“Io voto Forza Nuova”

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Ho conosciuto Davide qualche anno fa in occasione di una festa di compleanno. Amici in comune, presentazioni, convenevoli e facilmente siamo finiti a parlare di politica. “Io voto Forza Nuova” mi aveva detto, mostrandomi orgogliosamente la tessera del 2016 raffigurante militanti, bandiere tricolore e l’inconfondibile slogan ordine contro il caos.

Il 4 marzo è alle porte e, considerato il crescente numero di elettori di estrema destra, ho deciso di intervistare Davide per capire meglio quali siano le sue idee e come spera possano essere concretizzate.

Ciao Davide, grazie per avere accettato di rispondere a qualche domanda. E’ stata una campagna elettorale decisamente accesa: infuocati dibattiti tra leader politici, scandali riguardanti più partiti, episodi di violenza. Opinione generale su quanto fino a questo momento visto e sentito?

Che tristezza! Abbiamo aspettato anni per poter tornare a scegliere il nostro rappresentante e a oggi la situazione non è ancora chiara. Da una parte abbiamo delle figure di evidenza (ahimè) già provate e scartate. Mi riferisco alla “sinistra” di Renzi, di Gentiloni, mi riferisco alla sinistra della Sig.ra Boldrini e del Sig. Grasso. M5s che prima fomenta la massa al grido “meno europa”  ma poi forse no, forse l’Europa conviene. Avrebbero dovuto aprire il parlamento come una scatoletta di tonno ma in 5 anni hanno continuamente cambiato idee. Dall’altra parte invece suspense: il Salvini che vorrebbe il colle ma probabilmente farà il ministro di un presidente scelto dal primo partito della coalizione, verosimilmente FI e quindi dal Cavaliere, che però non è dato sapere. Non dimentichiamoci della Meloni che pure vorrebbe il colle (pur sapendo che probabilmente il 5% sarebbe una manna dal cielo) e che rivendica il fatto che per la prima volta una donna potrebbe portare avanti un governo. Storie già viste ai tempi del PDL. Insomma, la litigata è ancora lì dietro l’angolo e i tecnici si stanno già fregando le mani. Non tanto per la litigata della coalizione, ma quanto per le promesse che ogni partito sta facendo ai propri elettori: redditi minimi garantiti, tagli alle tasse, abolizione legge Fornero, pensioni minime a 1000 euro. Non si parla di coperture o, comunque, ogni piano di recupero e di copertura viene bellamente smentito da un qualsiasi economista.
La faccio breve e mi ripeto: che tristezza! Non possiamo fidarci ancora di chi ha già “tradito la patria”.

Perché votare Forza Nuova?

Per spiegare il perché votare Forza Nuova non posso soffermarmi sul semplice programma elettorale presentato in coalizione con un altra forza storica che ammiro, erede di Almirante, per queste elezioni.

Votare più forte che si può è il dovere di ogni italiano stufo di queste finte destre e sinistre.

Votare forte vuol dire restaurare un ordine di valori irriducibili, vuol dire amare la patria, essere un esempio per il popolo italiano che nel corso degli anni si è perso, che ha perso la propria dignità deluso da questa classe politica. Vuol dire avere la voglia di regolarità, di sicurezza, di sentirsi italiani non solo quando gioca la nazionale di calcio. Perché le nazioni esistono, la patria esiste, esistono ancora le tradizioni ed esiste ancora la nostra cultura che non può venire meno solo per il compromesso delle sinistre di “ospitare” immigrati per ripopolare “un paese vecchio” e per abbassare il costo del lavoro togliendoci ogni diritto che è stato conquistato nel corso della storia.

Votare forte vuol dire garantire la dignità e gli interessi del popolo italiano nella ininterrotta continuità storica delle sue tradizioni di civiltà.

Votare forte non è assolutamente razzista, ma identitario. È solo quando sappiamo chi siamo (e chi possiamo tornare a essere) che non ci abbasseremo a essere quello che ci impongono di essere.

Roberto Fiore, leader di Forza Nuova

Leggo nel vostro programma elettorale che quattro sono gli obiettivi principali: “Resistenza Nazionale contro l’invasione in corso, Diritti Sociali Reali in luogo degli ipocriti diritti civili, Sovranità Monetaria contro il potere finanziario internazionale e Rivoluzione Demografica contro la sostituzione”. La priorità in sostanza verterebbe su stop all’immigrazione, uscita da Euro e Europa, no alle unioni civili, alla teoria gender e all’aborto. Sei d’accordo con ciascuno di questi punti?

Hai avuto modo di conoscermi e quindi non posso mentirti. No. Questo non vuol dire però che io non creda fortemente in quell’orientamento politico che non vuole definirsi né di destra né di sinistra. Credo saldamente in ciò che è racchiuso ne “la resistenza nazionale” e quindi l’impedire sbarchi incontrollati a favore di cooperative rosse che lucrano su queste persone. Non c’è peggiore nemico dell’Italia e del proprio popolo di uno schiavista trafficante di essere umani. Non sono rifugiati politici, non sono persone che muoiono di fame. Le vere persone che hanno bisogno dei nostri aiuti non hanno 1000 euro da dare agli scafisti e non avrebbero comunque la forza fisica di attraversare il Mediterraneo.

Più diritti sociali, prima noi, quello sì: rimettere al centro delle politiche sociali la famiglia, incentivare le nascite assistendo e aiutando le mamme, garantire un’istruzione di qualità, non dimenticare i nostri anziani, radici fondamentali della patria. Dimostrare di avere voglia di investire negli italiani e nel mondo del lavoro, poiché siamo un popolo eclettico, di spicco e trainante in diversi settori. 

Italexit per un ritorno alla sovranità monetaria: apriamo gli occhi a nuovi orizzonti, a nuovi mercati, al mondo russo di Putin. Meno America, meno basi strategiche per questa voglia di dominare il mondo, meno trattati (unilaterali) europei. Meno debiti per pagare i nostri debiti. Usciamo da questo circolo vizioso e torniamo a essere padroni della nostra moneta, di potere commerciare con chi vogliamo senza obblighi di interesse e senza dovere per forza accettare arance e pomodori dalla Tunisia, ma dando al mezzogiorno la possibilità di commerciare e di crescere al pari del resto dell’Italia. Fermiamo l’invasione di prodotti contraffatti e provenienti dal mercato della concorrenza cinese.

“Ipocriti diritti civili”, come suona bene. Dietro questa farsa dei diritti civili c’è sempre un elettore di sinistra ipocrita che se ne esce con “E’ meglio che un bambino resti in orfanotrofio o che venga adottato da due padri o da due madri?”. Mi sento solamente in dovere di ricordare che al mondo esiste un Nichi Vendola il quale ha praticamente deciso il colore degli occhi, il colore dei capelli, il colore della pelle, l’altezza e il peso di quello che sarebbe stato suo figlio. Un figlio è un dono, non è componibile a piacimento. Smettiamola con questa buffonata degli uteri in affitto.

E in chiusura arriva la risposta al mio no. Contesto a Forza Nuova l’ultra cattolicesimo: non possiamo impedire a una persona il diritto di scegliere, di potere dire che non sarà una vita di qualità, di mettere fine alla propria vita. Così come non possiamo non sfruttare le nuove tecnologie che ci permettono di sapere se nostro figlio avrà disfunzioni o handicap che influiranno sulla sua esistenza. Penso inoltre a una gravidanza a seguito di uno stupro e ritengo sia decisamente più importante curare e sostenere una ragazza che ha subito un abuso, dandole la possibilità di togliersi quel “peso” che potrebbe compromettere il resto della sua vita.

Pensi che Forza Nuova potrebbe comportare un significativo miglioramento delle condizioni lavorative attualmente presenti in Italia? Se sì, come?

Ne sono convinto. Il lavoro è sempre stato il tema fondamentale del fascismo. È storia. Abbiamo le radici nel ventennio. Invito i lettori e gli scettici a informarsi poiché la Carta del Lavoro fu la ricetta che salvò l’Italia in quel periodo, partendo dalla riduzione dell’orario lavorativo e giungendo a un miglioramento nella qualità. A differenza del nostro recentissimo Mario Monti, all’epoca un altro uomo di notevole buonsenso disse “basta”: «la pres­sione fiscale è giunta al suo limite estremo e biso­gna la­sciare per un po’ di tempo as­solutamente tranquillo il contri­buente italiano e, se sarà possibi­le, bisognerà alleggerirlo, per­ché non ce lo troviamo schiacciato e defunto sotto il pesante far­dello».
I tempi sono cambiati ovviamente, ma comunque fortunatamente molte aziende seguono quella che è stata la tessera del dopolavoro, che dava dirit­to a forti sconti e agevolazioni su ogni tipo di sva­go (cinema, teatri, viaggi, abbonamenti ai giornali alle partite di calcio). Oggi si chiamano “pacchetti” o “convenzioni” a disposizione delle aziende: uno strumento manageriale che promuove un cambiamento culturale e organizzativo all’interno delle organizzazioni e che consente alle stesse di adottare delle politiche di gestione del personale orientate al benessere dei propri dipendenti e delle loro famiglie, avendo ovviamente come “guadagno” sgravi fiscali.
Mi ripeterò purtroppo, ma finché ci saranno cooperative e ONG impunite che si sentono autorizzate a violare qualsiasi diritto per guadagni personali non ci sarà un miglioramento, ma resteremo succubi del primo disperato che si svende, noncurante del fatto che svendendosi ha fatto un passo di accettazione verso quello che è il primo nemico della patria: lo schiavismo.

Post 4 marzo: quale sarebbe concretamente l’Italia che vorresti?

Per rispondere all’ultima domanda faccio mio il testo dell’inno del MSI, le cui parole furono scritte da Giorgio Almirante.

Siamo nati un cupo tramonto
Di rinuncia, vergogna, dolore:
siamo nati in un atto d’amore
riscattando l’altrui disonor.
Siamo nati nel nome d’Italia,
stretti attorno alla nostra Bandiera:
è rinata con noi primavera,
si è riaccesa una Fiamma nel cuor.
Italia, sorgi a nuova vita, così vuole Chi per te morì,
chi il suo sangue donò
chi il nemico affrontò
Giustizia alla Patria darà.
Italia, rasserena il volto,
abbi fede: nostro è l’avvenir.
Rispondi, rispondi, o Italia!
Si ridesta la tua gioventù.
Noi saremo la vostra avanguardia,
Italiani, coraggio: in cammino.
Solo ai forti sorride il destino;
liberate la Patria, il Lavor.
Noi saremo la Fiamma d’Italia,
il germoglio di un’alba trionfale,
la valanga impetuosa che sale:
Italiani, coraggio: con noi!
Italia, sorgi a nuova vita.

Questo vorrei dal  4 marzo: che ogni italiano prendesse coscienza e fosse consapevole che è arrivato il momento di avere fede e “sorgere a nuova vita”.

 

Beatrice Broglio

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