitando. Mi trema la schiena. C’è troppo hype in questa scena. Pecker riesce a raccogliere il prezioso dildo luminoso! Sono emozionato. I Guardiani rimasti si aggrappano a vicenda per contenere il suo potere (potete più o meno immaginare come). C’è una scelta molto interessante, di far contribuire anche Groin, a differenza del film originale, dove non si capisce che fine faccia il ramoscello, che poi diverrà Baby Groot, nel momento in cui Ronan viene eliminato. Mi piace. La Ronan dinnanzi ai Guardiani parodiatici esplode sotto la potenza dell’Infinity Bone. Le sue ultime parole sono: “You taked the bone very hard”. Non le traduco, tanto ormai l’inglese lo parliamo tutti. Nel caso così non sia, meglio.

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Bonin

Peter/Pecker Quill pronuncia le fatidiche parole sul da farsi: “Qualcosa di buono? Qualcosa di cattivo? Un po’ e un po’?”. O meglio, non esattamente, la terza domanda varia leggermente e si riferisce a fare ciò che generalmente si fa in un porno, ammesso che questo lo sia. Gamwhora ovviamente accetta e sostanzialmente, la trama, qui, ha un brusco stop. Anzi, potremmo dire che finisca qui, nonostante manchi ancora almeno un quarto d’ora alla fine. Dopo aver rifiutato il triangolo (no, non l’avevo considerato) con Crax, i due eroi rimasti, si danno da fare, forse spoilerando ciò che sarà Guardiani della Galassia vol.2, in uscita nelle sale cinematografiche italiane il 25 Aprile 2017 (in realtà, negli UCI Cinema, il 24 Aprile). E tutti vissero felici e contenti, in attesa della seconda parodia.

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Negli USA esce il 5 maggio, sì

Non posso dire che quella che ho guardato non sia una parodia porno. Circa 2/3 del tutto, però, non era più volgare di un film con Boldi e De Sica, facendo discretamente più ridere. Tutto sommato, una visione che non consiglierei, ma nemmeno sconsiglierei. Porno di bassissimo livello, ma umorismo discreto con, per forza di cose, moltissime citazioni provenienti da varie parti del Multiverso Marvel. Una buona visione (non Visione) se siete alla ricerca di un’alternativa a Brickleberry, meno se siete alla ricerca di un porno. Ma nessuno di voi li guarda, no?

P.S. No, non c’è alcuna scena post credits.

Michele Radaelli

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