Turkmenistan

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Quando mai si è visto un tappeto raffigurato su una bandiera nazionale?

Ma andiamo per gradi.

Dominato dal deserto del Karakum, che occupa i nove decimi del territorio, il Turkmenistan è un paese dell’Asia centrale, incastonato tra l’Afghanistan, l’Iran, il Mar Caspio e le ex repubbliche sovietiche del Kazakistan e dell’Uzbekistan,.

In seguito al crollo dell’Unione Sovietica, e quindi con l’indipendenza del paese, il Turkmenistan ebbe risalto mediatico internazionale per la folle politica del suo dittatore, Nyýazow, passato alla storia per il suo straripante culto della personalità: i giorni della settimana furono sostituiti con quelli dei suoi famigliari e, in tutte le principali città del paese, vennero costruite statue in suo onore che ruotavano seguendo il ciclo del sole.

Come al solito cercheremo di capire la realtà di questo complicato paese, tra i più corrotti del mondo ma anche ricchissimo di risorse minerarie e di giacimenti di gas, attraverso una breve analisi della bandiera nazionale.

Il colore verde, che domina il campo della bandiera, si riferisce chiaramente all’Islam, principale religione del paese (in maggioranza sunnita), mentre le stelle rappresentano le cinque regioni in cui è suddiviso il paese: Ahal, Balkan, Dashhowuz, Lebap e Mary. La mezzaluna crescente rappresenta la progressiva espansione della religione islamica.

All’asta compare un tappeto turkmeno, raffigurante cinque motivi ornamentali tradizionali. In Turkmenistan il tappeto, oltreché strumento artistico, è un forte veicolo culturale sul quale sono rappresentati episodi di storia e di vita quotidiana. I cinque motivi si riferiscono, in questo caso, alle cinque tribù che governano un paese in cui l’appartenenza a una di esse è talmente forte da prevalere sull’”essere Turkmeni”.

Il cercine di foglie d’ulivo, raffigurato sulla parte inferiore del tappeto, venne aggiunto successivamente per simboleggiare la “politica della neutralità” proclamata dal Turkmenistan nel 1995.

 

Mattia Benelli

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