La compagnia della Serenissima

Facebookgoogle_plusinstagrammail

Il motore del nostro giornale e del nostro lavoro è da sempre quello di dare spazio ai giovani, alle nuove idee, alle voci fuori dal coro, ai nuovi talenti. È proprio alla luce di questo carattere fresco e mutevole che vorremmo oggi consigliarvi la lettura della trilogia fantasy La compagnia della Serenissima di Francesca Sannibale che dal 17 settembre di quest’anno, non solo si trova nella top 10 del genera fantasy di Amazon ma è anche entrata nella classifica dei migliori 100 ebook Fantasy su oltre 6000 titoli!

Di sé l’autrice dice Sono un’amazzone e aspirante scrittrice, con la testa fra le nuvole ma i piedi ben piantati a terra! e credetemi, questa descrizione le calza a pennello. Ho avuto modo di parlar con lei, di confrontarmi con la persona che c’è dietro al romanzo e vi garantisco che si tratta di una grande donna con tanti sogni, tante mete da raggiungere ed una grande umiltà che la porta a mettere davvero il cuore in tutto quel che fa.


Francesca, non capita tutti i giorni di poter parlare direttamente con l’autore di un libro. Ci vuoi raccontare di cosa parla la storia che hai scritto?

La storia che racconto tra le pagine del mio libro è ambientata a Venezia a cavallo fra i giorni nostri e la decadente Età dei Lumi. La riapertura della Ca’ Rosa, elegante dimora settecentesca su cui girano voci sinistre, innesca una serie di eventi a dir poco incredibili. Il filo rosso che collega il ritrovamento di una lettera misteriosa con l’arrivo di una famigliola francese nella città viene rivelato da Marino Florian, erede di una nobile famiglia veneziana, il quale racconta delle vicende della Compagnia della Serenissima, un gruppo di maghi incaricati di proteggere Venezia.

Qui, nel 1750, i maghi erano stati condannati all’estinzione dal perfido stregone Corrado Naradin, capitano delle guardie del palazzo, il quale progettava di conquistare il potere più assoluto. Sua nipote Colomba, segregata nella Ca’ Rosa dopo l’eccidio della sua famiglia, fugge di nascosto sotto il nome della Dama Nera. Luigi Del Casato, giovane nobile e sprovveduto, decide di imparare a usare la magia, pensando che ciò possa aiutarlo a far luce sulla misteriosa scomparsa dei sui genitori deiversi anni prima.

I loro destini si intrecceranno fra i colori del Carnevale, facendo nascere un amore pericoloso e proibito. Un amore che innescherà qualcosa di più grande dei due ragazzi, qualcosa che li porterà a risalire alle loro radici più profonde fino a scoprire di essere l’unica speranza per Venezia. Attorno a loro, si muovono i maghi della Compagnia della Serenissima guidati dal potente Palladio, uno stregone pluricentenario dal volto celato da una maschera, sfidando perfidi nemici, tra i quali spicca una sanguinaria vedova guerriera al fianco di Naradin, terribili maledizioni e pirati. Il loro segreto si nasconde nel cuore dell’Isola Armònia, un segreto acquisito con l’inganno e con il sangue che presto tornerà inesorabilmente alla luce, cambiando ogni cosa.

Un segreto di cui Lucie, la giovane francese appena giunta a Venezia, scopre di essere l’ultima custode.

Quando è nata l’idea di scrivere un romanzo? È un sogno che ti accompagna da anni o una nuova sfida?

L’idea del romanzo è nata tempo fa ma non dimenticherò mai il giorno in cui mi venne l’ispirazione. Era il 26 aprile del 2007. Allora avevo appena 15 anni (l’età tra l’altro dei protagonisti) e mi trovavo a teatro. Facevo parte di un laboratorio teatrale e avevamo vinto un concorso, ergo ci saremmo esibiti in una rassegna nazionale nelle Marche con tanto di laboratori e stage annessi. Mi ricordo che venne la regista a parlare con i miei per lasciarmi andare. Fu una dura lotta, ma alla fine sono riuscita a partire. Non abbiamo vinto, ma ho riportato a casa una nuova storia tutta da scrivere!
In realtà poi, non ho iniziato a lavorarci subito. Era il periodo in cui andavo male a scuola e non avevo neanche cinque minuti di libertà per tirare un sospiro di sollievo. Feci una scommessa: se non avessi preso il debito in greco, avrei iniziato a scrivere la storia. Conclusi l’anno con un bel 6. Il giorno dopo, il soggetto era pronto.


Ci dici qualcosa in più sui due protagonisti?

Colomba Naradin, la protagonista, è un mio vero e proprio alter ego letterario: anche lei, come me, brama la libertà più di ogni altra cosa.

Luigi Del Casato ha tutte le qualità che ammiro in un uomo: è dolce, generoso, dotato di un brillante senso dell’umorismo, con la battuta sempre pronta e dei saldi valori da difendere. Non l’ho mai visto come il classico protagonista maschile bello e irraggiungibile. Certo, è un ragazzo di bell’aspetto, ma insieme alla bellezza c’è in lui qualcosa di tremendamente…buffo? Umano? Unico nel suo genere? In ogni caso, tenetevelo stretto: è un amico sincero e un amante appassionato.

Noto che Luigi ti sta molto, molto a cuore, non è che ti sei ispirata a qualcuno di caro per questo personaggio?

[Ride] Girano voci che Luigi Del Casato somigli al mio ragazzo. A essere sincera, la cosa mi diverte e intenerisce molto, ma allo stesso tempo la trovo inquietante poiché in realtà ci siam conosciuti anni dopo. Ma lo prendo come un segno del destino, ho sempre avuto chiaro il tipo di persona che volevo al mio fianco!

L’intera trilogia è ambientata a Venezia, vi è un motivo preciso?

Il mio amore per Venezia è nato qualche giorno prima della “folgorazione”, durante le vacanze di Pasqua. Quell’anno, infatti, eravamo stati invitati dai miei zii su a Padova e per l’occasione ci regalarono un tour esclusivo della città. Fare i turisti con loro è qualcosa di unico: per l’occasione, hanno scelto di accompagnarci in un itinerario molto speciale, esplorando gli angoli della città più nascosti e misteriosi. A essere sincera, io non avevo mai visto nulla di simile in vita mia. Era perfetta, come ambientazione. Mancavano solo i personaggi e una trama solida che arrivarono dopo poco. È stata Venezia a far nascere il mio romanzo e di questo sarò sempre grata.

Personalmente, quando scrivo, ho sempre la musica accesa. E’ stato così anche per te? C’è un brano o un gruppo musicale che ha fatto da colonna sonora al tuo romanzo?

Assolutamente sì! La trilogia non esisterebbe senza la forza motrice di una colonna sonora. I Linkin Park, scoperti proprio in quel periodo, si sono rivelati perfetti per esprimere al meglio i pensieri rabbiosi di Colomba, il suo desiderio di vendetta e di libertà, oltre che a ricreare alla perfezione le atmosfere che avrei voluto per la mia Venezia: una città eterea e incantata, fuori dal tempo, ma allo stesso tempo permeata dalla sottile inquietudine dei suoi meandri più oscuri, celati dietro le sue pietre candide e lo splendore dei palazzi gentilizi. La musica elettronica dei Linkin Park, che in alcuni brani oscilla tra la dolcezza più assoluta e la violenza più brutale, è stata perfetta sin dall’inizio. Per le scene ambientate nel presente, invece, mi sono fatta “aiutare” dalla voce di Avril Lavigne, la cantante preferita di Lucie, erede di Colomba e Luigi.

Tra i tanti scrittori che hai avuto modo di apprezzare come lettrice, c’è qualcuno che ti ha influenzata in modo particolare?

“La Compagnia della Serenissima” è una trilogia fantasy dunque, anche se l’ambientazione è storica, non possono mancare gli elementi classici del genere: creature fantastiche (come per esempio un ferocissimo e preziosissimo Liocorno) e, soprattutto, la magia. Inutile dire che più di una volta ho voluto fare un piccolo omaggio alla mia musa letteraria per eccellenza: J. K. Rowling, la “mamma” di Harry Potter!

So che – come me – hai iniziato il tuo percorso nel mondo del fanwriting, cosa ti è rimasto di quell’esperienza?

Sì, i miei primi passi nel mondo della scrittura li ho mossi proprio tra i vari fandom di EFP (salutiamo la grande Erika che ci ha sempre dato modo di esprimere il nostro estro!). Per me il fanwriting è stato importante per la mia crescita umana e professionale. Tra le pagine di EFP ho imparato cosa potesse piacere o meno ai lettori, come impostare la storia, come accompagnare il lettore nel lungo e complesso viaggio nella mente dei protagonisti. Essere una fanwriter è stata un’ottima palestra!

Hai mai ricevuto recensioni negative o poco educate durante il tuo periodo su EFP?

No, fortunatamente non sono mai stata vittima di quelli che in gergo vengono chiamati “flame”, delle lotte tra i vari sostenitori di un autore piuttosto che di un altro. In linea di massimo però posso dire che anche le recensioni negative, se ben strutturate e motivate, mi avrebbero fatto piacere. Al classico commento positivo dell’amica ho sempre preferito la bandierina rossa ben argomentata. D’altronde, senza cadere non si cresce!

Terminata la trilogia, hai già dei progetti per il futuro?

Una volta terminata la trilogia, mi piacerebbe poter scrivere ancora dei giovani maghi della Serenissima. La storia di Venezia è millenaria quanto affascinante e credo che potrei andare avanti in eterno con avventure sempre nuove. Una di esse potrebbe essere ambientata in era napoleonica, tra la Carboneria e una dura occupazione austriaca. Vedremo!

Hai un messaggio per i nostri lettori?

Inseguite sempre i vostri sogni, non importa quanto grandi, assurdi o irraggiungibili possano sembrarvi, continuate a lottare, a crederci, a far di tutto per raggiungere i vostri obiettivi. Un giorno verrete ripagati di ogni cosa!

Amazon:

https://www.amazon.it/Compagnia-della-Serenissima-Francesca-Sannibale-ebook/dp/B01MCRESW4

Soraya Galfano

Un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *