“Rivoluzione 9”, Skelters

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Per chi non li conoscesse, Giuseppe Russo, Domenico Martinis, Louis Longo ed Emanuele Russo sono gli Skelters, una band “calabrese d’origine e ormai milanese d’adozione”, come scritto sul loro sito. Nati nell’ormai lontano 2004, hanno all’attivo quasi 200 date italiche e due tour europei. Nel 2011 arriva il primo album, LUX MUNDI, in lingua inglese; l’anno seguente il primo lavoro in Italiano, l’EP SKELTERS. Nel frattempo arrivano anche due date in cui il gruppo apre per i Subsonica.

Ascoltando il loro nuovo album, Rivoluzione 9, uscito il 20 Marzo scorso, anticipato dal singolo Londra, ci si accorge che dietro questa band c’è sicuramente un’idea, non solo musicale.

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A partire dal titolo dell’album, chiaro riferimento a Revolution n.9 dei Beatles, contenuta anch’essa nel White Album, come Helter Skelter, che dà il nome agli Skelters. Si riprende dunque il significato esoterico del numero 9, che rappresenta (anche) la fine di un ciclo e l’inizio di uno superiore. E nove sono i brani contenuti in Rivoluzione 9. Nove pezzi più o meno introspettivi, che toccano soprattutto i generi più disparati, spesso amalgamandoli, passando da The New Division ai Baustelle, ma senza perdere il filo di un testo che non è unico ma che ripropone soprattutto le tematiche dell’io e dell’amore, per tutti.

Ecco i 9 brani:

  • Siamo, un rock elettronico che parla della forza dei nostri pensieri;
  • Eroe, il pezzo che più di tutti è un mix tra generi, sembra che i Subsonica si siano messi a fare l’R&B delle origini parlando di lavoratori;
  • Anima (Vendo l’Anima), pezzo indie pop orecchiabile che sa un po’ di Max Stirner, ma più a Sinistra;
  • Il Mondo Sottosopra, un synthpop leggero e scanzonato, che immagina un mondo sottosopra (non Sottosopra);
  • Kamikaze è il mio pezzo preferito, sia per le sonorità un po’ post rock, sia il significato del testo, che vi lascio scoprire;
  • Senza Lei è all’incirca una ballata indie all’italiana, che parla di quegli amori cinematografici tormentati e tormentanti che piacciono a tutti ma non dovrebbero piacere;
  • Londra è il singolo che ha preceduto l’album in questione, è un pezzo pop con un intro che sa di 80s e parole che parlano di realizzazione;
  • Ora non ci sei più è indubbiamente il brano più delicato, voce, pianoforte ed un dubbio: forse la vita vale qualcosa?;
  • Chimica dell’Amore chiude con quell’alchimia e quell’esoterismo che tanto piacciono alla band, ritornando a un rock elettronico orecchiabile che mette una pietra sopra questo vecchio ciclo e ne apre uno nuovo.

Ho dunque provato a fare loro qualche domanda per conoscerli meglio, ma, soprattutto, per conoscere meglio la loro musica.

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Per chi è Rivoluzione 9?

Rivoluzione 9 è per chi ama la vita, sogna, suda, lavora per un cambiamento personale e collettivo, non smette MAI di provarci nonostante la quotidianità veloce, brutale e spietata che viviamo ogni giorno. E’ un disco dalle tinte pop con qualcosa da raccontare. È un bellissimo viaggio moderno dove siete tutti invitati.

Da dove nasce questo interesse per l’alchimia?

L’alchimia, l’esoterismo, sono elementi molto vicini alla nostra quotidianità: come l’alchimista che trasforma il piombo in oro, sta a noi tramutare una situazione negativa in una positiva, credere nelle nostre qualità più belle (ognuno di noi ne ha almeno una, pensiamo a Trump che ha dei capelli FENOMENALI). Ognuno di noi è un’alchimista nella quotidianità.

Ci sono artisti che vi hanno influenzato più di altri?

Beatles, Who, Bowie, James Brown, Oasis, Blur, Sex Pistols, Radiohead etc, etc. La musica è bella perché e varia e ogni cosa che senti rimane in te e la rielabori in maniera unica.

Qual è il pezzo che preferite tra i 9?

Tutti e nove i brani sono stati scelti con cura e pazienza.

Come sarà il vostro nuovo corso?

Ci vediamo in vetta alle classifiche, a sudare sui palchi di tutto il mondo, al lavoro col disco nuovo, felici e più ricchi di Paul McCartney.

Facebook: https://www.facebook.com/skeltersofficial/?ref=br_rs

Contatti: salaorni@redblue.it

Michele Radaelli

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