La bolla è esplosa. Lunga vita al Bitcoin!

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I possessori di Bitcoin avranno potuto notare che nelle scorse ore il prezzo dei Bitcoin è crollato di valore a una velocità molto elevata, pari solo alla velocità con cui è salito di prezzo nell’ultimo mese. Perdendo circa 4500 dollari per unità in meno di 24 ore, sembrerebbe che la fantomatica “bolla speculativa” sia finalmente esplosa.

Il pericolo avvertito tra i nuovi ed i vecchi utenti della Criptovaluta per eccellenza è molto grande, e ancora (per la 217esima volta, secondo il sito “BitcoinObituaries”) il Bitcoin viene dichiarato “morto”: guardando i grafici di andamento del prezzo infatti si può notare come ci sia stata una grossa vendita massiva e il valore degli ordini di vendita sia salito vertiginosamente. Insomma, panico generale e vendite per cercare di salvare il tutto fino all’ultimo centesimo.

Qual è il motivo principale di questo grosso calo di prezzo? Ma soprattutto, perché non c’è niente di più sbagliato del liquidare il proprio assetto in questo momento?

Una delle piattaforme di compravendita più grandi, Coinbase, nelle ultime ore ha commesso errori di comunicazione con i suoi utenti che sono costati caro a tutta l’infrastruttura Bitcoin: tre giorni fa è stata aggiunta come possibilità di poter scambiare oltre che alle valute standard (Bitcoin, Ethereum, Litecoin) il nuovo arrivato Bitcoin Cash

Per chi non lo sapesse, il BitcoinCash (BCH) è un “fork”, cioè una derivazione del Bitcoin dove i blocchi che lo compongono (cioè i file su cui sono effettivamente scritte e verificate le transazioni) sono stati aumentati notevolmente di dimensioni rispetto alla controparte originale, per risolvere i problemi relativi ai costi di trasferimento. La tecnica funziona, ma la comunità è divisa tra chi sostiene che i blocchi più grandi siano necessari e chi ritiene invece che la soluzione sia solo palliativa: l’aumento delle dimensioni delle transazioni non risolve il problema alla radice, in quanto attualmente la rete non è sfruttata al massimo della sue capacità.

Quello che dicono i grafici è comunque abbastanza chiaro: nel giorno del lancio su Coinbase del BCH, il prezzo del Bitcoin è sceso da $20000 a $16000, mentre il BCH ha toccato la vetta di $4,500 (partendo da circa $1800). Il problema sta nelle modalità in cui questo è accaduto: a un ora dal lancio della nuova moneta, Coinbase ha bloccato tutte le possibili operazioni di compravendita nel tentativo di fermare la salita dei prezzi, bloccando però di fatto milioni di utenti.
Contemporaneamente, arrivano dala rete le analisi e le voci riguardanti un possibile insider trading: Coinbase è stata accusata infatti da alcuni utenti di aver comprato una grossa quantità di BitcoinCash poco prima della notizia del rilascio ufficiale. L’azienda californiana attualmente non ha smentito né confermato le voci e ha comunicato che verrà intrapresa una indagine a riguardo.

Coinbase in passato è stata molto criticata per le sua politiche di gestione della piattaforma, che portano ad aumentare le (già troppo alte) spese per le transizioni a loro vantaggio. 

Dopo gli eventi degli scorsi giorni la situazione pare essere ritornata alla normalità: il Bitcoin ha ripreso parte del valore perduto e la bolla del BitcoinCash è esplosa, riportandolo a valori regolari. 

Una nota positiva in tutto questo appare chiara: il Bitcoin possiede un consenso molto grande in grado di sostenerlo anche nei momenti difficili e le “mani deboli” hanno liquidato i loro assetti rendendone il valore più stabile, seppur più basso. Bisogna tenere presente che, anche se ha perso una fetta molto grossa del suo valore, il Bitcoin è comunque a +1500% del suo valore rispetto all’inizio dell’anno.

Si prospetta un 2018 estremamente interessante!

Jack Musajo

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