Il Punk non è morto e combatte ancora (contro gli autobus)

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Il Punk ha festeggiato in questo 2017 i suoi primi 40 anni: tanto è passato da quando nel lontano 1977 uscirono dischi fondamentali per il genere come Never Mind The Bollocks e The Clash. Ci sono state mostre, concerti in ricordo, articoli, playlist celebrative…ma che fine ha fatto il punk?

È cambiato, si è unito a altri generi, si è politicizzato (sia a destra che a sinistra), è sparito dalle classifiche e dagli ascolti abituali di molti. Ma non di tutti.
Il Punk può ancora essere foriero di un messaggio di protesta e ribellione? A Bergamo pensano di sì perché c’è ancora chi prende il punk (quasi) seriamente.

Tutto iniziò nel 2014 quando una band bergamasca “picola ma carataristica”1 , i Cornoltis, pubblicò l’album Ani di Pietra nel quale è contenuta la traccia Atb.

Per chi non è della zona questo potrebbe sembrare un acronimo come tanti, ma chi sa e conosce bene probabilmente avrà già il volto scuro al solo pensiero.
Atb sta per Azienda Trasporti Bergamo (la cugina di Atm) e, come quest’ultima, può avere i suoi pregi e i suoi difetti. Difetti che sono stati decantati dai 4 di Ramera, che accusarono all’epoca la compagnia di trasporti di offrire un servizio scadente, mezzi dall’olezzo orribile, freddi e soprattutto con i finestrini sempre e perennemente bloccati. Da quel momento il brano diventa, per la grande capacità di immedesimazione che il pubblico bergamasco prova, un cavallo di battaglia della band, usato spesso in chiusura dei loro concerti.

La vita del gruppo prosegue normalmente… fino all’ 11 settembre dell’anno corrente.

I Cornoltis, felici del nuovo traguardo raggiunto sui social, hanno postato questa foto celebrativa facendo un confronto con la “situazione social” di alcuni di quei riferimenti culturali che li hanno influenzati nella stesura dei loro testi e chiedendo di diffondere la loro pagina per poter superare il numero di mi piace dell’ATB.

 

 

 

Dopo qualche giorno, ATB ha risposto accettando la sfida a colpi di like: per 500 like in più avrebbero sbloccato i finestrini e arrivati a 5000 like avrebbero fatto suonare i Cornoltis su un bus della loro linea.

 

 

La sfida ha subito appassionato il popolo del web bergamasco ed è stata ripresa dal giornale per eccellenza per gli abitanti della provincia: l’Eco di Bergamo.

Il 18 settembre i quattro musicisti, con un duro post sulla pagina Facebook, denunciano:

 

 

La loro battaglia continua ogni giorno come dimostrano le immagini seguenti, pubblicate sui social network:

 

 

 

 

Che la musica sia tornata a fare paura ai potenti? Loro (i Cornoltis) sono convinti di sì. Forse che con un po’ di ironia la musica possa tornare a smuovere le coscienze e portare beneficio e un sorriso nella vita di tutti i giorni? Usiamo la rete per qualcosa di buono.

Atb non ha più risposto alle provocazioni: saranno anche stati impegnati con la ripresa dell’anno scolastico, ma è giusto che tornino a farsi sentire.

Cerchiamo di cambiare le cose, basta un like.

 

Tu da che parte stai?  Cornoltis vs. ATB

 

1 – Per chi non avesse colto la citazione, rimando a https://youtu.be/Pdky6EeDyPk?t=114 

 

Andrea Aiolfi

 

Si ringraziano i Cornoltis per tutte le foto che gli abbiamo rubato ci hanno fornito.

 

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