Dieta Vegana – Questione etica o moda di passaggio?

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Ci sono gli onnivori, i vegetariani e poi ci sono i vegani. Sembra non mancare più nessuno! Ma questi vegani di cui tanto si sente parlare, chi sono esattamente? Cosa fanno? E perché sembra esserci un isterismo collettivo contro di loro? I vegani non sono alieni che vengono da chissà quale pianeta lontano. Sono persone normali che hanno scelto un particolare stile di vita. Prendete la parola vegetarian in inglese, vegetariano. Ora tenete solo le prime tre lettere e le ultime due: ecco che nasce la parola vegan, vegano. 

Un termine che è comparso per la prima volta il 1 novembre 1944, a opera degli attivisti animalisti Donald Watson e Elsie Shrigley, che crearono la Vegan Society britannica dopo la scissione dalla Vegetarian Society (la più antica organizzazione vegetariana al mondo) per le differenti posizioni sul tema dello sfruttamento animale nella produzione di latticini.    

Perché se un vegetariano non mangia carne e pesce, un vegano si spinge oltre ed evita di mangiare i prodotti che sfruttano gli animali, di indossare pellicce o capi di lana. Capiamo meglio insieme a che cosa ci stiamo riferendo intervistando niente di meno che una vegana in…carne e ossa.

Chi è Giusy Chiofalo?

Sono una docente di lettere che svolge il proprio lavoro in un istituto alberghiero a Castelvetrano (TP, Sicilia), ma sono anche e soprattutto la mamma di tre ragazzi. Coltivo parecchi interessi: la lettura, il teatro, il cinema e lo sport…Una sinossi abbastanza banale

Per quale motivo è diventata vegana?

La mia scelta è il frutto di un lento e graduale  travaglio” ( sono passati già sette anni!). Dopo un anno di vegetarianesimo sono passata al veganesimo. Il mio cambiamento è nato da alcune considerazioni fatte in uno dei periodi peggiori della mia vita: la malattia di mio padre. Un cancro, in otto mesi, ha portato via la persona più importante della mia vita; proprio in quelle giornate interminabili trascorse con lui in ospedale, ho avuto l’occasione di parlare con i medici della malattia, dell’aumento vertiginoso dei casi e delle ipotesi più accreditate riguardo le cause di essa. Abbiamo parlato dello stile di vita sbagliato, degli errori alimentari che sono diventati abitudini, degli effetti della sedentarietà…e poi, quel dito puntato contro il consumo eccessivo di carne (NdR: l’AIRC sostiene che un consumo eccessivo di carni rosse, soprattutto se lavorate, aumenterebbe il rischio di sviluppare alcuni tipi di tumore. L’aumento del rischio è però proporzionale a quantità e frequenza dei consumi). Le loro parole sono state fonte di una accurata e profonda riflessione che, in pochi mesi, mi ha portata ad allontanare il consumo di carne e poi, dopo circa due anni, a eliminare dalla mia dieta tutti i cibi di origine animale. Il veganesimo non è un tipo di alimentazione ma è una filosofia di vita: esso ha radici etiche.

Sta meglio o peggio da quando hai cambiato alimentazione? Quali cambiamenti ha riscontrato con il passare del tempo?

Assolutamente meglio, sono piena di energia e attivissima. Mi sento disintossicata e in pace con nostra Madre Terra. Vorrei, però, essere precisa: abbracciare questo stile di vita non deve essere fatto applicando il principio “fai da te”. Io mi sono informata, ho consultato il mio medico di base, ho scambiato informazioni con una conoscente vegana, sono stata“illuminata” su i pro e i contro dal mio allenatore. E alla fine ho deciso.

 Cosa le manca del suo vecchio stile di vita?

Onestamente? Niente. All’inizio erano coloro che mi stavano vicino a farmi pesare le mie scelte: la “socializzazione” del cibo (pranzi, cene, incontri ”enogastronomici”) ne ha risentito. Piuttosto che registrare l’imbarazzo di coloro che ti invitavano e non “sapevano” cosa farmi mangiare, evitavo o organizzavo a casa mia, dove potevo preparare per tutti ma anche per me. Oggi non mi pongo alcun problema e neanche chi mi invita. 

In famiglia come hanno vissuto questa sua scelta?

