Giro 2018: la carica del 101

Facebookgoogle_plusinstagrammail

Dal momento che siamo al 19 Dicembre, uno si aspetterebbe di leggere articoli riguardanti temi di stretta attualità, legati a temi tipici del periodo: il Natale, il significato di questa festività, i regali di Natale, come si festeggia il Natale nel mondo e cose del genere.

E invece no. Parliamo di sport.

Perché tra le tante competizioni, i tanti momenti appassionanti di sport del nuovo anno, ci sarà, come sempre, l’immancabile appuntamento con la corsa ciclistica più rosa e nazionalpopolare che ci sia: il Giro d’Italia! La corsa, una delle più importanti tra quelle a tappe assieme a Tour de France e Vuelta spagnola, giunge col 2018 alla sua 101esima edizione e la carica del Giro 101 è suonata poche settimane fa, quando, lo scorso 29 novembre, a Milano, il suo percorso è stato ufficialmente presentato. Ora si tratta solo di aspettare un po’ per vederlo passare sulle nostre strade. Nostre… E non solo!

Mappa interattiva: www.giroditalia.it/it/percorso/

Andiamo allora a vedere cosa ci aspetta. 

Come vuole una tradizione consolidatasi nel corso degli ultimi 20 anni, anche quest’anno il Giro si correrà nel corso del mese di maggio. Il via ufficiale sarà dato nella giornata di Venerdì 4 maggio, e sarà un inizio di Giro davvero molto speciale, che passerà (se davvero si riuscirà a fare) alla storia! E questo non tanto perché questo inizio, comprendente le prime tre tappe, sarà all’estero (l’inizio all’estero del Giro è ormai tradizione consolidata), ma più che altro perché la nazione ospitante l’inizio del giro d’Italia sarà Israele: per la prima volta il giro d’Italia oltrepassa i confini Europei e va al di là del Mediterraneo. Sarà particolarmente suggestiva ed emozionante la prima tappa: una prova a cronometro individuale (quest’anno al Giro non ci saranno prove a cronometro a squadre) il cui percorso si snoderà lungo le dolci e pittoresche colline della città di Gerusalemme. Ebbene sì: il Giro quest’anno avrà principio nella città Santa di tutti i Cristiani, nonché città d’incontro delle tre grandi religioni monoteiste. Scelta non soltanto dettata da ragioni di marketing promozionale, di business o di spettacolo (pur senz’altro presenti e più che legittime) ma anche da evidenti ragioni simboliche: rimarcare il ruolo dello sport, dei suoi valori di lealtà, rispetto e correttezza al servizio – per quel che allo sport compete – della pace, della concordia e della convivenza pacifica fra tutte le nazioni, i popoli, i fedeli delle varie religioni. Un intento nobilissimo, messo in pratica da questa scelta tanto ambiziosa e difficile da organizzare quanto apprezzabile e originale.

Tutto molto bello, dunque: se non fosse che questo inizio Israelita del giro d’Italia 101 è purtroppo a rischio. Due le ragioni principali: la prima è data dal fatto che gli organizzatori della corsa, in un primo tempo, nel pubblicare la cartografia del percorso della crono di Gerusalemme, hanno indicato la città ospitante come “West Jerusalem”, cioè “Gerusalemme ovest”. Una mera questione di etichette e punti cardinali, direte voi, trattandosi di una corsa ciclistica e non di un trattato di spartizione territoriale. E invece no! Anzi, apriti cielo! Il governo Israeliano ha immediatamente ordinato la correzione della cartografia, affermando, seppur indirettamente, che tutta Gerusalemme è una città di Israele. E, per quanto ci sia stata la correzione in “Jerusalem” la tensione nel governo Israeliano permane. Come se non bastasse, ci si è messa pure la decisione di Trump di spostare l’ambasciata Americana da Tel Aviv a Gerusalemme, riconoscendola quale capitale di Israele, con conseguente ritorno dell’instabilità nell’area Israelo-Palestinese, con problemi anche per la sicurezza pubblica. A distanza di 5 mesi fare previsioni certe e specifiche è impossibile. La speranza è che questo inizio sia davvero come è stato pensato. In Israele. Con la prima tappa a Gerusalemme, con la seconda, da Haifa a Tel Aviv, e la terza, da Be’er Sheva a Eilat, verso l’altopiano del Sinai attraversando il deserto del Negev.

Risultati immagini per Gerusalemme

Dopo il prologo, il giro si trasferirà con apposito ponte aereo per l’inizio del viaggio attraverso la penisola e atterrerà in Sicilia, dove comincerà la risalita verso nord. Prima di varcare lo stretto di Messina, si svolgeranno altre tre tappe in terra Siciliana: da Catania a Caltagirone; da Agrigento a santa Ninfa (valle del Belice); poi da Caltanissetta si arriverà sull’Etna, col primo arrivo in salita della corsa. Non è il primo arrivo in salita sul crinale del grande vulcano siculo, ma è la prima volta che si sale dal versante dell’osservatorio. Sarà la prima dura prova per i corridori. Il primo test importante e interessante – ma non ancora decisivo – per gli uomini “di classifica”, cioè coloro che ambiscono alla vittoria finale. Alla maglia rosa.

Le successive tappe si snoderanno tra Calabria e Campania, con arrivi a Praja a Mare (Cosenza) e, in salita, al Santuario di Montevergine di Mercogliano. Quindi un altro duro arrivo in salita, a campo Imperatore, nel meraviglioso contesto naturalistico del massiccio del Gran Sasso. Possibili condizioni meteo avverse, come già successo da quelle parti in passato, e salita dura e piuttosto lunga. Potrebbe essere la prima tappa davvero decisiva e creare scompiglio in classifica.

Si prosegue facendo zig-zag nelle regioni appenniniche del centro Italia, con le classiche tappaccie sfiancanti: senza vere salite, ma senza un millimetro di pianura. Chilometri e chilometri di su e giù collinari, con arrivi a Gualdo Tadino (Perugia) e Osimo, vicino Ancona. Poi, in avvicinamento alle grandi montagne del nord, due frazioni pianeggianti e piatte come tavoli del biliardo, appuntamenti per i velocisti, che, dopo, potrebbero decidere di ritirarsi: da Osimo ad Imola (Bologna) e da Ferrara a Nervesa della Battaglia, nel Trevigiano. Poi, si fa davvero sul serio. Arriva (anzi, finalmente ritorna in scena) sua maestà, l’inferno dei ciclisti: arriva il monte Zoncolan, la salita più difficile del mondo. Dieci chilometri che non finiscono mai, pendenze che arrivano al 22% (!) e non scendono mai sotto il 6%! Qualcosa di terribile e di leggendario. E chi arriva lassù in maglia rosa, di restarci sino alla fine ha ottime probabilità!

Non la certezza, però: dopo lo Zoncolan, infatti, niente riposo ma subito un’altra super-tappa, da Tolmezzo a Sappada, 176 km con quattro salite più l’arrivo, anch’esso in salita. Un weekend caldissimo e durissimo per i corridori, e di grande spettacolo di pubblico, sia sulle strade a sostenere questi guerrieri a pedali, che a casa davanti alla tv.

Risultati immagini per monte Zoncolan
La salita del Monte Zoncolan nella sua parte finale. Col consueto spettacolo di pubblico

Dopo, finalmente, un giorno di riposo. L’ultimo in programma. Quindi due tappe pianeggianti, ultimissimi appuntamenti per quei velocisti che saranno sopravvissuti alle salitone dei giorni precedenti: la crono individuale Trento-Rovereto e la Riva del Garda-Iseo, tra Trentino e Lombardia. Poi, sarà tutta una salita unica, praticamente fino alla fine. Arrivano le ultime tappe. Quelle che decideranno il giro.

La carovana si sposterà da Iseo ad Abbiategrasso, vicino Milano, da dove partirà la tappa che condurrà il gruppo sulle piste da sci di Prato Nevoso, in provincia di Cuneo, col traguardo posto al termine di una salita lunga e piuttosto difficile. Poi, il giorno dopo, il primo dei due tapponi di montagna finali e decisivi: da Venaria Reale a Jafferau di Bardonecchia, scalando Colle del Lys e Sestriére, oltre al Colle delle Finestre (salita più alta del Giro 2018 coi suoi 2718 metri allo scollinamento) e allo stesso arrivo in salita dello Jafferau. E poi il secondo, da Susa a Breuil-Cervinia, con tre salite, tutte e tre in territorio Valdostano: Col Tsecore, Col St. Pantaleon, e, appunto, l’arrivo in salita di Cervinia. Lì conosceremo quello che sarà, al 99%, il vincitore del Giro d’Italia n^101. Seguirà il secondo ponte aereo di questa edizione (sarà anche il giro dei ponti aerei, è evidente) che porterà tutti quanti a Roma, dove, con la crono individuale con partenza e arrivo in piazza del Popolo, ci sarà il gran finale di questo Giro.

Risultati immagini per roma piazza del popolo
Piazza del Popolo, Roma. Partenza ed arrivo dell’ultima tappa del giro 2018

Per quel che riguarda i corridori, vedremo partecipare molti big del ciclismo di oggi e che abbiamo già visto in edizioni degli anni passati: i nostri Vincenzo Nibali e Fabio Aru, il vincitore del Giro 100 Tom Dumoulin, e poi Landa, Nairo Quintana e molti altri. Dovrebbe esserci anche il vincitore di ben quattro Tour de France Chris Froome, che, però, è stato recentemente accusato, sulla base di prove che paiono schiaccianti, di aver fatto un eccessivo uso (un uso, dunque, dopante) di farmaci da lui impiegati per combattere l’asma, di cui soffre, in occasione della Vuelta 2017. Bisognerà vedere che sanzioni gli saranno applicate, prima di sapere con certezza se Froome potrà partecipare al Giro o meno. Nonostante si tratti dell’ennesimo caso di doping nel ciclismo, la speranza è che il Britannico ottenga comunque l’autorizzazione a prendere il via.

Risultati immagini per Chris Froome
Il Britannico Froome, che avrebbe usato troppo Salbutamol all’ultima Vuelta per combattere l’asma. Ci sarà al giro?

Il Giro 101 è nato: alla sua presentazione ha già suonato la carica e ce l’ha trasmessa. Ora non rimane che aspettare, trepidanti, che prenda il via il prossimo quattro maggio. Da Gerusalemme o da qualche altra parte.

Nicola Campione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *