5 fumetti da leggere questa estate

Facebookgoogle_plusinstagrammail

L’estate è iniziata e ciò significa solo una cosa: vacanze esami!

Lo sappiamo tutti, è inutile fare finta di niente.

E’ iniziata la stagione biblioteca-caldo-afa-vai a Milano-torna da Milano-prepara il prossimo esame in loop per i prossimi 4 mesi.

Quale modo migliore per affrontare questo periodo difficile se non leggendo un bel fumetto? Si sa, sono argomenti da bambini, facili da leggere, banali e scontati…no? (suggerimento: NO).
Tra un esame e l’altro, nella pausa pranzo o mentre siete sui mezzi pubblici, lasciatevi prendere dalla curiosità e godetevi questi volumi autoconclusivi che potete recuperare facilmente in fumetteria e libreria.

Snowpiercer (Le Transperceneige)

SNOWPIERCER-EDICOLA001

Partiamo dalla Francia: Snowpiercer, scritto nel 1982 da Jacques Lob e Jean-Marc Rochette è un fumetto di fantascienza post apocalittica che parla dei sopravvissuti a una nuova era glaciale costretti a vagare per il mondo all’interno di un modernissimo treno “rompi ghiaccio” nella speranza di trovare un nuovo territorio da colonizzare, altre forme di vita e le solite cose che si fanno in un contesto post apocalittico.

Direte che un fumetto su dei sopravvissuti in un treno rompighiaccio che vaga senza una destinazione precisa potrebbe sembrare la storia di chi a dicembre è costretto a fare il pendolare sulla linea Crema – Treviglio – Milano, ma vi assicuro che non è così.

La storia assume subito un significato politico: il treno è la rappresentazione di una società gerarchica che deve fare i conti con la sopravvivenza e gli spazi ristretti in cui è costretta a vivere. I vagoni “in fondo” al treno, quelli dove sono ammassati i poveri tra malattie, sporcizia e fame vengono visti solo come un problema dai vagoni “davanti” che mantengono il controllo del treno attraverso il servizio d’ordine e che sono controllati a loro volta dal grande culto della locomotiva, una religione che identifica nella testa del treno l’unica cosa che tiene in vita i passeggeri e a cui tutti devono essere eternamente grati.

Tutto cambia quando un abitante dei “vagoni dietro” di nome Proloff evade per passare “davanti”, viene catturato e messo in quarantena. Insieme a lui viene imprigionata Adeline Belleau una donna dei vagoni benestanti che fa parte di un’associazione che si batte per migliorare le condizioni di vita degli abitanti dei vagoni poveri e permettere loro di integrarsi. Intanto, lo Snowpiercer comincia a dimostrare segni di rallentamento e malfunzionamento…

Una storia intrigante e ricca di colpi di scena, estremamente claustrofobica (pensate a una rivolta armata portata avanti nei vagoni di un Intercity). Se vi è piaciuto ne è stato fatto anche un film con Chris “Capitan America” Evans.

Spider-Man/Dottor Octopus Anno Uno

71Tft6ZYuTL

Il 6 Luglio esce al cinema il nuovo film dell’Uomo Ragno, nuovo cast, nuova storia, nuovo tutto. Quale occasione migliore per un bel ripasso? Quello che vi propongo è una rilettura in chiave moderna, graficamente e tematicamente, di Otto ”Dottor Octopus” Octavius (che la maggior parte di voi ricorderà per l’interpretazione di Alfred Molina in Spider-Man 2 del 2004 ), uno dei nemici più importanti nella storia dell’Uomo Ragno che nel corso di 50 anni di vita editoriale è stato tante cose: capo di una banda di supercriminali, quasi zio di Spiderm-Man e anche l’Uomo Ragno stesso (storia lunga, per info qui).

Il fumetto di Zebb Wells e Kaare Andrews riprende la storia del personaggio creato nel lontano 1963 da Stan Lee e Steve Ditko (se non sapete chi sono andateveli a cercare, almeno per cultura personale) e ci mostra l’altra faccia della medaglia rispetto a quello che siamo abituati a vedere al cinema o nei fumetti supereroistici stessi: cosa spinge una persona con una intelligenza fuori dal comune e grandi capacità a voler dimostrare al mondo di essere superiore agli altri, non facendosi scrupoli nella realizzazione del suo progetto? Perché questo odio? Quali sono stati gli episodi e i traumi che lo hanno fatto diventare lo spietato scienziato pazzo entrato nella storia dei fumetti? Come vede “il cattivo” il rapporto con la sua nemesi-eroe? E se fossero gli altri i cattivi?

Un Polpo alla Gola

81TB8ezjyqL

Di Zerocalcare si è detto tutto, da quando è uscito “Dimentica il mio nome” quasi una volta alla settimana c’è un articolo o un programma tv che parla di lui e quello che fa.
Ma io ne parlo lo stesso perché è uno dei miei fumetti preferiti che consiglierei a tutti di leggere.

Il libro in questione racconta di un episodio particolare che avviene nell’infanzia di Calcare e che lega la sua vita a quella del Polpo: tutti nella vita si sono portati dietro il loro Polpo, qualcuno ancora ci starà convivendo e qualcuno lo dovrà ancora incontrare.

La narrazione inizia ai tempi della scuola elementare, descritta in tutta la sua ingenua bellezza e infantile cattiveria, tra regole non scritte che tutti i maschi dovevano rispettare, gerarchie che si instauravano e rituali da dover affrontare per poter essere accettati dal gruppo. Zero ci presenta la sua classe formata da figure non esattamente originali, ma proprio per questo scatta il meccanismo dell’immedesimazione perciò non risulterà difficile rivedere in quella classe romana cresciuta negli anni ’90 le stesse situazioni vissute nella propria scuola all’epoca dell’innocenza (se così vogliamo chiamarla, leggendo il libro capirete).
La vicenda si alterna in una serie di continui cambi tra il presente e i flashback della scuola elementare e delle medie, tutti legati dall’inquietante presenza del Polpo.

Ovviamente come in tutti i suoi lavori, anche nei momenti più coinvolgenti emotivamente, c’è sempre un’ironia pungente e “romana” di fondo che caratterizza tutta la storia e vi farà passare dalle risate incontrollate a un riso amaro nel giro di poche vignette. Il problema, una volta arrivati alla fine del libro, è che NE VORRETE ANCORA.

Il Signore dei Ratti

220px-Signore_dei_Ratti_ristampa

Se non conoscete Rat-Man e il suo inventore, Leo Ortolani, vi siete persi il personaggio più importante del fumetto italiano degli ultimi 30 anni, ragion per cui sono qui a parlarvene oggi.

Nato come parodia del genere supereroistico e diventato presto una delle testate più vendute a livello nazionale, il fumetto è caratterizzato dal fatto di avere come protagonista Rat-Man, un supereroe totalmente inutile, che non ha abilità, sbadato e stupido come pochi che riesce costantemente a rendersi protagonista di gag esilaranti al limite del nonsense.

Oltre a una serie che si concluderà tra poco dopo quasi 20 anni di pubblicazione, Rat-Man è diventato famoso anche per le sue parodie dei film Hollywoodiani più famosi e in particolare la mia preferita è Il Signore dei Ratti, parodia del celebre Il Signore degli Anelli, libro del 1955 scritto da J.R.R Tolkien e diventato una trilogia di film con la regia di Peter Jackson.

Il fumetto è molto veloce da leggere, potreste metterci tanto solo perché presi dalle convulsioni dovute alle risate tra una vignetta e l’altra. Sia che siate cresciuti con i film, sia che siate puristi fan dei libri, adorerete questo volumetto perché non risparmia niente e nessuno e non solo si prende gioco dell’opera tolkeniana ma anche degli stereotipi del fantasy in generale, ragion per cui potrebbe risultare gradito anche a quelli che odiano anelli, stregoni e Orlando Bloom con la parrucca bionda (ma quello lo odiano tutti).

Il cane che guarda le stelle

canestelle001

Unico titolo di questo mini elenco proveniente dalla terra del sushi, ma non per questo da sottovalutare.

Il volume è diviso in due parti: la prima narrata dal punto di vista di un cane (Happy), la seconda di un uomo (Kyosuke Okutsu), loro non si incontreranno mai e le loro storie pur essendo molto diverse, sono inevitabilmente collegate.

Questa storia, per chiunque abbia un cane, ha più o meno lo stesso effetto di un pugno in faccia. Non c’è la solita esaltazione del cane come migliore amico dell’uomo, come essere supremo e super intelligente (i cani sono migliori delle persone, si sente dire spesso).
I due cani presenti nelle storie sono descritti per quello che sono, animali, non molto intelligenti, devoti al loro padrone e che sono al settimo cielo non appena vengono degnati della minima attenzione.  L’attenzione non è focalizzata sui personaggi ma sul legame cane-padrone che si crea tra essi e sui diversi modi in cui si può sviluppare: non è un mistero, non tutti amano gli animali allo stesso modo o hanno lo stesso tempo da dedicarci.

Questo libro, attraverso disegni semplici, abbastanza caricaturali e la forza emotiva che creano insieme ai dialoghi illustra perfettamente il concetto di fedeltà che si instaura tra uomo e animale: anche se a te tutto va male, sei abbandonato e solo, loro sono lì.
Se li hai ignorati per tanto tempo, non dimostrando l’attenzione giusta, loro non se la prenderanno, appena tornerai da loro saranno lì ad aspettarti.

E’ una storia drammatica, se cercate cani giapponesi carini e coccolosi ci sono ma è meglio se cercate altrove. E’ il fumetto giusto da leggere in estate, magari quando siete a casa durante un caldo pomeriggio di agosto. Magari leggendolo vi verrà voglia di uscire con il cane che avete appena maledetto e perché continua a abbaiare.

foto [127780]

O perché ha distrutto il cuscino nuovo che le avevate preso.

Andrea Aiolfi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *