“Io voto Liberi e Uguali”

Qual è la tua opinione in merito a questa campagna elettorale?

È stata una campagna elettorale brutta, di cui non sentirò sicuramente la mancanza. I leader dei partiti più forti stanno facendo pochi incontri pubblici, preferendo i social e gli studi televisivi. Aumentano le promesse (irrealizzabili) e diminuiscono i confronti. Se si esclude quello tra Laura Boldrini e Matteo Salvini resta veramente poco.

Perché votare Liberi e Uguali?

Innanzitutto perché è una lista di sinistra. Sono fortemente in disaccordo con quelli che oggi parlano di superamento delle categorie “destra” e “sinistra” (uno su tutti il Movimento 5 Stelle, che è troppo impegnato ad arraffare voti sia da un lato che dall’altro per potersi schierare in maniera definita). Allo stesso tempo ho un po’ di difficoltà a definire di centro-sinistra il Partito Democratico. Sarà semplicemente la mia opinione, una valutazione superficiale e di parte, ma cosa c’è di sinistra in un partito che abolisce l’articolo 18, introduce il Jobs Act e la legge Minniti-Orlando? È un partito che non si occupa più dei lavoratori, anzi, i lavoratori sono semplicemente un mezzo per alimentare una propaganda costruita sul nulla. “Disoccupazione in calo!” dicono: poco importa se sventolano dei numeri che includono tra gli occupati anche gente che lavora pochi giorni per poi restare disoccupata tutto l’anno. Poco importa se aumentano i precari o se i numeri dei nostri vicini europei sono migliori dei nostri. Nell’Eurozona, se si escludono Grecia e Spagna, siamo il primo paese per numero di disoccupati sotto i 25 anni. Liberi e Uguali lotta per ridare dignità e qualità al lavoro, combattere le disuguaglianze e per rimettere in agenda problemi che ultimamente sono passati in secondo piano o sono stati aggirati elargendo “mance” elettorali.

Quali sono le vostre priorità? Le diverse anime di LeU hanno le stesse priorità?

Non mi dilungherò troppo, anche perché i punti più importanti del programma li abbiamo già sentiti e letti in queste settimane di campagna elettorale. Alcuni dei punti prioritari sono sicuramente: la lotta alle diseguaglianze (mentre su altri fronti politici si parla di flat tax), la tutela dell’ambiente, la lotta contro il precariato e la proposta di una sanità pubblica che appartenga a tutti e che punti sulla prevenzione dei cittadini. Voglio soffermarmi però su un altro aspetto prioritario del nostro programma e che mi ha fatto ulteriormente convincere dell’idea di stare dalla parte giusta: gli investimenti sull’istruzione e la ricerca. Non si tratta semplicemente dell’abolizione delle tasse universitarie, che è stato forse l’unico aspetto ad avere risalto attraverso i canali di informazione. Liberi e Uguali punta a un miglioramento dell’istruzione partendo da un’offerta più ampia per gli asili nido. La scuola dovrà essere un luogo dove si eliminano le barriere, a cominciare da quelle tra ricchi e poveri. Tutti potranno permettersi di accedere alla mensa e ad attività come quelle sportive e culturali. Sarà una scuola con più servizi, che sostituirà quella fatta da bonus senza senso (pensati per adescare nuovi elettori) o da inutili finanziamenti a scuole paritarie. Ci impegniamo a rivedere l’alternativa scuola-lavoro, che salvo pochissime eccezioni è da cambiare completamente. “La buona scuola” dovrà essere solo un lontano ricordo. Per rispondere alla tua seconda domanda dico che su questi temi non ho riscontrato divergenze tra i diversi soggetti che compongono Liberi e Uguali.

Laura Boldrini e Pietro Grasso

5 Marzo, LeU ha la maggioranza assoluta: come cambia il paese?

Intanto sarebbe un paese più equo. Riprendo lo slogan laburista che è stato scelto per la nostra campagna elettorale per dire che sarebbe un paese pensato per i “molti”, non per i “pochi” privilegiati. Poi credo che cambierebbe proprio il modo di far politica. È successo anche cinque anni fa con il boom del Movimento 5 Stelle alle ultime elezioni politiche: un po’ tutti, chi più, chi meno, si sono avvicinati allo stile dei grillini. In un primo momento, quando Bersani era ancora segretario del PD, si
puntava sul confronto. In molti casi questa strategia è risultata fallimentare (non sarò sorpreso se i libri di storia dei nostri figli dedicheranno un paragrafo alle consultazioni che Bersani fece con Roberta Lombardi e Vito Crimi), in qualche caso però dava i suoi frutti. Grasso, per esempio, è stato eletto presidente del Senato anche grazie ad alcuni parlamentari pentastellati che votarono secondo coscienza. Con la segreteria di Renzi, invece, anche il PD si è abbassato sul terreno dello scontro. Ognuno fa le pulci all’altro, non c’è margine di confronto tra i due schieramenti, la guerriglia sterile e senza contenuti è all’ordine del giorno. I militanti fanno lo stesso gioco dei dirigenti, anzi, molto spesso fanno addirittura peggio dei loro leader non curandosi delle fake news che fanno circolare sui social network. Per non far torto a nessuno faccio due esempi che esprimono meglio quello che sto
dicendo: per quanto riguarda il Movimento 5 Stelle ho perso il conto delle volte che mi sono ritrovato foto di Di Maio con scritto che “sarà il primo presidente eletto dal popolo”. Nel giro di poche ore decine di migliaia di utenti hanno già condiviso il post. Chissà a cosa pensavano quando i loro professori di educazione civica facevano lezione! Nel PD ormai non sono da meno. Qualche giorno fa una pagina a sostegno del loro segretario ha postato le parole di “un ragazzo di 18 anni” che dava il suo primo voto al PD scrivendo:

Giusto per dirti la cosa più stupida… se non fosse stato per i 500 euro di Renzi io non sarei riuscito a coronare uno dei miei sogni più grandi, cioè incontrare Laura Pausini e andare a un suo concerto. Sembrerà stupido, ma per me conta molto e se non fosse stato per quei soldi sarebbe rimasto un sogno.

Intanto è una balla perché l’ultimo concerto della Pausini è stato prima che i diciottenni potessero usufruire del bonus cultura. Accostare però quel bonus a una delle cantanti più amate dagli italiani – specialmente se il post è stato scritto subito dopo Sanremo, dove la Pausini si è esibita – parrebbe quasi adescare i giovani elettori: “votate PD, così vi diamo soldi per andare a vedere i vostri cantanti preferiti”.

Come puoi notare non ho dato molto spazio alle destre. Per loro mettere in giro falsità, infondere paura e discriminare è il pane quotidiano. Se LeU avesse la maggioranza assoluta (ma anche semplicemente se dovesse andare meglio di ciò che dicono oggi i sondaggi), gli altri partiti cambierebbero il loro approccio, sarebbero influenzati da un modo diverso di far politica. A tratti forse fin troppo sobrio, perché dobbiamo ammettere che Grasso non ha proprio la verve di un leader, ma decisamente migliore rispetto a ciò che ci offre oggi la campagna elettorale.

Michele Radaelli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *