E’ giunta la fine del Bitcoin?

Tutti ne parlano ma pochi sanno effettivamente cosa sia il Bitcoin: è una moneta virtuale di scambio, parallela, utilizzabile unicamente su Internet o comunque tramite il web.

Come facilmente immaginabile, questa moneta peer-to-peer ha avuto un grande successo dal suo ingresso nel 2008 raggiungendo recentemente un tale boom di crescita sul mercato delle sue quotazioni che, secondo l’economista David Ader, è più o meno paragonabile alla bolla Internet del 2000.  Dopo che il numero uno di JP Morgan, Jamie Dimon, e il capo economista di Allianz, Mohmmed El-Erian, hanno espresso forti perplessità sul Bitcoin, vi è stato un calo importante delle quotazioni nei mercati di questa moneta. Nelle ultime sedute il prezzo del Bitcoin è passato dai 5031,91 dollari di inizio settembre al valore attuale di 3601,40 dollari (con ribassi pesanti del -20,-25%). In Cina, paese in cui è maggiormente diffusa la criptomoneta, il governo, dopo aver congelato le ICO (Initial Coin Offerings), è ora intenzionato a vietare le contrattazioni di moneta digitale e ciò potrebbe porre seriamente fine al futuro del Bitcoin, che naviga adesso in un contesto di totale incertezza.

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Ma come mai il popolo di Internet è così entusiasta di tale moneta virtuale e invece gli economisti sono molto critici definendola addirittura una frode? Il Bitcoin è visto dalla rete come il canale per destrutturare, scavalcare e aggirare il dominio della moneta forte fatta da Banche Centrali che la emettono ed è considerato strumento democratico per uscire dal giogo delle banche d’affari, non solo perché  non vigilato ma anche per via del fatto che non vi è alcuna controparte centrale (quindi addio ai costi di transazione). Una peculiarità che rende assai pericoloso il Bitcoin (inteso come moneta virtuale di scambio di beni e servizi) sta nel fatto che il suo mercato è liberamente accessibile a tutti senza dover avere particolari conoscenze economico-finanziarie e questo può essere una grande incognita in condizioni di bolla speculativa che, esplodendo, potrebbe causare danni ai risparmiatori ignari dei grandi rischi cui si sono esposti investendo i propri risparmi.  Pochi però sanno che, come sostiene Alessandro Plateroti de Il Sole 24 Ore, il Bitcoin presenta una problematica che sentenzierà secondo gli esperti la morte di questa moneta. Essa è dotata di una tecnologia molto efficiente (Blockchain) la cui accessibilità ha contribuito alla nascita e allo sviluppo di una miriade di valute simili al Bitcoin (ultima è il Paragon utilizzata per acquistare marijuana legale su Internet) che vanno a minare la stabilità ormai precaria del mercato speculativo della moneta virtuale.

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In questo contesto è difficile ipotizzare un gran finale per questa moneta ma è più facilmente intuibile come il Bitcoin sia un’opportunità che, se non ben regolamentata, rischia di sfociare in un pessimo investimento per gli investitori internauti meno esperti.

Matteo Abbà

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