Giro d’Italia: week 1

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Si è conclusa ieri la prima settimana del giro d’Italia. Edizione n^100 della “corsa rosa”, detta così perché da sempre organizzata dalla Gazzetta dello Sport (la rosea per il colore della carta utilizzata per la pubblicazione di questo giornale sportivo). Inoltre, proprio per questo motivo, rosa è anche il colore della maglia indossata, in ogni tappa, dal primo in classifica, e che è, alla fine della gara, la maglia indossata dal vincitore del giro.

Cifra tonda, quest’anno, per una delle competizioni ciclistiche più importanti a livello mondiale: seconda forse solo al Tour de France per prestigio, ma molto probabilmente la prima in assoluto per bellezza paesaggistica ed emozioni che riesce a offrire ai suoi spettatori. Sia quelli che si assiepano ai bordi delle strade del percorso a incitare i corridori al loro passaggio, sia quelli che vedono la gara comodamente davanti alla Tv. 108 anni di storia (il primo giro fu nel 1909), 100 giri attorno al paese più bello del mondo. Una corsa che è ormai patrimonio storico del nostro paese, e che comunque ogni anno riesce a essere nuova per emozioni e colpi di scena. 100 anni di leggende e campioni, sfide e trofei, umanità, storia, amicizia, sportività. Una poesia d’umanità, potremmo dire. Il tutto rigorosamente… in rosa!

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Quest’anno, per il Giro n. 100, l’organizzazione ha voluto spegnere sul nascere le – pur poche – polemiche dello scorso anno, su uno squilibrio del percorso con troppe tappe al nord e con poca (o nulla, secondo alcuni) considerazione delle regioni del sud Italia. Infatti, sono state le regioni del sud Italia (assieme alle Isole) le protagoniste assolute di questa prima settimana.

Il giro 100 ha preso infatti il via da Alghero nel pomeriggio di venerdì 5 maggio, per arrivare a Olbia. Sono seguite le altre due tappe in territorio sardo, con arrivi a Tortolì e Cagliari. Dopo un giorno di riposo, per consentire alla carovana di traghettare in Sicilia, abbiamo assistito alla quarta e quinta tappa in territorio Siciliano, con arrivi sull’Etna (non sul cratere, ovviamente: una delle cime laterali), un arrivo in salita piuttosto avvincente, e a Messina. A seguire, altro veloce traghettamento per raggiungere Reggio Calabria, dalla quale è partita la tappa, tutta calabrese, che ha portato la carovana rosa a Terme Luigiane, non lontano da Lamezia Terme. Sono poi seguite, negli ultimi 3 giorni, le ultime tappe della prima settimana: la prima da Castrovillari alla meravigliosa Alberobello; la seconda, da Molfetta a Peschici, sul Gargano, coi magnifici scorci paesaggistici, tra collina, rocce e mare quasi cristallino, che hanno accompagnato i corridori e gli spettatori al traguardo; e infine, la terza, al momento la più importante ai fini della classifica: da Montenero di Bisaccia, Molise, alla sommità del Blockhaus, montagna dallo strano nome tedesco in provincia di Chieti. Montagna dura, salita lunga e difficile, in grado di fare molta selezione tra i corridori. Ed infatti, la selezione c’è stata.

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E’ stato sul Blockhaus infatti che si sono dati battaglia gli uomini di classifica, ossia i corridori maggiormente favoriti per la vittoria finale: il colombiano Nairo Quintana, l’inglese Geraint Thomas, i giovani olandesi Bob Jungels e Tom Dumoulin nonché il nostro grandissimo squalo dello stretto, Vincenzo Nibali.

Questo round è stato nettamente vinto dal colombiano che corre, quest’anno, per il team Movistar: Quintana, dopo la netta vittoria sulla salita del Blockhaus, è ora in testa alla classifica (è dunque maglia rosa) con 24’’ di vantaggio sugli attuali 2^ e 3^classificato. Vincenzo Nibali ha un ritardo di un minuto circa. Insomma: lo squalo c’è. Ha perso la battaglia del Blockhaus ma, considerando che mancano tutte le grandi tappe di montagna, che ci saranno settimana prossima, non ha di certo perso la guerra.

Se leggendo questo articolo vi siete appassionati al giro d’Italia e vi siete pentiti di non aver visto le prime tappe, non preoccupatevi. Il bello arriverà settimana prossima, ma anche la 2^ settimana, che inizia domani, 16 maggio, è piuttosto interessante. Si inizia con una tappaccia: 40 chilometri di saliscendi sulle strade del vino buono, da Foligno a Montefalco. A seguire, in sequenza: arrivi a Bagno di Romagna, Reggio Emilia, Tortona, Santuario di Oropa (sopra Biella, arrivo in salita da non perdere), Bergamo. Poi ci saranno le grandi montagne.

Ma un passo alla volta, archiviata la prima settimana del giro 100, abbia ora inizio la seconda. Con vista sulle grandi salite.

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Nicola Campione

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