Don Chisciotte e i fascisti

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Nel 2017 il problema dell’Italia è solo uno: il fascismo? Come nel noto romanzo di Miguel de Cervantes, la classe politica “donchisciottiana” si inventa un falso gigante da combattere per preservare l’integrità del paese. All’improvviso scoppia il caso fascisti: dieci poveri ragazzi che, anziché ripassare su un semplice bignami la storia dell’Italia fascista, non hanno nulla da fare nella vita se non andare in giro con fumogeni e petardi millantando un’epoca spazzata via dalla storia.

(Fotomontaggio: Matteo Abbà)

Come i più attenti lettori ricorderanno, agli inizi di settembre la Camera dei Deputati ha approvato la proposta di legge dell’onorevole Emanuele Fiano (PD) che rende reato l’apologia e la propaganda fatta tramite i simboli del fascismo. La pena va dai sei mesi ai due anni di reclusione e se tale reato venisse commesso “attraverso strumenti telematici o informatici” è previsto l’aumento della condanna di un terzo.

In attesa che tale proposta di legge passi in Senato non si son fatte attendere le polemiche da parte di tutti i movimenti politici. Va ricordato come l’apologia di fascismo sia già regolata dalla legge Scelba del 1952 che vieta “la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista” e punta a punire chiunque pubblicamente esalti principi o fatti legati al fascismo. Come possiamo notare la legge Fiano è sicuramente più restrittiva ma parte da un errore di fondo. La legge Scelba aveva una finalità politica evidente, in quanto era stata promulgata 7 anni dopo la caduta del regime fascista e vi poteva essere un serio e reale pericolo di riorganizzazione del Partito Nazionale Fascista. Dopo più di settant’anni possiamo dire che il fascismo non è altro che un capitolo di un libro di storia scolastico, coloro che si professano fascisti sono sicuramente in crescita, ma va comunque detto che rappresentano zero virgola della popolazione italiana. Molti si professano fascisti senza sapere una singola politica attuata dal regime fascista durante il Ventennio.

La legge Fiano è definita da molti liberticida e credo che già l’apologia di fascismo in sé sia una limitazione della libertà di pensiero e di espressione di idee. Soprattutto la proposta dell’onorevole del Partito Democratico non offre soluzioni al problema, ma anzi, punta a censurare comportamenti e il commercio di oggetti di stampo fascista. Non ci si chiede mai il perché nelle periferie l’estrema destra riesca a far breccia nelle pance delle persone e non ci si chiede come sia rinata la piccola onda fascista a causa di politiche che sono, e soprattutto non sono, state fatte in termini, ad esempio, di pubblica sicurezza, immigrazione, accoglienza, integrazione e lavoro. La questione sta non nel censurare, se nel proprio giardino si ha una pianta malata alle volte è inutile potarla. Bisogna capire dove nascono le radici di questo movimento, quali azioni deve attuare lo Stato per il popolo.

La mia riflessione vuole andare oltre questo alquanto banale duello tra chi ha ucciso di più, se in Italia dovesse veramente esistere un problema fascismo per via della violenza usata dai gruppi organizzati di estrema destra bisogna anche avere il coraggio di dire che in Italia vi sia un problema riguardante i centri sociali di estrema sinistra a stampo comunista. Perchè bisogna tollerare i cosiddetti “sfasciavetrine”? Anch’essi sono violenti, non sono molto abili nel dialogare apertamente con le istituzioni. Tutti voi ricorderete gli scontri di Bologna, di Milano, nei vari comizi della Lega o di altre forze politiche di destra (e anche di centrosinistra in certi casi). Bandiere rosse con stampata sopra la falce ed il martello, simbolo di un regime tanto sanguinario e da condannare quanto il fascismo. Se non è mai stata data così tanta importanza a queste manifestazioni incivili, perchè bisogna darne a 4 sfigati con un manganello?

Matteo Abbà

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