Ho intervistato un ciellino

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Frequento un’università cattolica, quindi più o meno dal primo giorno in cui ci ho messo piede sono entrata a contatto con il movimento “Comunione e Liberazione”, nato grazie alla figura di Giussani verso la metà degli anni 50.
Vengo da una famiglia cattolica (non praticante) e non sono particolarmente credente: il mio secondo nome è Pia per una forma di pseudo devozione territoriale di mia madre, cosa che mi fa sospettare che se fossi nata a Napoli il mio secondo nome sarebbe stato Gennaro. Capirete quindi bene che il fenomeno CL non ha destato molta curiosità in me. Anzi…

Mi hanno invece molto incuriosita tutte le invettive contro l’associazione e i suoi membri che mi sono state raccontante in questi anni. Tutti avrete sentito storie più o meno fondate sui ciellini, ma onestamente il mio livello di conoscenza del movimento si limita alla pagina Facebook “Fare il maiale con le cielline” che, per quanto divertente, non credo sia esaustiva a livello tecnico.
Per questo motivo, come un Piero Angela un filo meno colto, ho deciso di fare la mia personale puntata di SuperQuark approfondendo il fenomeno CL e i suoi misteri. In pratica ho fatto due chiacchiere con un membro per capire quanto ci sia di vero in tutte le leggende che ho sentito in questi cinque anni.
Il ragazzo che ho deciso di intervistare condivide con me la scelta del percorso di studi e i natali, si chiama Luca Gaudiosi e ha 23 anni.

Io al Millino, via Savona (Milano)

Immagino sarai a conoscenza di tutti i luoghi comuni sul movimento. Volevo quindi chiederti: è vera la questione delle cinture di castità?
(Ride) Vorrei conoscere chi dice queste cose. Comunione e Liberazione è un movimento ecclesiale riconosciuto dalla chiesa, nato al liceo Berchet di Milano grazie al carisma di Giussani che ha lanciato il messaggio cristiano alle nuove generazioni. Diventa molto importante in quegli anni perché Giussani ha avuto il merito di capire il modo migliore per comunicare il metodo cristiano. In quel periodo il messaggio cristiano infatti era piuttosto tiepido: mancava un elemento radicale, che prende tutto della tua vita. Il movimento serve a questo, diventa un momento totalizzante, ma non è un obbligo. Devi scoprire tu se questo modo di vivere fa per te.

Come ti sei avvicinato al movimento?
Io mi ci sono avvicinato grazie ad alcuni amici durante il liceo, quando vivevo a Foggia. In quel periodo mi definivo credente ma non ero praticante. Ho scoperto questo mondo ma inizialmente non ne ero molto preso. Il vero incontro l’ho fatto qui in università.

Magari al liceo non avevi la maturità tale per capire quello che stavi facendo.
Sì. Volevo avere le mie interpretazioni delle cose e sono sempre stato molto razionale, quindi rigettavo certe idee. Prima dell’Università eravamo seguiti da un responsabile della Scuola di comunità. Io avevo un rapporto particolare col mio responsabile che poi, crescendo, si è evoluto in amicizia. Arrivato qui ho incontrato una realtà completamente diversa. C’è una guida da seguire ma c’è anche più libertà nel vivere il movimento. Ho vissuto l’esperienza in maniera più vera. Durante il secondo anno ho anche iniziato a cantare.

Don Luigi Giussani, fondatore del movimento Comunione e Liberazione

È vero che andate a messa prima di andare in università? C’è una linea di condotta cui dovete sottostare?
Ci sono delle regole ma non sono propriamente dei diktat. Il movimento non propone niente di diverso della Chiesa Cattolica. Ti dà linee guida perché il Papa fa un certo percorso che noi seguiamo e ti propone di vivere in un modo che lui ritiene che ti renda più felice. Niente di tutto ciò che fai per il movimento è una costrizione. Quella che fai però è una scelta radicale perché Cristo vuole tutta la tua vita. Tu sei libero di fare come vuoi, se ti rende felice bene se no va bene lo stesso.

Ho sentito parlare da molti di presunte agevolazioni nell’ambiente universitario. Cosa mi sai dire al riguardo?
Questa è un’assurdità. Il movimento segue il Papa e la sua proposta che prende tutta la tua vita. C’è chi trova la felicità nel cantare o chi nel fare impresa. Ognuno ha una vocazione. Ecco perché esiste la Compagnia delle Opere o la Ringhiera, che è un associazione che mette a disposizione degli studenti grossi appartamenti dove entrano dalle 5 alle 7 persone, divisi tra maschi e femmine. Non è niente di diverso rispetto a un privato che affitta un appartamento. Alla Ringhiera possono entrare anche persone che non sono di CL o che non frequentano la Cattolica (l’Università Cattolica del Sacro Cuore, ndr). 
Tu sei mai stato al meeting di CL a Rimini? Com’è?
Bellissimo. Ci sono stato due anni fa per un paio di giorni. La fiera è enorme e all’interno ci si perde. È un posto speciale dove i popoli si incontrano. Pensa che puoi trovare anche persone di fedi diverse che stanno insieme per cercare di essere felici.

Foto Angelo Emma – LaPressecronaca24 Agosto 2014 – Rimini – Italy Meeting Rimini, messa di apertura della XXXV edizione.

Quindi tutto ciò non ha il carattere di una setta?
Assolutamente no. È un posto come un altro, però per il messaggio che lancia “pretende” un’implicazione vera di ognuno. Il movimento non vuole un branco di pecoroni, vuole persone felici al suo interno e lascia libertà nella realizzazione di questo obiettivo. Devi essere convinto della tua scelta. Infatti, quando fai le cose con scarsa convinzione, alla lunga sei triste. Io ad esempio ho trovato la mia strada nel canto. Durante tutte le scuole di comunità c’è infatti un momento iniziale in cui si canta. Nessuno di noi è un professionista però. Quello che rendiamo è un servizio innanzitutto per noi e poi per gli altri.
Niente canti della chiesa tipo messe?
No messe no. Sono canzoni che raccontano delle storie. Io amo cantare e amo servire Cristo così. Sono canzoni scritte da persone che hanno messo il proprio talento a disposizione del movimento. Ho scoperto grazie a queste canzoni tantissime cose nuove, una profondità che altrove non avevo mai trovato. Ci vengono proposte anche canzoni di altri autori come Mina e Gaber. Ho iniziato quindi a pormi delle domande e ho chiesto alla responsabile il perché di queste canzoni apparentemente lontane dal messaggio cristiano. Lei per tutta risposta mi ha detto che se le stavo facendo questa domanda allora non avevo capito perché stavo cantando. In seguito, leggendo bene i testi, ho avuto l’illuminazione: canto quella canzone perché non mi importa chi la canta, ma l’esperienza che viene fuori da quel testo. Gaber era un uomo davvero vivo, si sentiva provocato da ciò che accadeva intorno a lui.
Spesso cantiamo col coro anche alle messe dell’università, tipo a Pasqua o a Natale. In quel momento facciamo davvero musica sacra.
Esiste una selezione per entrare a far parte del movimento? Come si diventa membri?
No assolutamente. Chiunque può diventarlo. Te lo dico con le parole della Bibbia, Vieni e vedi. Io non ti devo convincere di niente. Tu vieni a un incontro e giudichi tu se può fare al caso tuo.

Logo di Comunione e Liberazione

Nel gruppo ognuno ha delle mansioni precise da svolgere?
No nessuno ha mansioni fisse. Quando ti vengono proposte responsabilità non si guarda a quanto uno sa fare ma al desiderio di ognuno. Io sono il responsabile del gruppo canti non perché sia Freddie Mercury, ma perché ho fatto un esperienza in cui il canto mi ha avvicinato alla fede. Si guarda il percorso che ognuno fa.
Il CLU (Comunione e Liberazione Universitaria) ha una divisione per facoltà e ogni scuola di comunità si fa per facoltà. A guidare questa scuola ci sono due studenti, nostri coetanei o anche più piccoli, che assumono quel ruolo con la stessa logica che c’è dietro la scelta per il canto o qualsiasi altra cosa, cioè l’impegno profuso.
È vero che avete delle aule riservate in università?
C’è l’aula del movimento, ormai dai tempi in cui Giussani insegnava in Cattolica. È l’aula della segreteria. Uno dei pilastri dell’associazione è il fondo comune. Il fondo comune è un contributo economico finalizzato alla costruzione dell‘Opera Comune. Ognuno mette i soldi che vuole, nessuno sa quanti soldi stai dando. Un altro pilastro è la Caritativa. Ho detto caritativa e non volontariato, perché il volontariato così come la beneficenza sono cose che tu fai per un altro. La proposta del movimento viene un passo prima, tu lo fai per te. Il nostro obiettivo è insegnare la carità di Cristo. Ovviamente nessuno ti caccia se non dai i soldi. Ti viene chiesto più che altro come gesto di fedeltà. Perché la verità è che tu credi davvero in qualcosa se sei disposto a sacrificare qualcosa di tuo, non in termini economici ma come impegno personale.

Macao, Milano

Avevo le idee molto confuse date da tutte le storie che avevo sentito. Una tra queste la contrarietà al sesso prematrimoniale.
Ma queste sono cose che dice la Chiesa. Noi ci limitiamo a seguire il messaggio della Chiesa.
Personalmente tu sei casto?
No. Eppure ne faccio parte ugualmente. Tutto è una proposta per te e non una costrizione. Dovrei essere casto per la fede cattolica non in quanto membro del movimento.
Il termine ciellino ha per molti una connotazione negativa, come ben saprai. Come vivi questa cosa?
Io non ho problemi a usare questo termine né mi da fastidio chi lo usa. Non mi vergogno di ciò che faccio, quindi per me ciellino è solo una parola come un’altra. Sì sono un ciellino perché faccio parte di Comunione e Liberazione. Nessun problema.

Angela De Filippo

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