L’elettrico (non) è il futuro?

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VIDEO: La lectio di Marchionne: “Così cambierà l’auto nei prossimi 10 anni” (Fonte Trentino Corriere Alpi)

Forzare l’introduzione dell’elettrico su scala globale, senza prima risolvere il problema di come produrre l’energia da fonti pulite e rinnovabili, rappresenta una minaccia all’esistenza stessa del nostro pianeta

L’amministratore delegato di FCA Sergio Marchionne, in occasione della laurea ad honorem in ingegneria meccatronica tributatagli dall’Università di Trento, si è rivolto agli studenti esternando la propria incertezza e poca fiducia nell’inserimento su scala globale di veicoli elettrici. Obiettivo di Marchionne fino al 2019 quando lascerà FCA sarà quello di migliorare i “motori tradizionali e lavorare alla diffusione di carburanti alternativi, soprattutto il metano, che per la sua origine e le sue qualità è oggi il più virtuoso e più pulito in termini di emissioni”.

Le opinioni del manager italiano hanno sicuramento un fondo di verità: in un pianeta che sta lentamente morendo per via delle emissioni di CO2 nell’atmosfera è alquanto imprudente introdurre impulsivamente l’elettrico senza curarsi di quali altre fonti di energia rinnovabili utilizzabili con tecnologie simili a quelle già note. Questo tipo di investimento, oltre a poter aver risvolti positivi sull’ambiente, permette specificatamente a FCA di investire in un mercato a lei più redditizio vista anche l’agguerrita concorrenza che potrebbe avere sul settore veicoli elettrici con le compagnie automobilistiche asiatiche e con Tesla. Marchionne infatti fa notare nel suo lungo intervento come FCA tentò già l’inserimento in questo mercato con una versione elettrica del modello 500 negli Usa senza ottener alcun guadagno ma anzi generando 20mila dollari di perdita per ogni “Fiat 500 elettrica” venduta.

Nel suo soliloquio Marchionne evidenzia un fattore che ai più potrebbe sembrare alquanto banale ma è sicuramente di fondamentale importanza se parliamo di auto elettrica:

prima di pensare che i veicoli elettrici siano la soluzione, dobbiamo considerare tutto il ciclo di vita di queste vetture, infatti le emissioni di un’auto elettrica, quando l’energia è prodotta da combustibili fossili, sono equivalenti a quelli di un altro tipo di auto.

L’industria automobilistica e anche tutte le parti che entrano in gioco nella sostenibilità ambientale e nel green management, Stati ed enti territoriali compresi, dovrebbero meglio studiare nuove possibilità di sviluppo dei motori elettrici e facilitare la ricerca di nuove fonti di energia pulite e rinnovabili indipendenti dall’utilizzo di carburanti fossili.

La spada di Damocle sul pianeta Terra è reale, non avviciniamola.

 

Matteo Abbà 

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