Giulia Martinelli – Storia di una cantante emergente

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Ciao Giulia, grazie di esser qui con noi. Ti andrebbe di raccontare ai nostri lettori qualcosa su di te?

Ciao Soraya, grazie a te per l’invito, sono molto contenta di potere chiacchierare un po’ con te. Beh, che dire su di me… Sono una piccola cantautrice emergente e una grande sognatrice. Mi piace viaggiare, conoscere nuove lingue e culture. Attualmente sto studiando Filologia Moderna per la magistrale a Milano

Come è nata la tua passione per la musica?

La mia passione per la musica è nata tanti tanti anni fa. Fin da piccola mi piaceva cantare e ho frequentato molti corsi di musica. Un giorno, intorno ai 16 anni, prendendo in mano una vecchia chitarra che avevo in casa, mi sono resa conto che potevo unire le mie due passioni più grandi, la musica e la scrittura, in un’unica arte, e così ho iniziato a scrivermi da sola le canzoni. È in quel momento che mi sono resa conto che quella era la cosa che più mi rappresentava, che mi permetteva di esprimere me stessa al meglio.

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In quel vasto mare che è il panorama musicale odierno, c’è qualcuno da cui ti senti ispirata?

Ascolto tantissima musica, tanti generi, stili, artisti diversi, quindi è difficile fare un solo nome. Sicuramente un’artista da cui traggo moltissima ispirazione è Taylor Swift. L’adoro per la sua capacità di riuscire a mettere in musica sentimenti e sensazioni in un certo senso “universali”, in cui molte persone si riescono a rispecchiare. Altri artisti da cui traggo ispirazione sono Sara Bareilles, Ed Sheeran, Elisa, Kina Grannis e Kate Voegele.

So che ami comporre da sola i tuoi testi. Ce ne è uno cui sei maggiormente legata?

È veramente difficile scegliere un solo testo. Ogni testo, ogni canzone, infatti, nasce da un forte sentimento che è sempre legato a un momento particolare della mia vita. Ogni volta che canto le mie canzoni mi riaffiorano alla mente dei ricordi particolari, quindi non potrei mai sceglierne uno.

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Nel 2014 è uscito il tuo primo album Unusual Girl. So che hai scelto la strada dell’autoproduzione per il tuo esordio nel mercato discografico. A cosa dobbiamo questa scelta?

Ho deciso di autoprodurmi innanzitutto perché volevo trovare la mia identità musicale in modo autonomo: non volevo che qualcuno potesse in qualche modo influenzare me e la mia musica. Avevo le mie canzoni, avevo qualcosa da dire e in quel momento sentivo di volerlo dire a modo mio, in un modo semplice, puro, essenziale, con il solo ausilio della mia chitarra e della mia voce. Niente di più. Volevo che venisse fuori la me più vera e genuina.

Se avessi l’opportunità di parlare con la Giulia di una decina di anni fa, cosa credi che direbbe della donna che sei diventata e della strada che hai percorso?

Credo che la Giulia di 10 anni fa non si riconoscerebbe in quella di oggi. Ero una persona molto insicura, con tante paure, ma anche con tanti sogni e tanta voglia di fare e di farcela. In un certo senso credo che la forza dei miei sogni sia stata (e sia tutt’ora) più grande di quella delle mie paure. Non posso tuttavia dire che oggi non ci siano più ansie e paure: ogni giorno è una lotta contro le mie insicurezze. Facendo poi tutto da sola il percorso è sicuramente più faticoso e più “pauroso”, ma ogni volta che riesco a superare un ostacolo mi sento realizzata e trovo la forza di continuare a lottare per quel che voglio realizzare. Ho tanti sogni e non voglio che rimangano nel cassetto. Voglio essere felice e lo sono ogni volta che faccio musica. Sono fortunata ad avere trovato la chiave della mia felicità, ciò che mi rende felice, e vivo, quindi, ogni giorno cercando di fare ciò che mi rende effettivamente felice.

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Oggi inseguire i propri sogni è un’impresa ardua, soprattutto per noi giovani. Come hai trovato il tuo equilibrio? Come riesci a conciliare tutti i tuoi impegni con il tuo grande amore per la musica?

Non ti nego che ogni tanto è davvero dura e mi è successo di trovarmi in situazioni in cui ho dovuto mettere da parte per un certo periodo la musica per concentrarmi sugli altri impegni, università, tirocini, ecc. Piano piano sto però trovando il mio equilibrio, bilanciando, nell’arco della giornata, le cose che devo fare con quelle che voglio e ho bisogno di fare per stare bene. Mi sono scelta anche uno studio che mi piace molto e che in qualche modo si concilia con la musica… Credo che si debba trovare ciò che ci piace fare, qualcosa per cui abbiamo una passione VERA, cercando di farlo diventare il nostro mestiere. Sono fermamente convinta che se c’è passione, se si crede veramente in qualcosa, quella è la strada da seguire.

Te la senti di dare un consiglio a quanti tra i nostri lettori vorrebbero intraprendere il tuo medesimo percorso?

Non sono di certo un’artista affermata: la strada è ancora lunga e probabilmente non sono la persona più indicata per dare consigli su come affermarsi nell’immenso panorama musicale di oggi. Posso però dire che gradualmente, continuando a lavorare e a credere in me stessa e nei miei sogni, mi sto prendendo le mie piccole soddisfazioni, che sono sempre di più. Penso che il segreto stia nell’avere tanta pazienza, costanza e determinazione. Il consiglio che mi sento di dare è uno solo: se avete un progetto, un sogno, realizzatelo! Informatevi su come potreste realizzarlo, parlate con più persone possibili, non accontentatevi mai delle informazioni che ottenete. Se anche ciò che realizzerete non sarà all’altezza delle vostre aspettative, sarà comunque un inizio: vi indicherà una direzione, e vi darà gli strumenti, la forza e la voglia di continuare a migliorarvi per realizzare il progetto che sognate di realizzare.

 

Soraya Galfano

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