Tranquillamente. I miei figli e mio marito sono onnivori, ma grazie al mio esempio e alle nostre conversazioni hanno eliminato il consumo di carne rossa e hanno aumentato quello di legumi e cereali.

Gli alimenti veg contengono tutti i nutrienti tranne la vitamina B12, che è fondamentale specie in gravidanza e in crescita. Come si reintegra?

La vitamina B12 non è di facile assorbimento neanche per gli onnivori. E’ di origine batterica e non si trova nel mondo vegetale, ma in commercio ci sono degli integratori che tranquillamente sopperiscono alla sua mancanza.

Se avesse un bambino piccolo, in età da svezzamento, come gestirebbe la cosa? Lo lascerebbe libero di fare le sue scelte una volta diventato grande o lo “instraderebbe” verso la sua stessa dieta?

Io sono per le scelte libere e adulte! Non imporrei mai a nessuno il mio stile di vita. Un bambino è un individuo “in fieri”, è una crisalide delicatissima nelle mani di un adulto che deve comportarsi in maniera più coscienziosa possibile (e non è semplice). Opterei per un’alimentazione “del poco di tutto”, tralasciando la carne rossa, aumentando l’inserimento di cereali, legumi, ortaggi, possibilmente biologici

Molti vegani si dichiarano contrari ai vaccini. Qual è la sua posizione in merito?

E’ una questione delicatissima. Io non sono contro i vaccini, ma contro l’obbligo dei vaccini. Essi sono un buon metodo per prevenire certe malattie ma, oggi, non possono essere considerati un agente contro una malattia. Viviamo in una realtà in cui è aumentata la frequenza di malattie croniche, neurodegenerative, tumorali, per cui anche l’interazione dei vaccini con la salute è diventata più complessa. E’ necessaria più attenzione nel somministrare i vaccini: i controlli sono pochi e superficiali. Bisogna essere cauti quando si provano nuovi vaccini: se si parla solo degli aspetti positivi della vaccinazione, non “facciamo scienza” ma pseudoscienza. La priorità deve essere data alla salute dei nostri figli e non all’interesse economico. (NdR: la redazione si dissocia da ogni posizione antiscientifica). 

Cruciani, celebre giornalista di Radio 24, è stato pesantemente attaccato, insultato e minacciato da animalisti e vegani dopo aver cucinato e mangiato un coniglio in diretta. Cosa ne pensa di questo fatto?

Provocazione ridicola di un soggetto che fa di mestiere lo speaker diabolico, il miscredente a tutti i costi. Credevo che il suo fosse un dissenso intelligente, invece si è dimostrato un atto dimostrativo semplicistico e scorretto. Hanno sbagliato anche gli animalisti a dargli così tanto spazio: l’unico a uscire vincitore da un’oscenità del genere è stato l’innocente coniglio.

Cosa risponde a chi – come un libro recente – sostiene che l’agricoltura intensiva, così come gli allevamenti, distruggerà il mondo?

Sicuramente bene non fa e non farà. L’agricoltura intensiva, oltre ad arrecare danni al pianeta, sta togliendo il “diritto al cibo”. Essa non solo non ha contribuito a eliminare la fame nel mondo ma, anzi, ha aumentato lo spreco di cibo nei Paesi industrializzati. Esistono metodi alternativi all’agricoltura intensiva, ma, proprio alla fine del 2017, la risoluzione che proponeva l’abbandono del glifosato non è stata votata al Parlamento Europeo

 Ritiene possibile una sua “marcia indietro”?

Non credo: potrebbe avvenire solo se la mia salute fosse compromessa. A oggi i miei valori ematici mi rassicurano. Poi, come dice un famoso detto ”solo gli stolti non cambiano idea”.

La prima cosa che le vien da dire ad un onnivoro?

Vieni con me in un mattatoio: voglio che ascolti l’urlo di dolore della tua cotoletta panata. 

Soraya Galfano

2 Commenti

  1. Soraya Galfano

    Buonasera, la ringraziamo per aver letto e apprezzato la nostra intervista. Abbiamo inoltrato il suo quesito alla nostra intervistata, non appena ci darà risposta, le faremo sapere.
    Grazie ancora per il tempo che ci ha dedicato

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