Be Pride

Facebookgoogle_plusinstagrammail

Miei cari,

oggi io sono orgogliosa di quello che sono. Lo devo anche alla mia famiglia che, quando ho fatto coming out, mi ha sostenuta e coperta d’amore come non credevo possibile fare. Il giorno in cui ho detto a mio padre – la persona che più temevo in assoluto – che mi piacevano anche le donne, è stato il giorno della mia rinascita come persona e del mio ingresso nel mondo degli adulti. Negli occhi di mio padre ho visto l’amore che solo un genitore può provare, un amore vero, pulsante, vivido e in grado di comprendere tutto e sostenere altrettanto. Quella sera mio padre disse di essere deluso di me perché non glielo avevo detto prima, perché avevo avuto paura e un uomo non ha mai paura. Era il suo modo per ribadirmi che con lui e con mia madre avrei potuto sempre essere me stessa e che qualsiasi cosa fosse successa, di qualsiasi persona io mi fossi innamorata, loro mi avrebbero sostenuta.

Io sono una donna felice, mi sento piena, appagata, realizzata e soprattutto amata. Amata dalla mia famiglia, dai miei amici, dalle persone a me care: questo contribuisce a far di me una persona senza paura, fiera e orgogliosa di essere quella che sono. Ma non per tutti è così e per certi versi l’ho sperimentato sulla mia pelle.

rainbow-world-map-1192306_960_720.png

Sono bisessuale e ne ho piene le palle. Ne ho piene le palle di chi mi dice “Stai serena è solo un periodo, poi passa!”, ma passa cosa? La nuvoletta in cielo? Guarda che a me piacciono sia i maschi che le femmine da quando ero all’asilo, mica da ieri mattina. Sono stanca di sentirmi dire “Sei confusa” quando dico che sto uscendo con una ragazza e che la trovo bella. Non sono confusa, ho semplicemente il gusto del bello. Sono stanca dei commenti dei conoscenti quando lo vengono a sapere e improvvisamente hanno tutti paura tu ti possa innamorare di loro. No, non funziona così: essere bisessuali non significa che mi farei chiunque, significa semplicemente che non ho preferenze tra il sesso maschile e quello femminile, se ti ho sempre trattato da amico o da amica è perché tu per me sei quello e non mi piaci. Vi svelo questo segreto che mi costerà l’espulsione dalla comunità LGBTI: anche i bisessuali vi possono trovare brutti. Ebbene sì, so che questo vi costa fatica capirlo, ma abbiamo anche noi dei canoni stringenti in cui, udite udite, voi potete anche non rientrare. Sono bisessuale e sono stanca di sentirmi dire “Davvero? Ma guarda, non l’avrei mai detto!”. Ecco, questa me la spiegate proprio eh! Cosa mi manca esattamente? Il cartello a neon appeso al collo con stilizzate due noci di cocco e una banana con fare allusivo? No perché davvero non capisco! Ragazzi svegliamoci, vi garantisco che non tutti i gay amano il rosa, non tutte le lesbiche amano i capelli corti, non tutti i bisessuali hanno non so quale segno distintivo. Sì, amo i tacchi, i capelli mi piacciono sia lunghi che corti, nel mio armadio ci sono le gonne, le magliette scollate ed anche gli scarponcini borchiati, delle giacche in pelle e delle maxi maglie informi e no, non perché io debba nascondere il mio seno – quello mi piace da matti –  ma semplicemente perché sono comode! Le preferenze sessuali così come l’identità sessuale di una persona non sono dati dal suo vestiario o dal modo che ha di parlare o di interagire con gli altri.

pride-2444813_960_720.jpg

Sono bisessuale e quando sto con un uomo non torno miracolosamente etero così come quando sto con una donna non divento “tutta lesbica”, non funziona così. A prescindere dalla persona di cui io mi innamori, io rimango bisessuale. Questo significa che se siamo a berci una birra e passa qualcuno di “figo”, io lo guardo, a prescindere dal fatto che abbia un bel seno o la barba. Sono bisessuale ma prima di essere tale sono una persona. Sono la stessa persona che ti aiuta a portare la spesa su per le scale quando sei stanco, la stessa che senti urlare quando un esame va male o gioire quando arriva quel messaggino tanto atteso. Sono una persona come tante, soprattutto sono la stessa persona che ero prima di dirti di essere bisessuale. Sono quella che per anni ti è stata seduta a fianco e di cui, come hai confessato tu stesso, sottovoce, quasi ti avessi detto di aver ucciso qualcuno, “non sospettavi nulla” perché il sapere con chi vado a letto non mi rende una persona migliore o peggiore di nessun altro. Sono una persona che è stanca di sentir piangere al telefono l’amica cui hanno rifiutato un posto di lavoro perché lesbica o l’amico che è stato chiamato “frocio” perché a detta di alcuni gesticolava troppo nel parlare. Anzi, diciamo le cose come stanno: sono stanca che un termine come “gay” passi per un insulto. Da quando un gusto personale è un insulto? Pensateci. Non ha senso nemmeno se quando mi vedete in giro con una mia amica ci urlate dietro “Ah, lesbiche” come se fosse un anatema. Piccolo bipede senza cervello che pensi di essere simpatico, ti garantisco che uno come te non se lo farebbe nessun essere senziente, sia esso uomo o donna.

Sono bisessuale, ma prima di essere tale sono un’amica, una sorella, una compagna di università, una vicina di casa, quella brava a fare le torte, quella che ama i film horror e il venerdì sera guarda di nascosto le commedie romantiche nell’eterna attesa di vivere una storia simile. 

Sono bisessuale, ma prima di essere tale sono tante altre cose ed è per questo che sto scrivendo queste poche righe, perché leggere di alcuni che considerano gli appartenenti alla comunità LGBTI come dei “sodomiti dimentichi di Dio”, mi urta e mi ferisce.

pride-1804602_960_720

Sono una persona di fede. Ho fatto la catechista, ho fatto volontariato, la domenica vado a messa e ogni tanto mi confesso anche! E no, tra i miei peccati non annovero mai l’essere andata a letto con una donna perché il Dio che conosco io è un Dio d’amore che non punirebbe mai qualcuno per il solo fatto di provare dei sentimenti verso una persona, a prescindere che sia del suo stesso sesso o del sesso opposto. Io non ho nulla di cui vergognarmi, non da questo punto di vista almeno.

Da piccola c’erano momenti in cui quando mi rendevo conto che mi piaceva la nuova compagna di classe: mi sentivo in colpa, come se stessi facendo qualcosa di sbagliato. Poi, crescendo, ho iniziato a capirmi meglio, a dialogare con me stessa e con il tempo ho iniziato ad apprezzarmi davvero e a essere fiera di me stessa e con il tempo sono diventata grande.

Queste righe son state scritte con un solo e unico obiettivo: quello di far riflettere ciascuno di noi. A tutti i ragazzi che, come me, si trovano nell’indecisione se dire o meno qualcosa ai propri genitori: fatelo. Sono certa che, magari dopo l’iniziale shock, vi capiranno e vi appoggeranno. A tutti quei genitori che hanno “la vaga idea che il figlio sia gay”: diteglielo. Fategli capire che non è solo e che non ha nulla di cui vergognarsi o da nascondere.

Sono sicura che un giorno non sarà più necessario fare coming out, dire apertamente quali sia il nostro orientamento sessuale e che non ci sarà più nessuno a dirci “sei sbagliato” o a guardarci male. Arriverà, quel giorno arriverà, abbiate pazienza.

Nel frattempo non smettete d’amare e di essere voi stessi

 

Una donna come tante

4 Commenti

    1. Hai proprio ragione: spesso la paura di quel che non conosciamo ci frena dallo scoprire un mondo di nuove opportunità o più semplicemente un mondo nuovo.
      Ti auguro di avere sempre il coraggio necessario per affrontare tutto.

      Un abbraccio e grazie per averci fatti sapere cosa ne pensi del nostro articolo!

      Soraya

    1. Per prima cosa ti ringrazio per aver commentato questo articolo. Come puoi capire è un articolo diverso dagli altri, molto intimo e personale e ogni vostro parere ci fa sentire parte di una grande famiglia.

      I miei genitori mi hanno accettata subito ma so che per molti non è così e non oso immaginare la sofferenza di una simile situazione. Spero davvero che un giorno tutto questo possa essere la normalità e che nessuno debba più avere paura di essere quello che è!

      Un abbraccio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *