Trash, web e riscatto sociale

Rosario Muniz, Gemma del SudGiuseppe Simone, Maria di Trapani: ciascuno di voi avrà sentito parlare di loro, se non visto i loro video su YouTube. Perché sono famosi? Non per la loro particolare simpatia o per quale inspiegabile talento. Sono famosi perché rappresentano uno dei volti del trash italiano, genere televisivo/radiofonico/virtuale tra i più controversi e seguiti.

Direi che esistono due tipologie di trash. La trash-tv in primo luogo, che attira e crea modelli considerati (anche) esempi nella vita di tutti i giorni. Accendendo la televisione, bei ragazzi o belle ragazze, magari poco colti ma perfettamente capaci di stare di fronte a una telecamera, vengono collocati come marionette in uno spettacolo ben architettato, come galline in un pollaio troppo piccolo e nel quale solo una riuscirà a conquistare il cuore del re dell’aia. Nell’ottica della gloria a tutti i costi, Vip ormai sull’orlo del baratro si prestano facilmente a gossip, rivelazioni scottanti e comportamenti di poco buon senso senza timore di essere osservati a lungo da occhi indiscreti. Poco conta se l’immagine che emergerà alla fine del gioco non sarà positiva: lo spiraglio di una gloria annuale ha molti più vantaggi di una dignità eterna vissuta nella riservatezza.

Il trash “di qualità” piace a quasi tutti: fa sorridere, rilassare, scollegare il cervello e fornisce un ottimo spunto di conversazione superficiale. Il trash piace anche a me. Non nego di avere guardato e di guardare programmi televisivi di basso livello culturale, dai quali – ne sono consapevole – non è possibile trarre nessun elemento di utilità. Ma non per questo mi sento di deprecare questo genere di tv spazzatura. O meglio: posso criticare il messaggio che veicola, ma non posso puntare il dito contro chi partecipa o viene spronato a partecipare. Chi ci va ha sempre una possibilità di scelta, essendo spesso di bell’aspetto e comunque potenzialmente in grado di studiare, trovarsi un lavoro “normale” e vivere una vita dignitosa e senza rimpianti. Si tratta di chance, di occasioni e di capacità di sfruttare le stesse, nella consapevolezza che, anche qualora dovesse andare male, ci sarebbe sempre un’alternativa valida per stare bene e vivere pienamente nella società.

Esiste poi la seconda tipologia di trash: quello del riscatto.

Si tratta di persone con vissuti particolari, difficili, drammatici. Persone estremamente sole, senza grande scelta se non quella di vivere per sempre nell’ombra, reietti e considerati tanto mostruosi da essere evitati. Ma proprio la mostruosità del loro aspetto fisico o del loro modo di comportarsi li rende improvvisamente vincitori grazie alla potenza del web, forti di una gloria virtuale sorta e sviluppatasi su video dai quali non può che derivare un sentimento di compassione, pietà, ripugnanza. Dall’essere lo sfigato che nessuno conosce si passa, tra una visualizzazione e l’altra, a essere una star di Internet, additata sì nel peggiore dei modi ma comunque in grado di essere oggetto della discussione di qualcuno o del meme di qualcun altro. Si esce dall’anonimato e si diventa qualcuno. Non conta il come, il perché e il quando: l’importante è finalmente essere riconosciuto. O forse anche solo considerato.

Video: Le Iene “La rivincita su Internet”

Il dramma maggiore è la consapevolezza della parte che si sta recitando, di come ci si stia rendendo ridicoli e grotteschi agli occhi del mondo virtuale. Poco importa, però: se nulla hai, nulla hai da perdere. Per chi è sul fondo del burrone perché considerato inadatto a vivere nella società, a tessere rapporti, ad avere un lavoro vero e soddisfacente, Internet diventa quindi l’ancora di salvezza, la via semplice per emergere da una lunga apnea e sentirsi finalmente liberi di respirare tra gli altri e soprattutto come gli altri. Poco conta se sei una bestia di circo, agghindata per fare divertire il pubblico crudele: la crudeltà della società ti aveva già etichettato e schiacciato nel tuo cercare di approcciare il mondo secondo la tua normalità.

E’ la curiosità ciò che muove la trash tv. Siamo affascinati da ciò che gli altri fanno e ci piace – ma magari non ci interessa davvero – seguire la vita altrui. E’ lo stesso meccanismo dei social network: uno zapping veloce tra reality e talk show corrisponde a uno scroll su Facebook o alla visualizzazione delle Stories di Instagram.

E per il trash del riscatto? Discorso diverso. Ci si sente inspiegabilmente attratti dal brutto, dal drammatico e dal grottesco. Si ha sete di vedere quale sarà la prossima performance folle e disgustosa della star web del momento. Senza pensarci troppo e senza farsi domande, ci si pone su un piedistallo come giudici, sicuri nella nostra normalità, spietati nel nostro assecondare, ridendo, il desiderio di chi, non baciato dalla Fortuna, è pronto a prostituire la sua immagine in cambio di un po’ di notorietà.

Critichiamo pure i reality e la finzione della televisione, ma non ricadiamo nell’ipocrisia disgustandoci per i nuovi volti del trash web. E’ una domanda sempre maggiore a obbligare la ricerca – tra le fila degli emarginati – di nuovi fenomeni da baraccone. 

Maria di Trapani

Video: Le Iene “Maria Di Trapani: ascesa e caduta di una star”

http://trapani.gds.it/2017/02/16/maria-di-trapani-maltrattata-a-processo-un-conduttore-tv_629791/

 

Beatrice Broglio

 

Un commento

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