Luca Bassanese, “Colpiscimi felicità”

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In questa società liquida cadiamo spesso nell’oblio navigando nel mare del nulla. Qualcuno si rifugia su di un’isola ma questo non basta. Abbiamo bisogno di una terra comune sulla quale ripartire, una terra solida, più che solida: solidale e sostenibile!

“Colpiscimi felicità”, nuovo album di Luca Bassanese prodotto dall’etichetta discografica The SAIFAM Group, è espressione dell’anima dell’artista. Dieci canzoni, tutte alla ricerca della serenità; dieci brani che, per la loro intensità, fanno ben comprendere come spesso la felicità sia da ricercare nei momenti quotidiani.

Mi scuso in anticipo se tra le braccia della felicità il mio canto, nell’incedere dell’album, diviene un canto sociale: la felicità in fondo è anche la passione di un sogno condiviso con chi si ama e con il mondo.

Luca Bassanese, cantautore e scrittore vicentino, è considerato dalla critica di settore tra gli esponenti più importanti della scena Folk Popolare italiana. In sintonia con i movimenti ambientalisti e di impegno civile, ha collaborato con artisti nazionali e internazionali tra cui: l’Original Kocani Orkestar di Macedonia; l’artista nord africano di etnia e cultura berbera Bachir Charaf definito “la voce del deserto”; l’artista satirico Antonio Cornacchione con il quale ha reinterpretato Ho visto un re in omaggio a Enzo Jannacci e Dario Fo.

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Ph. Michele Piazza

Stili diversi accomunati dal medesimo tema: l’interesse per il prossimo, per il sociale, per il mondo. In particolare: La parte migliore di te, inno alla vita in cui l’artista invita a coltivare il meglio di sé stessi senza troppe angosce: la nostra felicità dipende da quanto si riesca a essere sinceri, autentici; Sentirsi uno anche se siamo in due, sottofondo perfetto per un’estate ricca di emozioni, leggera, spensierata, inseguendo la felicità; Siamo la pioggia e siamo il sole, collage di fotografie di attimi quotidiani alla ricerca del senso della vita, mossi dalla gioia di vivere; L’extraterrestreCanto Sociale, canzoni pensate per dare voce a chi non ne ha, mostrando come la dignità dell’uomo possa essere rafforzata attraverso la musica; Canzone del 29 giugno, testimonianza di una drammatica attualità mai da dimenticare, ricordando che “un attimo e la vita cambia la sua direzione”.

Un album da non perdere, da ascoltare tutto d’un fiato fino a sentirsi parte delle stesse battaglie e senza mai avere paura di guardare dentro di sé.

Ecco la tracklist completa:

  • Gli anni ’70 ed io che ti amo
  • La parte migliore di te
  • Sentirsi uno anche se siamo in due
  • Datemi un orto
  • Siamo la pioggia e siamo il sole
  • L’amore benedetto
  • L’extraterrestre
  • Canto sociale
  • Burocrazy
  • Canzone del 29 giugno
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Ph. Michele Piazza

Ho rivolto qualche domanda a Luca.

Ciao Luca e grazie per averci concesso questa intervista. Il trait d’union del tuo nuovo album “Colpiscimi felicità” è l’impegno sociale, la volontà di dare voce a chi voce non ne ha. Nei tuoi brani non rinunci però alla leggerezza, permettendo un ascolto sì impegnato ma mai gravoso. Come sei riuscito a trovare un punto di incontro tra questi “stili” in apparenza opposti?

Credo che non esista un confine al quale dover obbedire a tutti i costi: si può essere a volte leggeri e solari senza per questo dover essere superficiali. Colpiscimi felicità è un album per lo più autobiografico e la vita è costellata di gioie e dolori – due facce di una stessa medaglia – e questo dualismo non può essere ignorato se si vuole vivere fino in fondo la propria esistenza.

La musica “folk” è etimologicamente la musica del popolo. Hai scelto questo genere perché ritieni possa essere più facile veicolare le tue idee? Ci sono altri generi musicali in cui vorresti cimentarti?

Mi piace pensare che la storia non possa essere scritta solamente dai vincitori e per questo dare voce al popolo significa creare un racconto parallelo dove poter descrivere quelle sfaccettature che non troverai mai in un libro di storia. Ecco perché una canzone come “La guerra di Piero” di Fabrizio de Andrè diviene cronaca oltre a essere canzone.

Nel tuo brano “L’Extraterrestre” ti immedesimi in un ragazzo solo, che ha vissuto la guerra e alla ricerca della felicità. E’ una canzone forte, molto emozionante. Ti ispiri a storie vere e aneddoti vissuti per scrivere le tue canzoni oppure si tratta di un’analisi della società attuale in generale?

Tutti noi siamo costantemente alla ricerca della felicità soprattutto nelle situazioni più difficili che la vita ci presenta. Ne L’Extraterrestre, colpito dai volti dei profughi in fuga, ho cercato di leggere in quegli occhi l’istinto di un futuro migliore, l’immagine di chi oltrepassato il confine sente il peso dell’abbandono quando all’improvviso un raggio di luce in pieno volto gli ricorda d’essere sulla stessa terra sotto lo stesso sole e per un attimo rivive una sensazione di familiarità, di casa.

Hai ottenuto successo anche all’estero. E’ stato difficile farsi strada nel mercato internazionale della musica e affermarsi in numerosi Paesi?

Diciamo che ho avuto delle splendide esperienze soprattutto live, tenendo degli appuntamenti importanti in festival internazionali. Questo mi è servito per avere conferma di quanto la nostra musica popolare sia amata all’estero perché segno distinguibile di una musicalità melodica e ritmica unica al mondo.

“Colpiscimi felicità”: perché questo nome?

È nato come una piccola poesia: amo scrivere poesie brevi e queste due parole racchiudono per me un significato molto importante. Con Stefano Florio, mio coautore e produttore, abbiamo pensato potesse essere il leitmotiv di tutto il nuovo album e così è divenuto il titolo migliore.

Facebook: https://www.facebook.com/lucabassanese.officialsite/

Contatti: davena@redblue.it

Beatrice Broglio

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