Molestie a orologeria

Ultimamente si sono levati altissimi cori di sdegno per le vicende americane e nostrane di molestie sessuali. In pratica pare che molti a Hollywood e non si siano appena resi conto che spesso per ottenere qualcosa devi dare un’altra cosa in cambio. Do ut des, dicevano i latini. E che problema c’è? Il problema c’è, ovviamente, se la prestazione richiesta è coartata tramite il potere o il denaro o il semplice timore reverenziale. Trovo molto vile mettere una persona in condizione di scegliere se prostituirsi o accantonare la propria carriera, ma trovo altrettanto vile dire che tutto è violenza e molestia, facendo di tutta l’erba un fascio. Il nostro codice penale considera, in modo esemplare, ogni fattispecie di reato con annesse sfumature, aggravanti e attenuanti. Queste circostanze vengono considerate (grazie a Dio) perché la vita non è o bianco o nero. Non sei o un mostro o una persona per bene. Io per prima non mi sento di poter scagliare la fatidica pietra. Il giustizialismo mi ha sempre abbastanza irritata, ma il modo in cui lo vedo applicato questi giorni mi sta davvero facendo dubitare di tutta questa presunta evoluzione dell’umana specie.

Il punto a cui voglio arrivare con questo sproloquio è: Kevin Spacey.

Ora, io non sto qui a giustificare nessuno perché le molestie sono sempre inaccettabili e soprattutto perché non ho l’autorità per farlo. E sarò sincera, in un primo momento anche a me è salita la botta del catechismo e ho pensato che sia una persona orribile e che andrebbe rinchiuso in una torre altissima senza cibo né acqua, però mi sono placata e ho deciso di ragionare. Esporre al pubblico ludibrio un uomo, buttare all’aria la sua carriera (Netflix ha sospeso la produzione di House of Cards) non è forse un po’ troppo? Non bisognerebbe analizzare il fatto, capire, empatizzare?

Poi se qualcuno ha il coraggio di dirmi

e no in realtà a noi non importa proprio è solo che siamo tutti piuttosto frustrati e ipocriti e abbiamo deciso di iniziare una caccia alle streghe

allora io alzo le mani e taccio.

Ma tra il molestare e violentare metà dello showbiz e quello che si presume abbia fatto Spacey da sbronzo, tra l’altro 30 e dico 30 anni fa quando aveva la stessa autorità di un fattorino, mi sembra ci sia una grossa differenza. In più pare che nessuno stia considerando che allo stato attuale delle cose per Spacey, come per chiunque altro, sia quasi impossibile dimostrare il contrario.

Quindi ricapitolando: condannato senza possibilità di appello a causa di una probatio diabolica e sottoposto alla gogna mediatica.

Dimenticavo l’altra questione: ha fatto outing proprio in questo momento e tutti indignati a dire che non doveva farlo ora, che sembra voglia accostare l’omosessualità alle molestie e bla bla bla. Come se fosse diretto il collegamento gay=molestatore. No amici non è così, e se lo pensate mi dispiace ma avete qualche deficit mentale su cui lavorare. L’idea che le due cose possano essere accostate non mi ha sfiorato neanche per un secondo. I molestatori sono sia etero che gay e nessuno può dire il contrario, quindi per una volta questo sermone risparmiamocelo.

Per quanto riguarda la tempistica sospetta credo che si possa benissimo capire in un ottica di tolleranza e comprensione. Mi spiego: quello che penso abbia fatto sia stato cercare di sviare l’attenzione sul suo outing. È bello? No. Io avrei fatto lo stesso? Non lo so. Non so cosa potrei arrivare a dire e/o fare quando la terra inizia a mancarmi sotto i piedi. E nemmeno voi lo sapete. Sapete perché? Perché quando sei un signor nessuno, non sai cosa vuol dire vedere il successo, la ricchezza e i milioni di ingaggi che ti sfumano davanti agli occhi.

Lo so che siete bellissimi, bravissimi e integerrimi ma BREAKING NEWS non tutti siamo così.

Io da sbronza faccio cose che se esistesse una scala Richter della sfigata quasi sicuramente sarei il livello 10. Mi auguro infatti di non aver molestato nessuno in questi anni, anche perché il carcere non è un luogo troppo adatto a me.

Last but not the least, mi permetto di fare una considerazione. Non è che il signor Rapp può aver usato le tristemente celebri vicende dell’ultimo periodo come cassa di risonanza per la sua confessione? Non è che magari, in un periodo di pace, non l’avrebbe ascoltato neanche sua madre?

I FEEL YOU KEVIN

Angela De Filippo

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